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Sono nato e vivo in una città che odio e amo : Napoli

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lunedì 25 febbraio 2008

Il Litigio. Poesia di Simone (anni 10)





N
el cielo grigio
ci sono due nuvole
che fanno un grosso litigio.
Una dice:
lasciami stare,non voglio scoppiare.
L'altra risponde:
ma che scoppi e scoppi
vattene, non voglio intoppi.
Arriva il sole e dice:
basta ! Non dovete più litigare, altrimenti
vi faccio evaporare.

Poesia di
Simone (mio figlio)

lunedì 4 febbraio 2008

Poesia di Simone

Il cane
E' nel cortile, dentro la cuccia.
Ci sono molte nubi.
Ha il pelo Bagnato
Ha il pelo marrone
Ha un occhio nero
Scondinzola la coda.
E' spaventato dalle nubi.
Si guarda attorno
Sente dei rumori
Si alza.
Cerca si mordersi la coda
Si stende sulle zampe
Si mette a dormire.
Simone.Musella ,anni 1o.

martedì 1 gennaio 2008

Come Anima... (Poesia)

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Camminando per le vie della mia città vedo le facce delle persone che appaiono diverse ad ogni passo, avanzo calpestando quel che resta di quello che è stato gettato via da mani freddolose

Ora felici, alcune ora stanche, diverse, e senza farmene accorgere cerco in ognuna di loro una storia uno spunto per cercare me stesso, di cosa sia la mia identità ,ammesso che ne abbia una

Molto mi lega ai luoghi dove vivo, i palazzi, le piazze, sudice e sporche dei resti della notte appena passata, mi perde con la memoria in ricordi che sono stati confusi e soffusi dal fumo dei botti e dai fuochi che coloravano il buio allo scoccare della mezzanotte.

Cercare delle risposte alle mille domande che affiorano nella mia mente, le cerco nei vicoli stretti e umidi, nei suoni e nel chiacchiericcio della gente che vaga come anime in pena – compresa la mia, sempre ammesso che n’abbia una-

Una panchina di ferro, illuminata da un raggio di sole m’invita a se, cerco di scaldare il mio viso infreddolito e sedendomi con fare circospetto – ho paura di sporcare il mio cappotto- mi faccio accogliere dalle sue sbarre fredde appena scaldate dai raggi del sole.

Napoli, ho almeno la piazza dove mi sono fermato, mi sembra quasi irreale: m’abbaglio e mi scaldo la faccia con i raggi caldi di questo mezzo mattino e solo per questo non vorrei alzarmi neanche per un cafè, intorno, poca gente – mi piace-, ma dura poco, il frastuono di un clacson mi riporta a stare di nuovo sul chi va là. L’armonia è spezzata, ritorna a casa, mi dice la mia anima- ammesso, anche questa volta, che n’abbia una.

( Poesia (?) composta al pc all'imbrunire del primo giorno dell'anno di grazia 2008. By Nick

sabato 3 novembre 2007

Il Mare

Poesia per chi come me ama il mare - Di Federico Garcia Lorca

Il mare
è il Lucifero dell'azzurro.
Il cielo caduto
per voler essere la luce.
Povero mare condannato
a eterno movimento
dopo aver conosciuto
la calma del firmamento!

Ma nella tua amarezza
ti redense l'amore.
Partoristi Venere pura
e la tua profondità
restò vergine, senza dolore.
Le tue tristezze sono belle,
mare di spasimi gloriosi.
Ma oggi invece di stelle
hai verdi polipi.

Sopporta la tua sofferenza,
formidabile Satana.
Cristo camminò sopra di te
e lo fece anche Pan.
La stella Venere è
l'armonia del mondo.
Taccia l'Ecclesiaste!

Venere è il profondo
dell'anima...
...E l'uomo miserabile
è un angelo caduto.
La terra è il probabile
Paradiso perduto.

giovedì 1 novembre 2007

Adesso sono creciuto - Jacques Prevèrt

Bambino
ho vissuto piacevolmente
il riso sfrenato tutti i giorni
il riso sfrenato veramente
e poi una tristezza talmente triste
qualche volta tutti e due contemporaneamente
Allora mi credevo disperato
Insomma mi mancava la speranza
non avevo nient'altro che la vita
ero intatto
ero contento
ed ero triste
ma non fingevo mai
Conoscevo il gesto per restare vivo
Scuotere il capo
per dir no
scuotere il capo
per non far entrare le idee delle persone
Scuotere il capo per dir no
e sorridere per dir sì
sì alle cose e agli esseri
agli esseri e alle cose da guardare e carezzare
da amare
da prendere o lasciare
Ero com'ero
senza un pensier mio
E quando mi occorrevano le idee
per compagnia
io le chiamavo
Ed esse venivano
e dicevo sì a quelle ch'eran gradite
le altre le buttavo
Adesso son cresciuto
e le idee anche
ma son sempre delle grandi idee
delle belle idee
delle ideali idee
Ed io rido sempre loro in faccia
Ma esse mi aspettano
per vendicarsi
e divorarmi
un giorno quand'io sarò stanchissimo
Ma all'angolo di un bosco
le aspetto anch'io
e taglierò loro la gola
e spezzerò loro l'appe

Quando leggo questa poesia di Prevèrt , rivedo me stesso. Nico

martedì 30 ottobre 2007

Questa è una poesia che ho letto su kataweb ।Sfogliavo alcuni pensieri sulla cantautrice Joni Mitchell.Questa poesia mi è piaciuta e spero che piaccia anche a chi si sia trovato a leggere questo Blog. Il titolo è:


Perchè mi piace Joni Mitchell?

Languide e solitarie brillano le tue parole
intrise di piaceri ma anche di forti delusioni
che sorseggiano le ore di troppi giorni brevi
e mi allietano le note di ieratiche canzoni.

Mi hai portato al limite della notte
stordendomi con le tue suggestioni
mi hai regalato tremori di passioni
illudendomi che potessi indossarli

Con il cuore aperto e gli occhi chiusi
ho ascoltato tutti i tuoi anni andati
la tua voce che consumava il tempo
i tuoi amori che riempivano le notti

Il tuo sguardo, ora più gentile e lieve
oltrepassa, con letizia, le mie storie
e si trasforma in un volto senza tempo
sorridendo per il mio timore d’invecchiare.

Come frecce acuminate le parole e le tue note
colpiscono e trafiggono ogni speranza vana
che santificano e leniscono tutti i miei dolori
e che anticipano, per tempo, il tempo senza tempo

Lucente, sei come una stella in mezzo al buio
svettante, appari un totem in cima al canyon
estasiante, resti come un brivido di piacere
stordente e veloce, come un taxi tutto giallo.

Che vaga nella notte, che prega nella notte,
Che osserva nella notte, che piange nella notte
che trema nella notte, che muore nella notte
che sorride dentro l’alba, che ristora un nuovo giorno.

Per i sogni e le illusioni, lievi. Ecco perchè amo Joni Mitchell

Rosario Pantaleo. (ringrazio l'autore in nome della passione musicale)

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