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sabato 31 maggio 2008
Cowparade a Capri
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Nick
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Etichette: riflessioni
Campi rom bruciati, "Quanta solitudine dopo quei roghi"
Qui, su via Virginia Woolf, di nomadi ce n´erano 70 fino a due settimane fa. Il campo era cresciuto negli ultimi mesi, e parallelamente erano cresciute le proteste degli abitanti della zona. In più di un condominio i residenti si erano consultati alla ricerca di un modo per mandarli via. Da questo clima sul quale ha soffiato la camorra, oltre che dagli interessi economici sulla zona, sono venute le rappresaglie prima, gli incendi dopo. Basta un fiammifero per dare alle fiamme le baracche abbandonate dai rom. Il che rende più difficile anche il compito degli agenti di polizia, a caccia di chi ancora ieri faceva terra bruciata per garantirsi il non ritorno dei nomadi. «E questo incendio non sarà l´ultimo, qui a Ponticelli». La furia di chi si accanisce contro i rom non viene tenuta a freno dal passaggio di qualche pattuglia della polizia. E neppure dalle indagini della Digos, che su Ponticelli è stata chiamata ancora a verificare l´accaduto e ad individuare i responsabili delle violenze. Che ora si accaniscono contro le cianfrusaglie abbandonate dalle famiglie in fuga, contro le baracche che potrebbero offrire rifugio a qualcun altro. Ma quello di ieri è rogo doloso, dicono gli inquirenti.
«Io sono rimasto a Napoli con la mia famiglia, ma ora ho paura per i miei figli» racconta Marion, uno dei rom fuggiti precipitosamente via da Ponticelli. «I miei amici sono stati picchiati, gli hanno incendiato tutto», racconta. «Quella ragazza che ha tentato di rapire il neonato - continua - ci ha rovinato. Ci ha messi tutti nei guai. Ma è sbagliato prendersela con tutti: deve pagare chi sbaglia. La polizia deve arrestare chi ruba i soldi, chi rapisce i bambini. Tutti gli altri non c´entrano. Ora invece la gente ci dice che siamo sporchi, che siamo cattivi, ma noi rom non siamo tutti uguali». «Io - continua - ho sempre lavorato come muratore o come bracciante nelle campagne. Ed anche se temo per i miei figli resto qui perché in Romania dove lo trovo un lavoro?»
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Berlusconi, all'attacco "Chiaiano si farà"
di Roberto Fucillo
Sono i punti cardine del nuovo intervento del premier a Napoli dopo una riunione in prefettura di oltre tre ore. Nessun passo indietro, dunque non ci sono buone notizie per i rivoltosi di Chiaiano e per tutti gli altri abitanti dei luoghi interessati ad ospitare le discariche che restano siti di interesse nazionale, saranno sorvegliate dall'esercito anche di notte perchè non vengano danneggiate e chi dovesse provarci rischia serie conseguenze penali. Tutto questo per riaffermare la forza dello Stato: "In Campania quello che è successo è dipeso da una destrutturazione dello Stato - sono i concetti espressi dal premier- troppe volte in passato si è fatto indietro rispetto alle sue decisioni; le opere pubbliche sono state fermate da minoranze organizzate, ma se una minoranza occupa una autostrada questa è una violenza verso i cittadini e lo Stato; troppe volte in passato le istituzioni hanno preso decisioni su aree e impianti e troppe volte queste decisioni non si sono tradotte in realtà, tutto questo non deve accadere più".
Berlusconi non le ha mandate a dire ai magistrati in rivolta per il suo decreto e ha fatto chiari riferimenti alla recente inchiesta che ha portato a 25 arresti. "Proprio per evitare che singoli magistrati locali rompano anche un anello del delicato circuito" il governo conferma la Superprocura e l'unica responsabilità per tutta la regione riguardo alle indagini al procuratore che non a caso in un inciso Berlusconi ha definito già "procuratore regionale". E ha aggiunto: "Spero che di questo si renda conto anche chi ha prodotto provvedimenti sul personale alla protezione civile che in emergenzialità non ha eseguito dettami di legge validi per la normalità ma non per l'eccezionalità".
Le norme dunque vanno lette, sottolinea il premier che ha specificato anche che : "Non si può pensare che le leggi siano dei moloch da applicare in ogni situazione: le leggi devono essere invece adattate a migliorare le condizioni di vivibilità dei cittadini, sono strumenti". Per il premier "non esiste nessun profilo di incostituzionalità per il decreto, ce lo dicono autorevoli giudici costituzionalisti".
Bertolaso ha quindi confermato che gli impianti di cdr saranno chiusi e trasformati in impianti di per la produzione di compost a uso agricolo e ha chiarito che "oggi i cdr hanno lavorato a pieno regime e comunque abbiamo chiesto alle forze armate di assumerne la gestione: è già a Napoli un team del genio militare al lavoro per un addestramento e per rilevare da qui a qualche giorno l'attività degli impianti".
Su Chiaiano, mentre Bertolaso è apparso attendista - "vediamo prima le analisi", Berulsconi non ha avuto esitazioni: "le relazioni tecniche a nostra disposizione ci rendono sicuri della idoneità della cava".
Il nuovo giro di vite di Berlusconi trova peraltro il consenso delle istituzioni locali, è stato lo stesso premier in chiusura a chiarire che "ho lavorato per tre ore con le autorità locali, tutti esponenti dell'opposiozione e abbiamo lavorato molto bene, loro ci hanno confortato nelle nostre decisioni, anzi è venuto proprio da loro il suggerimento esplicito perché si faccia in modo che il decreto legge abbia un iter veloce in Parlamento e non venga cambiato".
CONSULTA Il documento dei pm
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PROTESTE Barricate e cassonetti saldati a terra
CONSIGLIO DEI MINISTRI A NAPOLI
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REPORTAGE Navigando su un mare di spazzatura di A.Bolzoni FOTO
Guerriglia contro i pompieri Raid e barricate, città sotto assedio FOTO La città in ginocchio
L'INTERVISTA "La condanna della Ue non è contro la Campania"
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DIOSSINA Bufala a rischio
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Etichette: la mia città
Strisce d'autore made in Naples
realizzato da Lorenzo
Cucca, a dispetto della sua giovane età, può già vantare esperienze con la Disney - suo l´adattamento a fumetti di "High School Musical" - e con grossi editori sulle due sponde dell´Atlantico. A lui sono stati affidati sei numeri di "She Hulk", collana dedicata alle divertenti imprese della cugina dell´incredibile Hulk, scritti per l´occasione da Peter David, uno degli sceneggiatori di comics più celebri negli Stati Uniti.
Castiello è invece autore - su testi di Brian Reed - di "Secret invasion frontline", titolo che fa capo a una saga in cui gli eroi della Marvel devono fronteggiare un´invasione degli Skrull, pericolosi alieni in grado di sostituirsi agli esseri umani.
Su entrambe le testate, in uscita tra giugno e luglio, i cromatismi delle tavole disegnate sono curati da Barbara Ciardo, valente colorista che attraverso la sicurezza tecnica riesce a far trasparire una profonda sensibilità artistica.
Altro testimone del momento magico che stanno attraversando gli artisti partenopei del fumetto è Lorenzo Ruggiero. Trentaquattrenne, diplomato alla Scuola Italiana di Comix - di cui ora è anche docente - Ruggiero sta seguendo un percorso professionale e artistico che lo ha portato a lavorare per alcune delle più importanti case editrici del fumetto internazionale, con importanti diramazioni verso i videogames e il cinema. Il suo ultimo lavoro, realizzato in stretta collaborazione con l´illustratore Giuseppe Camuncoli e lo sceneggiatore Matteo Casali, è l´adattamento a fumetti de "La neve se ne frega", una fiaba futuristica dalle atmosfere toccanti ed elegiache, già esordio letterario di Luciano Ligabue.
Nata col beneplacito e la supervisione del rocker emiliano, "La neve se ne frega", edita dall´emiliana Panini Comics, rappresenta l´ultima tappa di un cammino costellato di successi. Disegnatore, inchiostratore e colorista, Ruggiero inizia la sua carriera nel 2002 entrando a far parte della Innocent Victim, laboratorio del fumetto che produce lavori pubblicati anche in Francia, Germania e Usa. Notato dalle majors americane, viene reclutato dalla Dc Comics che gli affida incarichi per gli albi dedicati a Robin, il variopinto partner di Batman, e ad altri personaggi come l´occultista John Constantine (interpretato al cinema da Keanu Reeves); l´antieroe western Jonah Hex e Red Son, un´alternativa versione sovietica di Superman. Per la Marvel Comics, invece, Ruggiero, assieme a Camuncoli, realizza una storia della supereroina Miss Marvel e - in occasione dell´uscita in dvd del film "Spider-Man 2" - un´illustrazione dell´Uomo Ragno minacciato dai tentacoli del Dr Octopus.
Ma l´artista il grande colpo l´ha messo a segno da poco, quando la Warner, multinazionale dell´intrattenimento, nonché proprietaria del marchio Dc Comics, gli ha commissionato i disegni per due manifesti promozionali legati al lancio estivo del film "The Dark Knight", atteso sequel di "Batman Begins" ancora con Christian Bale sotto il mantello dell´Uomo Pipistrello e con Heath Ledger nella parte del Joker. Non solo: Ruggiero sta ancora collaborando col creative service della Dc Comics per contribuire, con le sue idee grafiche, all´ottimizzazione commerciale della pellicola diretta da Christopher Nolan.
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Etichette: Comics Word
CONFERMATO PER L’8 LUGLIO IL CONCERTO – EVENTO “VAIMO’ 2008 LIVE” A NAPOLI GLI ORGANIZZATORI NON ATTENDONO LE AUTORIZZAZIONI DEGLI ORGANI COMPETENTI: “VAIMO’ 2008 LIVE” SI FARA’ ALL’IPPODROMO DI AGNANO!
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venerdì 30 maggio 2008
Mario Schifano
La straordinaria figura di Mario Schifano (1934 - 1998) ha improntato di sé la pittura italiana per quasi un quarantennio. I monocromi dei primi anni Sessanta, la scelta di soggetti, temi e icone che lo hanno accomunato alla Pop art nei secondi anni sessanta, la sperimentazione tra pittura e fotografia degli anni settanta, il felice ritorno alla pittura nei cicli degli anni ottanta e novanta, hanno fatto di Schifano un artista di riferimento nel panorama italiano sia per gli altri artisti che per un pubblico larghissimo e ben più vasto di quello solitamente composto da critici, storici, collezionisti e appassionati. Il precoce successo di Schifano negli Usa negli anni sessanta è infatti continuato in Italia, dove l'interesse per l'artista si è mescolato con quello per l'uomo e le sue vicende personali legate al clima del momento, al jet set, allo scandalo e al suo furore creativo.
La Galleria nazionale d'arte moderna, a dieci anni dalla scomparsa, ritiene di dover rendere omaggio a uno degli artisti più complessi e importanti del secondo dopoguerra italiano, attraverso una mostra che privilegi una visione d'insieme della sua opera.
La rassegna comprenderà circa settanta dipinti, cronologicamente distribuiti attraverso i quattro decenni di attività di Mario Schifano. La scelta ha voluto indicare i lavori germinali e rappresentativi di ogni ciclo, una sorta di esempio poi ripetuto in infinite varianti nel corso del tempo. Ne emerge una straordinaria varietà di temi, spesso legati alla storia e all'attualità che si traduce per il pubblico in una spettacolarità continuamente rinnovata.
Si prevedono inoltre: una sezione di circa 50 disegni, selezionati tra i moltissimi fatti da Schifano, che consentirà di riflettere sui modi più "intimi" di costruzione e di progetto del lavoro e una sezione dedicata alle fotografie e ai film che nell'ambito del difficile rapporto tra pittura e altri media nei primi anni settanta, presenterà la soluzione convincente e originale fornita dall'artista.
La mostra, promossa dalla Soprintendenza alla Galleria nazionale d'arte moderna in collaborazione con l'Archivio Schifano è curata da Achille Bonito Oliva.
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Etichette: Arte - Pittura
giovedì 29 maggio 2008
Bombe carta e molotov, la rivolta di Chiaiano
Questo video è una vera manipolazione mediatica a favore dei potentati che hanno ineressi sul business dei rifiuti.
guardate anche quello di sotto e giudicate.
Nick
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Nessun attacco al presidio - notizia falsa ai TG!
Vedere questo video rende molto bene l'idea di che razza d'informazione abbiamo in Italia. Specie nelle mani di chi di televisioni "se ne intende". Nick
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mercoledì 28 maggio 2008
Torino Comics 14 - dal 6 all'8 giugno
Comunicato stampa: Torino Comics: anno quattordici! Il 2008 è l'anno in cui Torino Comics ha rilanciato e raddoppiato. Recentissima infatti la sua partecipazione alla Fiera Internazionale del Libro di Torino, con l'area dedicata agli editori di fumetti. La kermesse subalpina dei
comics ritorna ora dal 6 all'8 giugno nella sua forma tradizionale, negli spazi torinesi del Lingotto Fiere. Ci saranno bancarelle di usato, mostre, incontri e sessioni di dediche con gli autori, spazi dedicati al cosplay e un'area tutta dedicata ai games, con dimostrazioni e tornei. Torino Comics nasce quattordici anni fa, commissionata a Vittorio Pavesio, da sempre principale promotore
dell'evento, da parte dell'Associazione Radar. Da piccola mostra mercato del fumetto è cresciuta via via degli anni, ospitando artisti di livello internazionale come Will Eisner, Hermann, Vittorio Giardino, Tanino Liberatore, nonché nomi piccoli e grandi dei comics tricolori, con un occhio di riguardo per le novità editoriali e le riscoperte di classici. Il numero di espositori partecipanti alla fiera è andato aumentando di anno in
anno, formando un gruppo parecchio nutrito, in cui anche quest'anno si potranno trovare editori del calibro di Bonelli, Pavesio, Edizioni BD, Coniglio Editore e molti altri. Dopo la Fiera Internazionale del Libro, in collaborazione con la quale sono stati a Torino Milo Manara e gli autori della mitica trasmissione Supergulp Guido
De Maria e Giancarlo Governi, il programma di iniziative legate alla quattordicesima edizione di Torino Comics sarà ancora degno di interesse. Judith Park, artista del manga. Ospite della fiera del fumetto anche la ventitreenne autrice coreana Judith Park, che con soli quattro volumi all'attivo, editi in Germania e tradotti in tutto il mondo, è già una piccola celebrità del manga non proveniente dal Giappone. Marco Rota e zio
Paperone. Tra i talenti del fumetto italiano legati all'universo Disney c'è senz'altro Marco Rota, autore e disegnatore di molte memorabili storie dei paperi, con un occhio di riguardo per zio Paperone. Rota sarà gradito ospite di Torino Comics e realizzerà dediche e autografi per tutti gli appassionati. Andrea Pazienza: la vita e le opere. Sarà a Torino Comics la mostra su Andrea Pazienza a vent'anni dalla
scomparsa. Una selezione di lavori curata dal Centro Fumetto Andrea Pazienza in collaborazione con Romics, per scoprire e riscoprire la vita e le opere della graffiante matita tricolore. Carlo Ambrosini presenta Jan Dix. Esordisce a maggio per Bonelli la
nuova serie bimestrale Jan Dix, incentrata su un critico d'arte olandese alle prese con misteri da risolvere. Ne è creatore Carlo Ambrosini, papà di Napoleone, anche disegnatore del primo numero. Il progetto sarà presentato in fiera. Novecento, le tavole originali. Un romanzo moderno già classico ottiene la sua parodia disneyana: ecco la storia Novecento,
sceneggiata da Tito Faraci a partire dal romanzo di Alessandro Baricco e disegnata da Giorgio Cavazzano. La fiera ospiterà una mostra di tavole originali e bozzetti. Fantasy Factory. Vittorio Pavesio e la redazione presentano la nuova iniziativa editoriale: una rivista di fumetti e sui fumetti che è già comparsa con il numero zero alla Fiera del Libro, e che a Torino Comics farà il suo esordio con il numero 1. [Come sempre, click le immagini per gli ingrandimenti]
Articolo di afnews (se non altrimenti indicato) - Martedì, 27/5/2008
© copyright afNews/Goria/Autore - http://www.afnews.info ISSN 1971-1824 - cod-Festival
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CINEMA/ Il ricordo di Pollack, regista e attore, premio Oscar per La mia Africa
Sydney Pollack, il regista, attore e produttore statunitense spentosi lunedì all’età di 73 anni nella sua casa di Pacific Palisades a Los Angeles, nasce a Lafayette, nello stato dell’Indiana, il 1° luglio 1934 da genitori immigrati russi di origine ebrea, cresce a South Bend per poi trasferirsi nel 1952 a New York dove, terminati gli studi universitari, diventa attore e assistente regista teatrale. Chiamato nel 1960 a Los Angeles per affiancare il regista John Frankenheimer, le sue prime regie sono tutte televisive: «Non mi interessava fare il regista, mi è capitato per caso: non sapevo che fare, osservavo gli altri, ma per imparare ho dovuto prima compiere colossali errori».
Tra queste vale forse la pena ricordare la serie di maggiore successo che prende il nome dal suo protagonista: Dr. Kildare. Se il suo esordio come attore avviene con Robert Redford (Caccia di guerra, 1962, di Denis Sanders, film indipendente a basso costo di argomento bellico), il suo debutto dietro la macchina da presa per il grande schermo, prodotto dalla Paramount Pictures, è datato 1965 con La vita corre sul filo, melodramma psicologico con Anne Bancroft e Sydney Poitier, seguito l’anno successivo dall’affresco sociale Questa ragazza è di tutti, tratto da Tennessee Williams, sceneggiato da Francis Ford Coppola ed interpretato da Natalie Wood e Robert Redford, che finirà per dirigere in altri sette film. Del 1968 è il western picaresco Joe Bass l’implacabile mentre l’anno dopo è la volta del film bellico Ardenne ’44, un inferno, entrambi con Burt Lancaster, suo mentore fin dagli esordi a Hollywood e che gli chiese di curare il doppiaggio USA de Il Gattopardo. Sempre del 1969 è Non si uccidono così anche i cavalli?, con Jane Fonda, per la regia del quale arriva la sua prima nomination all’Oscar.
Gli anni Settanta vedono la sua esplosione: il western filoindiano per eccellenza Corvo rosso non avrai il mio scalpo (1972), la commedia romantica Come eravamo (1973), il celebre spionistico I tre giorni del condor e Yakuza (1975), Un attimo, una vita (1977), Il cavaliere elettrico (1979).
Gli anni Ottanta sono quelli della consacrazione da parte dell’industria del cinema: al Festival di Berlino del 1982 il film di denuncia Diritto di cronaca (1981) riceve una menzione e il premio della giuria dei lettori del “Berliner Morgenpost”, la commedia Tootsie (1982) vince il premio della critica cinematografica di New York mentre il kolossal (per certi versi accademico) La mia Africa (1985), trasposizione dell’autobiografia della scrittrice Karen Blixen, porta a casa, su 11 candidature, 7 premi Oscar (film, regia, sceneggiatura, fotografia, scenografia, musica e suono).
Il resto è storia recente: Havana (1990, con Robert Redford, stanca riproposizione di un intreccio “alla Casablanca”), Il socio (1993, con Tom Cruise e Gene Hackman), Sabrina (1995, con Harrison Ford e Julia Ormond, remake del classico del 1954 firmato da Billy Wilder con Humphrey Bogart, Audrey Hepburn e William Holden), Destini incrociati (1999, sempre con Ford) per chiudere con The interpreter (2005, girato dentro il Palazzo di Vetro dell’ONU con Nicole Kidman e Sean Penn) e Frank Gehry, creatore di sogni (2005, documentario sul celebre architetto).
Se, non dimentico delle origini, Sydney Pollack si presta anche come buon attore caratterista, recitando nel suo Tootsie («Per accettare il ruolo en travesti, Dustin Hoffman pretese che nella finzione fossi io a interpretare il ruolo del suo agente»), in Mariti e mogli (1992) di Woody Allen, I protagonisti (1992) dell’ugualmente compianto Robert Altman, La morte ti fa bella (1992) di Robert Zemeckis e Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick (1999), egli intraprende anche il ruolo di produttore dei suoi film già nel 1975, dimostrando però anche in tempi recenti ottimo fiuto per pellicole altrui (Sliding Doors, 1998; Un americano tranquillo, 2002; Michael Clayton, 2007, dove è anche attore) e fondando con Anthony Minghella (anche lui recentemente scomparso) la Mirage Enterprises, che ha prodotto, tra gli altri, Ragione e sentimento (1995) di Ang Lee, Il talento di Mr. Ripley (1999) e Ritorno a Cold Mountain (2003) dello stesso Minghella.
In conclusione, speriamo non ce ne vorranno i suoi estimatori se scriviamo che il maggior merito per il quale, alla lunga, in sede di sintesi storiografica, Sydney Pollack rischia di venire ricordato negli annali del cinema potrebbe essere quello di avere traghettato nell’empireo delle star il suo grande amico Robert Redford – al cui nome è inscindibilmente legato a doppio filo – in compagnia del quale, entrambi liberal di ferro, fece il suo esordio nel mondo del cinema, si guadagnò la ribalta negli anni Settanta direttamente dal di dentro della grande industria hollywoodiana e creò il Sundance Institute, alla base del più prestigioso festival del cinema indipendente e terzomondista.
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