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venerdì 13 giugno 2008

Flatiron, il grattacielo d'acciaio raccontato in fotografia

Cultura


Il Flatiron tra la Fifth Avenue e Broadway
Sorge dal 1902 tra la Fifth Avenue e Broadway L'italiana Sorgente Group, nuova proprietaria dell'edificio, presenta domani a Roma il libro del sacerdote Peter Gwillim Kreitler che, in 15 anni di ricerca, ha raccolto 240 pagine di storia in scatti di una delle pietre miliari dell'architettura del XX secolo

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Roma, 11 giu. (Ign) - Raccontare con le immagini ill Flatiron, grattacielo di New York completamente costruito in acciaio che si erge dal 1902 tra la Fifth Avenue e la Broadway. E' quello che propone il libro di Peter Gwillim Kreitler, sacerdote episcopaliano, teologo, collezionista di foto e docente di Studi Ambientali, che in 240 pagine ha raccolto, dopo 15 anni di ricerche e di studi, testimonianze negli scatti di quello che oggi rappresenta una delle pietre miliari dell'architettura del XX secolo.

Il volume 'Flatiron. Il primo grattacielo in acciaio al mondo', presenta questa collezione fotografica organizzata in forma cronologica, con citazioni da fonti storiche e letterarie a fronte delle foto. Il risultato è una storia attraverso scatti e, allo stesso tempo, un saggio visivo del fotografare un lavoro di architettura tra i più famosi del mondo, "destinato – secondo Claudio Strinati, soprintendente speciale per il polo museale romano – a diventare un classico moderno. C’è chi vide in quell’edificio una specie di moderno Partenone che troneggia sulla città tumultuante garantendone stabilità e solennità e, in un certo senso, è un’impressione che permane ancora oggi e giustifica quella dimensione quasi classica che si percepisce bene nella forma e nei materiali dell’illustre edificio".

A presentare domani a Roma il libro sarà l'italiana Sorgente Group, nuova proprietaria della struttura newyorkese. Valter Mainetti, amministratore delegato del gruppo, ha voluto realizzare questa coproduzione editoriale con la Leonardo International per far conoscere a un ampio pubblico internazionale il grattacielo che, come spiega lui stesso, "non è solo un prezioso edificio in stile Beaux-Arts, ma è stato ed è tuttora una celebrità di New York. Fra i più fotografati edifici al mondo, il Flatiron deve la sua fortuna non solo alla particolare forma ad angolo acuto, che sembra modellata dal vento, imposta dalla sua collocazione all’incrocio tra 5th Avenue e la Broadway, ma soprattutto a quel fascino che emana e che trascende le sue caratteristiche estetiche e architettoniche".

lunedì 3 dicembre 2007

Il Presepe napoletano

Il presepe napoletano è una delle tradizioni natalizie più consolidate e seguite che si è mantenuta inalterata per secoli.

Origini

Il primo presepio a Napoli viene menzionato in un documento che parla di un presepio nella Chiesa di S. Maria del presepe nel 1025. Ad Amalfi, secondo varie fonti, già nel 1324 esisteva una "cappella del presepe di casa d'Alagni".

Nel 1340 la regina Sancia d'Aragona (moglie di Roberto d'Angiò) regalò alle Clarisse un presepe per la loro nuova chiesa, di cui oggi è rimasta la statua della Madonna nel museo di San Martino.

Altri esempi risalgono al 1478, con un presepe di Pietro e Giovanni Alemanno di cui ci sono giunte dodici statue, e il presepe di marmo del 1475 di Antonio Rossellino, visibile a Sant'Anna dei Lombardi.

Nel XV secolo si hanno i primi veri e propri scultori di figure. Tra questi sono da menzionare in particolare i fratelli Giovanni e Pietro Alemanno che nel 1470 crearono le sculture lignee per la rappresentazione della Natività.

Le prime figure in terracotta appaiono nel XVI secolo, come viene confermato da un documento notarile del 1532. In questo documento viene descritto un presepe con pastori in terracotta e dipinti che furono realizzati per un nobile di Sorrento, Matteo Mastrogiudice.

L'età d'oro

Un presepe allestito in una casa napoletana










Un presepe allestito in una casa napoletana

Nel Seicento il presepe allargò il suo scenario. Non venne più rappresentata la sola grotta della Natività, ma anche il mondo profano esterno: in puro gusto barocco, si diffusero le rappresentazioni delle taverne con ben esposte le carni fresche e i cesti di frutta e verdura e le scene divennero sfarzose e particolareggiate (Michele Perrone fu tra gli artisti principali in questo campo), mentre i personaggi si fecero più piccoli: manichini in legno o in cartapesta saranno preferiti anche nel Settecento.

Il secolo d'oro del presepe napoletano è il Settecento, quando regnò Carlo III di Borbone. Per merito della fioritura artistica e culturale in quel periodo anche i pastori cambiarono il loro sembiante. I committenti non erano più solo gli ordini religiosi, ma anche i ricchi e i nobili.

La scena si sposta sempre più al di fuori del gruppo della sacra famiglia e più laicamente s'interessa dei pastori, dei venditori ambulanti, dei re Magi, dell'anatomia degli animali. Benché Luigi Vanvitelli definì l'arte presepiale "una ragazzata", tutti i grandi scultori dell'epoca si cimentarono in essa fino all'Ottocento inoltrato. Goethe descrive il presepe italiano nel suo Viaggio in Italia del 1787:

.Ma il Museo della Certosa di San Martino è certamente il punto di riferimento per gli studi sul presepe Napoletano, oltre ai ricchi presepi ancora conservati integri a Napoli e altrove. Forse il più celebre e acclamato esempio di presepe napoletano è il presepe Cuciniello realizzato tra il 1887 e il 1889 ed esposto a San Martino; un altro celeberrimo, esposto talvolta a palazzo reale, è il Presepe del Banco di Napoli.

Nel Novecento questa tradizione è gradualmente scomparsa, ma oggi grandi presepi vengono regolarmente allestiti in tutte le principali chiese del capoluogo campano e molti napoletani lo allestiscono ancora nelle proprie case.

San Gregorio Armeno

San Gregorio Armeno

Oggi alcuni pastorai producono anche pastori che rispecchiano le personalità dei nostri tempi, quindi non c'è da meravigliarsi se si trovano personalità conosciuti nelle vetrine della caratteristica via San Gregorio Armeno, nel centro storico di Napoli, che è famosa in tutto il mondo per la produzione artigianale di presepi. Sono presenti mostre permanenti e negozi artigiani, che permettono di comprare e quindi costruire il presepe personale a proprio piacimento. Inoltre maestri artigiani costruiscono, oltre alle classiche statuette, pastori raffiguranti personaggi moderni, come ad esempio Totò, Pulcinella o altri personaggi del costume italiano.

In molti luoghi della Campania ci sono associazioni e gruppi di persone che ogni anno ripetono il rituale: agli inizi di Novembre danno l'avvio alla costruzione di presepi all'aperto che invitano a visitarli durante una passeggiata. Esistono anche esposizioni che vengono allestiti proprio in quel periodo.

Ricerca a cura di Simone Musella.

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