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Sono nato e vivo in una città che odio e amo : Napoli

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mercoledì 1 ottobre 2008

P2p, disoccupata batte le major

Tutto da rifare per le case discografiche: Jammie Thomas,
era stata sanzionata di 222mila dollari per violazione copyright

P2p, disoccupata batte le major
non dovrà pagare la supermulta

Un giudice del Minnesota dà ragione alla donna
"Bisogna dimostrare che lo scambio sia avvenuto"

di ALESSANDRO LONGO

P2p, disoccupata batte le major non dovrà pagare la supermulta
I DISCOGRAFICI americani hanno perso la causa più importante per la lotta al peer to peer e adesso per loro è tutto da rifare: Jammie Thomas, 30enne disoccupata che era stata condannata a pagare 222 mila dollari per violazione del copyright, non dovrà più farlo. L'ha deciso Michael Davis, giudice distrettuale del Minnesota, dov'è stato dibattuto il caso.

Alla base della sentenza, un motivo che fa crollare il castello costruito finora per la lotta al peer to peer pirata: "Rendere disponibile" ("making available") un file su rete peer to peer - sostiene il giudice- non significa che quel file sia stato in effetti scaricato da altri e che quindi sia stato distribuito. È un reato distribuire il file protetto da copyright, non il semplice metterlo in condivisione (l'intenzione di reato non è perseguibile).

Tutto quanto significa che ora Riaa (l'Associazione discografici americani, che aveva denunciato la donna) avrà l'onere della prova: dovrà dimostrare che lo scambio di un file protetto da copyright è in effetti avvenuto. Non basta provare che l'utente l'ha condiviso su reti peer to peer.

Per Jammie Thomas è una notizia di quelle che ti cambiano la vita: la donna, che si mantiene grazie agli assegni sociali, non aveva certo i mezzi per pagare la super multa (pari a 9.250 dollari per ogni file condiviso). Ma è anche una notizia che cambia lo scenario del confronto tra detentori di copyright e utenti di peer to peer. La sentenza è storica perché la multa a Jammie Thomas era il solo caso di vittoria dei detentori di copyright in un processo del peer to peer.

La giurisprudenza, a riguardo, ricade così nell'incertezza. Riuscire a portare in tribunale la prova dello scambio può essere peraltro impresa molto difficile (se non impossibile). Prova dello scambio potrebbe essere memorizzata nel programma peer to peer utilizzato e ottenibile quindi con il sequestro del computer. Non tutti i programmi memorizzano questi dati, però, e comunque l'utente può fare in modo di cancellarli.

I dati possono essere anche nel log (nel registro) del server utilizzato per lo scambio. Ed essere quindi ottenuti tramite il sequestro del server, cosa non facile però se è posto all'estero. Non è detto inoltre che il log ci sia e sia valido ai fini del processo (potrebbe aver registrato il traffico degli utenti in modo anonimo). Ci sono inoltre programmi peer to peer che permettono di scambiare file senza server di mezzo (per esempio eMule su rete Kad).

"Non mi risulta che in Italia qualcuno sia stato mai condannato dopo un processo completo, per aver fatto peer to peer per scopi personali", dice Andrea Monti, avvocato tra i massimi esperti della questione. Molti hanno pagato la multa perché hanno patteggiato (da 51 a 2.065 euro, secondo la normativa italiana). Altri hanno subito un decreto penale di condanna (come capitato a settembre due utenti della rete peer to peer Direct Connect), a cui hanno poi rinunciato a opporsi. In entrambi i casi, però, si tratta di decisioni precedenti a un effettivo processo dibattuto.

"Gli utenti hanno accettato di pagare perché affrontare un processo di questo tipo costa anche 20-30 mila euro tra spese legali e di consulenza. Molto più di quanto si rischi di multa se si patteggia", aggiunge Monti.

Sarà anche per la difficoltà ad avere vittoria certa in un processo, che i detentori di copyright stanno provando diverse strade per la lotta al peer to peer. Per esempio, la via di far bloccare certi siti oppure di ottenere leggi che obblighino i provider a cancellare gli abbonamenti Internet degli utenti peer to peer. Anche queste sono però strade in salita: è stato appena sospeso il blocco a Pirate Bay; l'Europarlamento qualche giorno fa ha bocciato le politiche anti-peer to peer contenute nel pacchetto di riforma della normativa tlc e ispirate da alcune procedure ideate dal governo francese.

martedì 30 settembre 2008

Il gruppo di fuoco dei Casalesi è finito in manette

Napoli CASERTA - Il gruppo di fuoco dei Casalesi è finito in manette. Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo e Giovanni Letizia sono stati catturati. I primi due sono tra i presunti killer della strage di Castel Volturno. Insieme a Letizia detto 'o zuoppo, erano tra i cento latitanti più pericolosi d'Italia, responsabili di aver attuato negli ultimi mesi tra Villa Literno, Casal di Principe e il litorale Domiziano una vera strategia del terrore. I tre sono stati arrestati in una maxioperazione durante la quale sono state eseguite 127 misure cautelari (un'ottantina contro persone già detenute). In manette sono finiti capizona della cosca e responsabili a vario titolo di reati camorristici.

Maroni: "La risposta alla guerra". "E' una giornata da incorniciare - ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni - Avevamo promesso di intervenire e di dare un colpo durissimo alla camorra e al clan dei Casalesi. L'abbiamo fatto. E' la prima risposta alla guerra dichiarata allo Stato". Come ha scritto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è stato "riaffermato il primato delle istituzioni e della legalità".

La banda del terrore. Con l'arresto dei tre killer e il fermo, qualche giorno fa, di Alfonso Cesarano l'ala stragista del clan è stata colpita al cuore. Resta latitante Giuseppe Setola, fuggito dagli arresti domiciliari ad aprile, capo della banda del terrore, colpito ieri da un provvedimento dell'antimafia che ha messo i sigilli al suo impero economico, dieci milioni di euro tra appartamenti, cooperative edilizia ed esercizi commerciali. Restano ancora liberi i due superboss, capi storici del clan: Antonio Iovine e Michele Zagaria.

Erano nel Casertano. 'O sergente Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo e Giovanni Letizia sono stati sorpresi in una villetta di Licola, poco lontano dal chilometro 43 della Domiziana e da Baia Verde, dove il 18 settembre il gestore di una sala giochi e sei extracomunitari sono morti sotto una pioggia di proiettili. Non hanno opposto resistenza. Ai carabinieri hanno fatto i complimenti: "Bravi! - ha detto Cirillo - Ci siete riusciti".

Manganelli: "Erano scissionisti". "Cirillo e Spagnuolo - ha detto il colonnello Carmelo Burgio, comandante provinciale dei Carabinieri di Caserta - erano stati riconosciuti fra gli autori dell'eccidio degli extracomunitari. Insieme a loro c'era un terzo latitante, Giovanni Letizia. Tutte e tre fanno parte del gruppo di fuoco che terrorizzava la zona". "I cosiddetti scissionisti", come li ha definiti il capo della Polizia Antonio Manganelli. "Ex dipendenti dei Bidognetti che si erano messi in proprio. Cinque di loro sono ancora latitanti, non hanno intenzione di farsi catturare, e girano con esplosivi per difendersi a ogni costo".

Kalashnikov e pistole. Gli arrestati nascondevano due kalashnikov e due pistole 9x21, la stessa tipologia di armi utilizzate in tutti gli omicidi e gli atti intimidatori commessi sul litorale Domiziano, compresa la strage di Castel Volturno. Sequestrate le auto e le moto utilizzate per i raid e le pettorine con la scritta "carabinieri" e i lampeggianti usati nella strage degli immigrati.

Arrestata la moglie del boss. E' finita in manette anche la moglie del boss Francesco Schiavone detto Sandokan, da dieci anni in carcere. Giuseppina Nappa è accusata di ricettazione per avere percepito lo stipendio che l'organizzazione assicura mensilmente ai familiari dei detenuti. Arrestato nella propria abitazione un avvocato di Casal di Principe, Mario Natale, accusato tra l'altro di estorsione.

Sequestrati 100 milioni di euro. Nell'ambito dell'operazione sono stati sequestrati beni per un valore di oltre 100 milioni di euro nel Casertano, nella zona di Napoli, nel basso Lazio e in Toscana: 43 società, 134 immobili, 13 cavalli, vari veicoli e altre attività. Erano nelle disponibilità dei destinatari dei provvedimenti giudiziari.

lunedì 14 luglio 2008

Chiaiano, corteo pacifico contro la discarica:


«No all'esercito, no alle bombe carta»

Presidio militare nella discarica di Chiaiano

NAPOLI (12 luglio) - Ancora un lancio di bombolette di gas per campeggio contro la polizia. Per la seconda notte consecutiva (e per la terza volta in quattro notti) ordigni sono stati scagliati contro gli agenti.

Poco prima di mezzanotte due persone a bordo di una Peugeut hanno lanciato la bomboletta contro alcuni poliziotti del reparto mobile che si trovavano davanti al commissariato di Chiaiano, nel quartiere dove sorgerà la discarica. Non ci sono stati feriti, ma la beffa continua. Gli attentatori arrivano fino a pochi metri dal loro obiettivo agiscono indisturbati e poi fuggono.

E' il quinto attentato contro la polizia a Chiaiano. In tutte e cinque i casi i teppisti hanno lanciato bombolette di gas per campeggio. La Digos da circa un mese e mezzo sta indagando in tre ambienti: ultrà del Napoli di Marano, criminalità e area dell'antagonismo.

Corteo di protesta a Chiaiano. Circa mille persone si sono radunate davanti alla stazione Chiaiano della metropolitana di Napoli, da dove nel tardo pomeriggio è partita una manifestazione di protesta contro l'apertura della discarica nel quartiere. In testa al corteo un grande striscione arancione con la scritta: «Giù le mani della nostra terra». In prima fila, donne, anziani e bambini. Tra i manifestanti, anche padre Alex Zanotelli e alcuni politici locali, tra cui Carlo Migliaccio, presidente della Commisione ambiente del comune di Napoli.

Comitati: la nostra protesta è civile. «Quella delle bombe carta è una protesta che non ci appartiene». Così Carlo Migliaccio, presidente della Commissione ambiente dl comune di Napoli, commenta durante il corteo di protesta contro la discarica di Chiaiano, i lanci di ordigni contro le forze dell' ordine dei giorni scorsi. «La nostra è una aggregazione civile delle popolazioni di Chiaiano, Marano e Mugnano che deve puntare a isolare quelli che attraverso la violenza rischiano di inquinare la nostra battaglia finalizzata a che la discarica non si realizzi», conclude Migliaccio.

A settembre lo "jatevenne day", nazionale. Si è conclusa con il ritorno in piazza Rosa dei Venti la manifestazione di protesta contro la discarica di Chiaiano. Al corteo hanno partecipato circa 1200 persone che sono tornate al luogo simbolo della protesta adiacente a via Cupa dei Cani, la strada che porta alle cave di Chiaiano. La manifestazione si è svolta senza incidenti. «Dopo il buon successo del corteo di oggi - spiega Alfonso De Vita, del comitato contro la discarica - la nostra protesta continuerà nei prossimi giorni con iniziative sempre diverse, la fantasia non ci manca. Per settembre stiamo poi pensando a un grande j-day, cioè uno jatevenne day che porterà decine di migliaia di persone da tutta Italia qui a Chiaiano per dire no alla logica delle discariche e degli inceneritori»

Il ricorso della Ue contro l'Italia. Intanto è stato depositato alla cancelleria della Corte di giustizia europea del Lussemburgo il ricorso della Commissione europea per l'emergenza rifiuti a Napoli e in Campania. La causa (C-297/08), che vede l'esecutivo Ue opposto all'Italia tuttavia, a meno della richiesta esplicita di una procedura accelerata, dovrà attendere diversi mesi prima di essere trattata. La Commissione aveva deciso di deferire l'Italia davanti alla Corte per l'emergenza rifiuti a Napoli e in Campania il 6 maggio scorso. Ma l'Italia, come dichiarato in quell'occasione, conta di poter fornire a Bruxelles tutti gli elementi utili nei tempi previsti per una composizione della procedura.

Napoli: il presidente dell'Asia si dimette. «Lunedì rimetterò formalmente il mio mandato al sindaco, con la serenità di chi ha messo in campo tutto se stesso per aiutare la propria città». È quanto annunciato da Pasquale Losa, presidente dell'Asia - l'azienda di igiene ambientale della città di Napoli - in seguito alle polemiche aperte dalle dichiarazioni del premier Berlusconi sull'insufficiente lavoro domenicale dei dipendenti dell'azienda.

giovedì 3 luglio 2008

 

Jervolino220 L'incredibile non conosce confini. Perché le notizie sullo spreco nel Comune di Napoli superano ogni decenza. L'ultima riguarda le spese per i telefonini. Secondo l'ex assessore Donata Rizzo D'Abundo le bollette lo scorso anno sono arrivate a 600 mila euro. E quest'anno la situazione non è migliorata. In quattro mesi soltanto i 60 cellulari assegnati ai consiglieri comunali hanno consumato 57 mila euro di telefonate: una cifra sorprendente. Sindaco e assessori - che si ritiene abbiano una quantità maggiore di conversazioni legate al loro incarico - in due mesi ne hanno spesi soltanto 4.600, con una nota di merito sulla sobrietà personale di Rosa Russo Iervolino che si è fermata a 203 euro. Tra i consiglieri ci sono dei maratoneti del telefonino. Enzo Russo del Pd risulta avere fatto pagare 7.500 euro in due giorni: una cifra che non si riesce a spiegare e che l'interessato si è detto pronto a rimborsare. Il record stagionale è di Andrea Santoro di An: circa 9.000 euro di cellulare a carico del municipi in quattro mesi. Leonardo Impegno  (Pd) lo segue con 7983, terzo Umberto Minopoli (Fi) con 4387. Ci sono anche casi virtuosi, o forse semplicemente normali: Massimo Paolucci (Pd) e Stanislao Lanzotti (Udc), che restano sui 10 euro al mese. Un segno di speranza in una palude che affonda la credibilità delle istituzioni.

giovedì 22 maggio 2008

Sempre piu' donne usano Internet

 


21/05/2008 - Sempre piu' donne usano Internet in Italia, ma non si puo' ancora parlare di fenomeno di massa: sono infatti meno del 35% le donne che utilizzano regolarmente il web per le proprie attivita' (si collegano alla rete prevalentemente per interessi personali, anche se l'uso per fini lavorativi sembra destinato a crescere). Il dato emerge da una ricerca condotta dall'Associazione Donneuropee-Federcasalinghe, Esperya.com e La Feltrinelli.it, che hanno confrontato i dati Istat e Nielsen con quelli contenuti all'interno del proprio database.

Nel 2007 utilizzano in maniera regolare Internet il 31,7% delle donne, mentre gli uomini per il 42,3%. Nel 2006 la percentuale delle donne si fermava al 29%, mentre quelle degli uomini al 39,5%. Le donne non sono grandi frequentatrici della rete anche se, stando alla ricerca, per l'85% delle navigatrici l'accesso alla rete e' legato alla vita sociale: mandare e ricevere email (72,6%), ricerca di informazioni (58,9%), apprendimento (53,2%), ricerca di viaggi (43,3%), leggere giornali (39,3%). A collegarsi alla rete sono soprattutto donne tra i 18 e 20 anni (73,3%). Seguono le 15-17enni (72,2%), le 20-24enni (69,8%) e le 25-34enni (53,6%).

Per quanto riguarda l'attivita' professionale, utilizza abitualmente Internet il 40,3% delle donne lavoratrici, il 18,6% delle studentesse, l'8% delle casalinghe. La ricerca evidenzia il trend in ascesa degli acquisti via web. L'e-commerce in Italia ha un valore stimato nel 2007 di 4,868 miliardi di euro: turismo (48,7%), tempo libero (15,4%) e elettronica di consumo (13,4%) sono i settori trainanti. Nel 2007, in Italia, sono stati eseguiti circa 23 milioni di ordini online, con un 22,7% di italiani che nel 2007 hanno utilizzato la rete per acquistare merci o servizi per uso privato (4milioni 331mila persone), di cui il 27,2% uomini e il 17,2% donne.

sabato 10 maggio 2008

Napoli sbanca Cannes con 'Il divo' e 'Gomorra'

 

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LEGGI Il divo Gomorra

Ci saranno due film napoletanni in concorso alla  61esima edizione del Festival di Cannes: 'Il divo' e 'Gomorra'

La 61esima edizione del Festival di Cannes si svolgerà dal 14 al 25 maggio e vedrà in concorso due lungometraggi italiani: "Il divo" di Paolo Sorrentino, interpretato da Toni Servillo e incentrato sulla vita politica e privata del senatore Giulio Andreotti, e "Gomorra" di Matteo Garrone, tratto dall´omonimo libro di Roberto Saviano, alla cui sceneggiatura hanno partecipato gli stessi Garrone e Saviano con Maurizio Braucci, Ugo Chiti, Massimo Gaudioso e Gianni De Gregorio. I due autori under 40 saranno in gara con prestigiosi colleghi, tra cui Clint Eastwood, Wim Wenders, Steven Soderbergh, Atom Egoyan e i fratelli Dardenne.
Sia per Sorrentino che per Garrone si tratta di un ritorno sulla passerella della Croisette: negli anni scorsi il regista napoletano ha presentato "Le conseguenze dell´amore", protagonista lo stesso Toni Servillo, e "L´amico di famiglia", con Giacomo Rizzo. Mentre Garrone, nella sezione "Quinzaine" sei anni fa aveva debuttato con l´applaudito "L´imbalsamatore", che rivelò al grande pubblico il talento d´attore di Ernesto Mahieux. "Il divo" sarà nei cinema dal 28 maggio, "Gomorra" dal 16 maggio.

giovedì 24 aprile 2008

“Cappotto di legno” di Lucariello: una canzone per Roberto Saviano


Giovedì, 24 Aprile 2008.

Roberto Saviano

Roberto Saviano, autore del romanzo verità “Gomorra”, è protagonista del brano “Cappotto di Legno” scritto dal rapper Scampia Lucariello, una delle voce degli Almamegretta. Lucariello e Saviano saranno stasera a AnnoZero ospiti di Santoro.

 

Una canzone per descrivere la sua realtà e le sue attuali condizioni di vita. Questo il desiderio espresso da Roberto Saviano la scorsa estate. Presto detto, il rapper Scampia Lucariello ha scritto per lui la canzone “Cappotto di Legno” supervisionata dallo stesso Saviano. Nel brano si descrive l’omicidio dell’autore di “Gomorra” per mano di un camorrista.

Come nasce la collaborazione tra i due? Secondo quanto raccontato sul sito di Repubblica.it, sull’isola in cui trascorreva le vacanze, per una volta libero di muoversi senza scorta, l’autore di “Gomorra” ascoltava le canzoni del rapper napoletano. In quei brani ritrovava le stesse facce, gli stessi luoghi, le stesse atmosfere del suo libro. E in effetti, Lucariello, nato e cresciuto a Scampia, racconta storie ambientate nei vicoli napoletani, sul litorale Domizio, nel casertano, in quel villaggio Coppola diventato tristemente famoso anche grazie alle pagine del libro di Saviano. Di qui la decisione di contattare il cantante, dicendosi disponibile a collaborare con lui, suggerendo immagini e versi, e aggiungendo anche qualche consiglio musicale. Ne nasce il rap intitolato “Cappotto di legno” in cui tra l’altro si ascolta la voce di Nicola Schiavone, padre del camorrista di Casal di Principe Sandokan. Il protagonista della canzone è un giovane camorrista che alla guida di una moto va a cercare la sua vittima.
Il titolo della canzone è un’idea dell’autore di “Gomorra”, così come la frase “cappotto di legno prima delle botte in petto”, dove il cappotto di legno è l’immagine usata nel gergo camorristico per indicare la bara, un’immagine che qui viene però usata per descrivere una sensazione di costrizione e insieme di tragica attesa.

Questa sera, Lucariello sarà ospite della trasmissione “Annozero” dedicata alla camorra, con un’inchiesta a Casal di Principe, per parlare della canzone e per farne ascoltare un estratto, e nello studio il rapper incontrerà per la prima volta Roberto Saviano, anche lui ospite di Santoro. La canzone Cappotto di legno, su una base di musica minimalista scritta dal compositore Ezio Bosso, si ascolterà poi in versione integrale e accompagnata da un quintetto d’archi il 29 aprile a Radio Deejay, all’interno del programma condotto da Alessio Bertallot “B-Side”.

 

Via | Repubblica.it

mercoledì 23 aprile 2008

La frode informatica del clan della camorra

 
Sottratti 50 milioni di euro alla Tim attraverso ricariche di Sim prepagate. Le carte arrivavano da Napoli di 100, 300, ma anche 500 euro e venivano scaricate su numeri 899 ad alta tariffa.
 
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Riprese con un cellulareUna frode informatica avrebbe permesso ad una banda di camorristi di sottrarre 50 milioni di euro alla Tim attraverso ricariche di Sim prepagate. Le carte ‘gonfiate’ a Napoli di 100, 300, ma anche 500 euro, venivano poi scaricate su numeri 899, ad alta tariffa, che nel frattempo la camorra aveva provveduto a prendere in gestione e da cui quindi poteva monetizzare il 40 per cento di quando ‘riversato’.

 Al call center Tim degli uffici Telecom del centro direzionale B1 di Napoli operavano in maniera truffaldina dei dipendenti dell’agenzia di pulizie Quaserpul. Mediante l’inserimento nel pc di una chiave usb in cui è installato un programma di decodifica password capace di intercettare Id e username dei singoli addetti, ricaricavano una lista di sim card di 500, 300, 250, 200 e 100 euro. Per scaricare le sim card sui numeri ad alta tariffa (12euro e 40 centesimi alla risposta) erano state realizzata apposite macchinette che evitavano la composizione manuale dei numeri.

 E’ nel traffico telefonico sugli 899 che erano stati presi in affitto da centri di mezza Italia che i camorristi riuscivano a monetizzare quando frodato al Call center della Tim. Chi prende infatti in ‘affitto’ uno di quei numeri ricava direttamente il 40 per cento del guadagno, un 15 per cento va all’azienda di fonia che fornisce il numero, una parte va al gestore e infine una parte va anche allo Stato in forma di tasse. E' stato attraverso l’ascolto delle conversazioni e degli altri elementi che si è accertato come questa attività illecita del clan Contini fosse finalizzata la ricarica fraudolente della carte Sim prepagate acquistate in quantità dalla banda.

I soggetti che hanno ‘sniffato’ le password e ‘risucchiato’ le ricariche sono stati filmati dalle telecamere installate dagli investigatori nel Centro Tim di Napoli.
Agli arrestati, tutti affiliati al clan Contini, vengono contestati i reati di associazione a delinquere, frode informatica, ricettazione e riciclaggio. Oltre a Rimini sono stati sequestrati numeri ad alta tariffa a Gubbio, Mantova, Milano Moncalieri, Viterbo e Palermo.

domenica 20 aprile 2008

Legion of 5: nuovi supereroi per Stan Lee

 

Nonostante l'età il grande vecchio del fumetto americano ha deciso di rimettersi al lavoro su un progetto interamente nuovo

Stan Lee alla guida dell'autobus

Poco tempo fa Stan Lee ha annunciato la decisione di affiancarsi alla Disney nella produzione di 3 film tratti da supereroi di sua creazione. Dopo la serie di Spider Man e dei Fantastici 4, quindi, altre creature del celebre autore arriveranno sul grande schermo, anche se al momento non è nota l'identità dei prescelti.

In attesa di Lee non si ferma e annuncia la prossima realizzazione di una nuova serie di supereroi intitolata Legion of 5.

 

Questa volta non si tratterà di fumetti ma direttamente di una serie animata realizzata esplorando le tecniche della computer grafica più avanzata. Il prodotto sarà realizzato per essere visibile sia in televisione che su cellulari di ultima generazione, e verrà affiancato da un gioco online. Una produzione nata per usufruire appieno dei nuovi media, aggiornata sulle tendenze del pubblico giovane di oggi (soprattutto quello americano, che sempre più sta affiancando internet alla televisione).

Oltre a questi dettagli tecnici, si sa molto poco. Il tema, il tono della storia e ogni tipo di dettaglio sono tenuti sotto il più assoluto riserbo.

 

Secondo Variety l'anziano autore di fumetti terrebbe tanto al progetto da raccogliere circa 24 milioni di dollari per finanziare il tutto. All'impresa partecipano Lee (con la sua casa di produzione, la POW!), Brighton Partners e Rainmaker Entertainment. Il team si riunirà alla prossima Comic-Con di New York per parlare in dettaglio del progetto e definire i tempi di realizzazione. Sempre alla Comic-Con, Stan Lee riceverà il New York Comics Legend Award, premio alla carriera per celebrare la longevità e il successo delle sue creazioni.

sabato 19 aprile 2008

Spazio all'arte!

mostre

Spazio all'arte!

La Dorothy Circus Gallery a Roma si pone come punto d'incontro tra i canoni classici e la sperimentazione

Dorothy Circus Gallery è uno spazio romano dedicato al lowbrow ed al pop surrealism, tra i più vitali ed emozionanti movimenti recenti dell'arte contemporanea. La galleria, ideata da Alexandra Mazzanti e Jonathan Pannacciò, è situata nei pressi di un acquedotto romano che dall'alto della sua classicità sembra la perfetta location per gli interni surreal-chic della superficie espositiva. Parquet e soffitti neri a cornice del bianco murale, sculture a gettata sopra archi neogotici in contrasto con l'ironico rosa dell'artshop e delle colorate texture del bookshop.

Giochi estetici che provocano e incitano lo sguardo, usando le stesse armi del movimento artistico ispiratore.

Dorothy Circus è il punto d'incontro tra canoni classici e voglia di sperimentare con l'obiettivo di diventare un vero e proprio punto di riferimento per coloro che vogliono avvicinarsi a questa affascinante corrente artistica nata sul finire degli anni '60 nell'area di Los Angeles, California.

Il pubblico vedrà svariati artisti statunitensi ma anche nomi europei, compresi diversi autori italiani che proporanno le loro opere nelle mostre in programma e nei vari eventi collaterali.

lunedì 7 aprile 2008

Windows 7


TECNOLOGIA & SCIENZA

Il padrone di Microsoft interviene a un convegno e spiazza tutti
Il nuovo sistema operativo di Redmond era atteso per il 2010

"Windows 7 forse arriva nel 2009"
Parla Bill Gates e... Vista traballa

Sarà un ambiente modulare, si potrà costruire secondo
le proprie esigenze. E guarderà molto al mondo "mobile"
di RICCARDO BAGNASCO


IL NUOVO sistema operativo Microsoft, nome in codice Windows 7, potrebbe vedere la luce già "dal prossimo anno o giù di lì". A sostenerlo, orgoglioso e un po' spavaldo, è stato Bill Gates in persona, a margine di un seminario sul tema della filantropia organizzato dall'Inter-American Development Bank. Nemmeno il tempo di capire cosa intendesse il "re Mida di Internet", che sul Web si è subito scatenata la rincorsa alle immagini del nuovo gioiello made in Redmond, alle indiscrezioni e ai video disponibili.
LE IMMAGINI
Windows 7, un sistema modulare? L'ipotesi sul campo è che BigM possa mettere in vendita un pacchetto base del suo nuovo sistema operativo, al quale ogni utente potrà aggiungere servizi come navigazione, archivio immagini e altro, in base alle proprie esigenze e al proprio budget. Una decisione che andrebbe incontro alle esigenze di quegli utenti in cerca di soluzioni più flessibili e meno monolitiche. In linea con quanto il mercato sta proponendo da diversi mesi: computer più leggeri, meno potenti in qualche caso, ma estremamente maneggevoli e capaci di gestire i servizi base come posta, Web, instant messaging e pacchetti office, in ogni circostanza.
Funzionalità "touch-screen" evolute. Che lo stesso Bill Gates sia un appassionato sostenitore del "touch-screen" è ben noto. Cioè di quella particolare tecnologia che permette all'utente di interagire con il proprio computer o smart phone semplicemente toccando lo schermo. Tanto è vero che nel prossimo Windows 7 - ma sono voci non confermate dall'azienda - c'è chi sostiene ci si troverà davanti a un'evoluzione di Microsoft Surface, un nuovo prodotto lanciato ufficialmente in questi giorni dall'azienda di Seattle e che consentirà, grazie per l'appunto all'utilizzo di un grande schermo multi touch di posizionare oggetti, immagini, video e trasferire files solo grazie al tocco di una o più dita.

Convergenza con il mondo mobile. Certo è, che il nuovo Windows 7 sarà sviluppato con un occhio di riguardo al mondo "mobile". Un mercato, quello degli smart phone e dei prodotti informatici sempre più piccoli, multiuso e costantemente connessi a Internet, per cui Microsoft ha già annunciato alcune novità, proprio con Windows 7: la possibilità di effettuare un roaming senza interruzioni tra le differenti tecnologie wireless (Wi-Fi, WWAN, WiMax, etc.), ovvero di non perdere mai la connessione; la stessa tecnologia "touch-screen"; così come il miglioramento delle funzionalità di risparmio energetico.
I tormenti di Windows Vista. E' certo che l'annuncio sorpresa di Bill Gates su l'imminente uscita di Windows 7 suona come il canto del cigno per Windows Vista, il sistema operativo di Microsoft attualmente in commercio lanciato appena 14 mesi fa. Malgrado i ripetuti sforzi tecnologici e commerciali di Redmond, il sostituto di Windows Xp non sembra aver raggiunto i risultati che Bill Gates & Co si aspettavano. A confermarlo il recentissimo report della Forrester Research sull'adozione dei sistemi operativi nell'ambito delle imprese. Risultato? In base alle risposte di 50mila utenti e 2300 grandi aziende Windows Vista ha perso terreno: la flessione di quasi quattro punti (dal 98,6 per cento di gennaio 2007, al 94,9 per cento di dicembre dello stesso anno), sostiene la società di ricerca, è da imputare in primo luogo ai sistemi operativi Apple. E se Apple entusiasma soprattutto le aziende più piccole, avverte l'autore della ricerca, non va meglio nelle grandi aziende: qui i dipartimenti IT sembrano snobbare Vista e preferire l'intramontabile Windows Xp.
Per il momento, salvo conferme ufficiali, Windows 7 è tuttavia previsto per l'inizio del 2010: l'ipotesi più probabile, infatti, è che la dichiarazione di Gates si riferisse alla versione di test per gli sviluppatori del nuovo sistema. I giorni per Windows Vista sembrano però contati: nell'arco di 24 ore, infatti, tra l'annuncio di un nuovo Windows 7, ovvero il suo successore, e quello in cui Microsoft estende di almeno due anni il termine ultimo per la vendita di Windows XP, ovvero il suo predecessore, Vista risulta schiacciato fra i due, e dal proprio insuccesso.
(7 aprile 2008)

domenica 6 aprile 2008

Samuel Stento


















H
o scoperto girando in rete un artista del disegno davvero originale. Si chiama Samuel Stento e questo è il link per visitare il suo sito : http://www.samuelstento.com/. Fateci una visita ne vale davvero la pena. Nick

TRAVAGLIO RISPONDE A BERLUSCONI AD ANNO ZERO

Antonino Caponnetto : http://www.antoninocaponnetto.it/ , dopo l'omicidio di Borsellino e poi di Falcone ( la strage di Capaci)lo disse chiaramente : " è tutto finito, è tutto finito..." Che altro aggiungere ? Solo che chi applaude questo assurdo individuo, o e ignaro di tutto, o è pazzo, o è in malafede. Io propenso per quest'ultima cosa. nicksbar.blogspot.com

La cosa più allucinante è che io dovrei essere, molto probabilmente, rappresentato da costui ( visto almeno i sondaggi). Viva l'Italia, L'italia che lavora, l'Italia che si dispera e l'Italia che s'innamora.L'Italia con gli occhi asciutti nella notte triste, viva l'Italia,l'Italia che RESISTE !
Nick

domenica 23 marzo 2008

"Il mio cuore malandato...


Dodici poesie e una musicassetta dentro un vecchia busta: è il materiale che Enzo Decaro
ha riportato alla luce. Esce il 4 aprile "Poeta Massimo". Omaggio all'amico scomparso

"Il mio cuore malandato..."
i versi di Troisi diventano canzoni

di SILVANA MAZZOCCHI
Versi fatti riemergere trent'anni dopo con quella gioia sofferta e discreta che solo una grande amicizia permette. Dodici canzoni scritte da Massimo Troisi insieme con Enzo Decaro nel 1975, all'inizio del loro sodalizio artistico, prima del grande successo toccato alla Smorfia, quando il trio Troisi-Arena-Decaro conquistò la notorietà grazie alla radio e alla tv. Dodici poesie, rimaste finora sconosciute, che Troisi aveva musicato con il suo amico chitarrista Vincenzo Purcaro (in arte Decaro). Una sfida lanciata con ironia e dedizione, in una stagione lontana intrecciata di passioni, speranze e utopie. Il disco, Poeta Massimo, in uscita il 4 aprile, verrà presentato in contemporanea al ministero dei Beni culturali. "Eravamo due ragazzi che cercavano la loro strada. E le canzoni, la musica erano una delle tante possibili. Ci vedevamo dove capitava, Massimo buttava giù un'idea e se ne parlava, se ne discuteva".
"A volte - continua Decaro - i versi gli venivano di getto, altre volte preferiva tornarci su per conto suo, li cancellava, li correggeva, me li rimandava. E io a lui, all'infinito. Ho conservato queste nostre carte per così tanto tempo; poi, improvvisamente, è accaduto un piccolo episodio, qualcosa che mi ha fatto cadere addosso la necessità di affrontare quel capitolo della nostra vita. Ho sentito l'urgenza di rendere nota una pagina importante e ancora inedita della carriera artistica di Massimo. Per me è stato un po' come finire "un compito di testimonianza" di cui sono solo per caso il protagonista di servizio, il tramite per offrire al pubblico, soprattutto a quello più giovane, le prove del grande valore poetico di Massimo. Quello venuto fuori completamente con Il Postino".

Decaro, smaliziato attore di fiction e cinema, quando parla del Poeta Massimo, perde l'abituale disinvoltura. Ricorda con pudore quello che accadde tre anni fa e le ragioni che lo hanno convinto a riesumare quei versi altrimenti destinati al silenzio. "Una sera ero con i miei figli e guidavo lungo una superstrada quando mi sono trovato davanti un'auto che aveva imboccato in senso inverso la mia corsia di sorpasso. Evitai per miracolo l'incidente, ma in quel momento mi sono visto scorrere la vita davanti, compreso quello che ognuno sa, che siamo solo in affitto e che dobbiamo tenere sempre la valigia pronta, per lasciare tutto a posto. Mi venne un tarlo: e se mi fosse successo davvero qualcosa, chi avrebbe più trovato le carte di Massimo?". "Allora - continua Decaro - sono andato ad aprire la cassaforte degli affetti. I suoi manoscritti li avevo tenuti in una busta. Mi sono sorpreso che fossero tutti lì, intatti, nonostante le innumerevoli case che avevo cambiato e i tanti traslochi che avevo fatto. Ma la vera sorpresa è stato ritrovare una cassetta audio, una di quelle musicassette che si usavano all'epoca, con incisi i testi e le musiche che avevamo scritto insieme". Il disco artigianale di quei due ragazzi del '75, "quelli della foto". Grazie alla suggestione dei ricordi, cantando quei versi, Decaro si è sentito come "il ragazzo di allora". "Cose preziose, rare. Noi non scrivevamo mai niente: figuriamoci che, nel caso della Smorfia, abbiamo letto i nostri testi la prima volta solo quando li ha pubblicati Einaudi. La casa editrice li aveva presi dai canovacci che usavamo in teatro, prima di registrare lo spettacolo per la tv".
Dodici le canzoni. E una tredicesima rimasta inedita. "Ce l'aveva un nipote di Massimo, l'ha tirata fuori quando gli ho fatto sentire la cassetta ritrovata. Si chiama Ammore a prima vista. Mi sono subito ricordato quando ci avevamo lavorato e come l'avevamo abbozzata, ma il disco era ormai quasi finito ed era troppo tardi per inserirla. Realizzarlo è stato faticoso, anche se si è rivelata una straordinaria opportunità. Ho avuto il privilegio di mettermi in relazione con quella parte di Massimo alla quale sono stato sempre legato, quella poetica, quella che, con emozione e trasalimento, ormai tanti anni fa vidi coronata nel Postino". Assicura Decaro che ha osato riprendere i versi di Troisi "tanto tempo dopo la scomparsa di Massimo" proprio perché convinto di averci ritrovato dentro le stesse atmosfere del film più amato. "Altrimenti non sarei mai riuscito a farcela. Da una parte questa cosa mi dava una grande gioia, ma dall'altra anche una grande sofferenza; non mi sentivo ancora pronto al distacco, e non lo sarò mai. Alla fine mi sono messo al lavoro solo grazie ai compagni di strada eccezionali che ho incontrato. Nella cassetta del '75 c'erano già tutte le nostre canzoni, in diversi stati d'elaborazione. Io le cantavo accennando appena la musica con la chitarra. Ci sono servite come traccia, ma per svilupparle ho voluto trovare dei musicisti veri, in grado di rispettare lo spirito dell'epoca e di restituirle a una dimensione musicale più attuale. C'era il rischio che risultassero datate, sebbene i testi siano poesia pura e dunque senza tempo, soprattutto quelle che parlano d'amore o di sociale. Ho cercato i musicisti migliori, che hanno saputo trovare la giusta atmosfera. E tutti sono riusciti a dare un contributo mirato, prezioso e particolare. Anche se, per raggiungere lo scopo, i tempi sono diventati spesso lunghissimi; solo per avere Paolo Fresu ci sono voluti quattro mesi. Ma Quanta brava gente ha un assolo di tromba struggente, meraviglioso". Un lavoro scandito da pause ripetute e accelerazioni improvvise. "Ogni pezzo è stato un'avventura. Le canzoni di Massimo hanno funzionato un po' come il fuoco di Prometeo: i testi e le note della cassetta accendevano in chi si avvicinava una luce alla quale si aggiungeva sempre altro, in piena sintonia. E, alla fine, ogni musicista è riuscito a portare qualcosa di originale, pur rispettando la luce iniziale e quel filo a matita già così ben delineato. Le parole delle canzoni si sono rivelate poco importanti, mentre determinante è stato il loro potere taumaturgico; è stato come se ognuno di loro si fosse trovato a collaborare direttamente con Massimo. E siamo riusciti a garantire al disco testi originali e vena poetica".
Materiale grezzo, testi in bella copia e versi fitti di cancellature. "Alcuni, lo ricordo bene, erano venuti fuori in modo particolarmente sofferto. Rimpianto, è uno di questi. Massimo scrisse questa canzone una sera, dopo aver parlato a lungo con me di sua madre, che aveva perso da bambino. Fu l'unica, volta che mi confidò questo aspetto così privato di sé: dentro quei versi di ragazzo c'era già il Troisi del futuro, il geniale esploratore della grande tradizione napoletana, il raffinato interprete di "Ricomincio da tre", l'attore, lo sceneggiatore, il regista dei film successivi che avrebbe toccato l'eccellenza della sua vena poetica con Il Postino, generalmente considerato il suo testamento artistico. "La sua idea della scrittura, il suo atteggiamento rispetto alle cose era sempre diverso, profondo. E cercare di ritirarlo fuori è stato un esperimento. Quando eravamo insieme, era come se, con Massimo, non ci fosse mai tregua, mai pace. Lui era alla continua ricerca di un punto di vista personale sulle cose che contano, sulla vita. E, nei suoi versi, questa ricerca è evidente. Come avviene con la poesia che, quando è vera, non è mai banale".
Si commuove Decaro quando ricorda che "Il Postino" fu contemporaneo alla scomparsa dell'amico (Troisi morì il 24 giugno del 1994 a soli quarantuno anni, il giorno dopo aver terminato il film che avrebbe ottenuto quattro nomination all'Oscar). "Il Postino per me è la sua opera migliore; c'era dentro lo stesso Massimo che, con la sua poesia e il suo talento, ho ritrovato nelle nostre canzoni e il mio rammarico, anzi di più, è non sapere verso quale direzione sarebbe andato se non fosse morto. Perché da quel grado di poesia non sarebbe certo potuto tornare indietro. E allora avrebbe dovuto fare i conti con la sua grandezza, la stessa che emanava da ragazzo, quando l'ho conosciuto, la stessa che mi aveva sedotto e conquistato. Erano rimaste silenziose quelle canzoni; da allora nessuno le aveva mai più ascoltate, né gli amici ne avevano mai più parlato. "Ho ritrovato anche un paio di testi di Lello Arena, glieli devo restituire, gli appartengono. È che ci lasciammo tutto alle spalle e la canzone era per noi un'esperienza finita. Due anni dopo esplose La Smorfia, arrivò il successo e ci travolse. Improvvisamente venivamo pagati per fare quello per cui normalmente pagavamo noi. Eravamo entusiasti e non avevamo tempo per altro. In seguito ci siamo visti in modo discontinuo, purtroppo. Mentre adesso, con queste canzoni, attraverso un percorso circolare e perfetto, si è finalmente chiuso in cerchio il ciclo poetico di Massimo.
(23 marzo 2008)

sabato 22 marzo 2008

Amy nuda per la battaglia contro il cancro

Clicca sull'immagine per andare avanti

Amy Winehouse ha accettato di apparire nuda. La foto compare sul numero di aprile della rivista britannica "Easy Living" e la diva soul-jazz è ritratta mentre suona la chitarra, con lo strumento che le copre il pube e del nastro isolante che cela i capezzoli. In altre parole, si indovina molto ma non si vede quasi nulla. La cantante si è fatta immortalare dalla fotografa Carolyn Djanogly per una campagna di prevenzione del tumore

Vai Mò 2008 Live
































Si intitolano «Acqua ’e rose», «O munn va», «L’ironia di sempre» e «Anima e cuore» i quattro inediti al centro di «Ricomincio da 30», il cofanetto di tre cd di Pino Daniele in uscita il 16 maggio. Un’operazione-kolossal che culminerà l’8 luglio nel megaconcerto allo stadio San Paolo di Napoli: «Vaimò live 2008» vedrà il mascalzone latino, come su disco, nuovamente al fianco della sua storica band del 1981, formata da Tullio De Piscopo alla batteria, Tony Esposito alle percussioni, James Senese al sax, Rino Zurzolo al basso e Joe Amoruso alle tastiere. Un ritorno alle origini - con dedica all’amico Troisi - per celebrare il trentennale di carriera dell’uomo in blues, sottolineato dalla decisione della Emi di ristampare, in versione rimasterizzata, i suoi primi tre album: «Terra mia» (1977), «Pino Daniele» (’79) e «Nero a metà» (’80). Un ritorno alle origini che, dicono i titoli di due degli inediti, è anche un ritorno alla scrittura in dialetto, innescato dalla colonna sonora del nuovo film di Alessandro Siani, «La seconda volta non si scorda mai», nelle sale dall’11 aprile. Anticipato dal singolo «Anima e cuore» nelle radio e in vendita nel formato digitale, «Ricomincio da 30» affiancherà agli inediti 46 brani del repertorio di Daniele, tra versioni originali e rinnovate. Ci saranno, tra l’altro, ««Napule è», «Che Dio ti benedica», «Yes I know my way», «’Na tazzulella ‘e cafè», «’O scarrafone», «Je so pazzo», «Anna verrà» e «Quando». All’origine dell’operazione un’idea di Daniele e del suo nuovo manager, Michele Torpedine. Il box è stato prodotto da Pino con Humberto Gatica (già alle spalle del successo di Celine Dion, Michael Bublé e Josh Groban). Al disco hanno collaborato anche Al Di Meola e Chiara Civello. Al supergruppo ritrovato del 1981 si uniranno l’8 luglio a Napoli ospiti internazionali e nazionali.

giovedì 20 marzo 2008

Il boss scrisse: mai con gli ex comunisti come Veltroni

Da leggere su l'Espresso

"Caro Salvo, ti ringrazio per il pensiero e mi auguro che quando leggerai questa mia anche tu starai splendidamente bene". Inizia così la missiva che il boss della Stidda Salvatore Grassonelli, morto l'anno scorso suicida nel carcere di Secondigliano a Napoli, mandò nel gennaio 2003 all'amico Salvatore Madonia, boss di Cosa Nostra incarcerato nel carcere di massima sicurezza dell'Aquila.

Nella lettera, dopo i convenevoli, il padrino di Porto Empedocle spiega le sue nuove simpatie politiche: comunista come il padre, dice di aver cambiato idea dal lontano 1983. "Non posso dirti per lettera perché mi sono dimesso, un giorno se ci incontriamo te lo dirò...Mi dici che sei un comunista. Mi parli di garantismo. Beato te che sei così ottimista, io nell'ultimo decennio con le sinistre al potere non l'ho visto. Ti ricordo solo cosa disse Scalfaro: 'Io non ci sto'. Io non arrivo dove arriva Augusto, io mi sento un liberal democratico". Il messaggio sembra chiaro: non votare a sinistra, per nessun motivo.

Grassonelli attacca i leader, uno per uno. "Volevo ricordarti" scrive "che anche Veltroni ha detto di non essere mai stato comunista. Il signor D'Alema una volta nella trasmissione di 'Pinocchio' disse che lui non sarebbe mai andato a fare il presidente del Consiglio se non fosse stato eletto dal popolo. Dopo qualche mese, con un colpo di mano per non dire di Stato, eccolo presidente". Ce ne è per tutti: Rutelli e Mastella sono quelli "che hanno girato tutti i partiti", mentre al boss risulta incomprensibile come mai Giuliano Amato, "braccio destro di Craxi, è uscito illeso da Tangentopoli. Pensa bene chi sono i truffaldini".

Se il comunismo è stato "un'utopia" e dopo gli anni Sessanta non c'è stato "più bisogno di comunismo nel mondo", Grassonelli esaltava in un crescendo la sua inversione a U. "Ti faccio sapere che sto con Oriana Fallaci. Sto con l'Occidente. Viva l'America, compresi i nostri alleati. Sono per la globalizzazione. D'altronde i comunisti erano per l'Internazionale, oggi sono diventati no global. Chi sono i truffaldini?".

domenica 16 marzo 2008

Quando il fumetto fa pensare

di MATTEO TONELLI


"Guerra, ironia e pregiudizi
Quando il fumetto fa pensare"
ROMA - Si parla di guerra. Sia di quelle moderne che di quelle del passato. Si sorride, si pensa. Tutto in punta di matita. Grapich novel, ovvero romanzi a fumetti. Dall'America che si interroga sulla guerra in Iraq e ne capisce l'assurdità, al massacro nel Ruanda. Dall'oggi all'antica Roma. Da Bush a Oliver Twist. Con un unico filo conduttore: il legame con il mondo reale, raffigurato in punta di matita.

Uno sberleffo alla guerra. Firmato da David Reees. Quelle strisce che dopo l'11 settembre iniziò a disegnare sul suo blog e che, nel giro di poco, divennero un fenomeno di culto. Umorismo tagliente, critica feroce all'amministrazione di Gorge W. Bush. Cinismo, parolacce e ironia. Leggere "E vai con la guerra" (Isbn Edizioni. Traduzione Guido Baldoni. Euro 13,50) è come leggere un trattato sul perché la guerra in Iraq è stata un fallimento. Divertendosi e apprezzando il ruvido cinismo di Rees: "Dichiarare guerra? E chi ha tempo di farlo quando ci sono così tante bombe da sganciare'". E via così. "Un'arma di derisione di massa" che non fa vittime. Ma fa ridere e pensare.

Quasi un'opera di riparazione quella di Will Eisner. Tocca alla penna di uno dei maestri del fumetto moderno, scomparso nel 2005, ridare giustizia alla figura di "Fagin l'ebreo" (Fandango Libri, 121 pagine. Trad. Andrea Plazzi. Euro 20), di cui Charles Dickens parla (in termini tutt'altro che lusinghieri) nel suo Oliver Twist. Colpito dal modo in cui lo scrittore raffigurò Fagin, critico verso quella caratterizzazione negativa data alla figura "dell'ebreo malvagio nei comportamenti", Eisner decise di dare vita a questa storia a fumetti. Una lezione contro il pregiudizio, per combattere "la diffamazione anche per immagini", per smentire quei luoghi comuni che sono e sono stati fonte di persecuzioni e vessazioni.

Intorno al 200 avanti Cristo, Roma si misura con l'esercito di Annibale. Che batte i legionari a Piacenza e a Canne. Decio è un giovane romano con tre fratelli impegnati in guerra. Due di loro moriranno sul Trebbia, Roma ha bisogno di tutti i suoi uomini per sventare la minaccia. Anche di Decio che passerà dai campi di grano al mattatoio di Canne. Cinquantamila romani caddero uccisi, altri cinquemila furono fatti prigionieri. Non Decio però, a cui il destino riserva altro. Nasce dalla scrittura dell'archeologo Giorgio Albertini e dalla matita di Giampiero Casertano questa graphic novel (Decio. Edizione ReNoir. 64 pagine. Euro 14). Casertano è la mano da cui hanno preso forma Ken Parker, Martin Myster e adesso Dylan Dog e che adesso fa vivere l'antica Roma. Tavole e tavole in cui la guerra è descritta per quello che realmente è. Dolore, morte e sofferenza. Nulla a che vedere con l'epica di 300 di Frank Miller. Qui più che il soldato c'è l'uomo. Con le sue debolezze.

Infine l'Africa. Quella delle pulizie etniche, dei conflitti dimenticati, delle migliaia di morti invisibili. C'è tutto questo in "Abc Africa. Guida pratica per un genocio" (Jean Philippe Stassen. Edizioni Becco Giallo. Euro 15). Aprile 1994 le truppe delle Nazioni Unite lasciano il Ruanda. E' l'inizio di un genocidio di proporzioni immani. Innocenti sterminati. Vicini di casa che si trasformano in carnefici. Con la comunità internazionale che resta a guardare.

Che Bella Classe di Governanti

Il nipote Alex mi manda questa mail ,ed io pubblico :

La scelta della data del 13 aprile per il voto in
> alternativa a quella
> del 6 di aprile può apparire casuale ma non lo è
> affatto:
> votando il 6 aprile, infatti, i parlamentari alla
> prima legislatura
> non rieletti non avrebbero maturato la pensione,
> votando invece come
> stabilito dal Consiglio dei Ministri il
>
> 13 aprile, ovvero una settimana dopo, acquisiranno
> la pensione''.
>
> ''E poi parlano di voler fare l'election day per
> ridurre i costi della
> politica.Ben altri saranno i costi di queste
> pensioni, non solo in
> meri termini quantitativi, ma anche per il messaggio
> dato al Paese,
> perché questo è il tipico esempio di come fatta la
> legge viene subito
> trovato l'inganno''.
>
>
> MORALE DELLA FAVOLA 300.000.000 DI COSTI PER QUESTA
> GENTACCIA CHE DOPO
> POCHISSIMI MESI SENZA FAR NULLA GIA' HANNO UNA
> PENSIONE DI PLATINO
> (7-10.000 euro al mese) ALLA FACCIA DEI PENSIONATI
> CHE DOPO UNA VITA
> DI LAVORO ADESSO PER MANGIARE RACCATTANO LA VERDURA
> RIMASTA A TERRA
> NEI MERCATI
>
>
> FATE GIRARE QUESTE INFORMAZIONI, TUTTI DEVONO SAPERE
>
> I TG CORROTTI E PREZZOLATI NON LO DICONO, I GIORNALI
> NEMMENO, SOLO
> INTERNET PERMETTE DI CONOSCERE QUESTA SCHIFEZZA..

giovedì 13 marzo 2008

Ce la farà Internet a sopportare l'enorme traffico digitale ?













LONDRA
- E' l'incubo che corre sul web. L'idea che internet continui a gonfiarsi di traffico, informazioni, utenti, fino a scoppiare. La preoccupazione che la tecnologia per far marciare la rete non stia al passo della quantità di materiale che la percorre. "C'è il pericolo di un blackout del sistema?" è una domanda ricorrente fra gli addetti ai lavori, ripresa stamane dall'Herald Tribune, edizione internazionale del New York Times, e dal Daily Telegraph di Londra.

La minaccia, secondo gli esperti, proviene principalmente dalla ricchezza visiva delle comunicazioni e dell'intrattenimento "on line": video clip, film, network sociali, giochi di gruppo. Tutte quelle immagini in movimento, assai più delle parole e dei suoni, sono come dei fiumi in piena di bit digitali che attraversano le tubature e le autostrade della rete. Immagini che appesantiscono la "banda" su cui trasmette internet e che a un certo punto, ecco l'allarme, potrebbe intasarsi, spezzarsi, andare in tilt. Lo scorso anno, per fare un esempio, il traffico su YouTube, il sito di video acquistato da Google, ha consumato più banda larga dell'intero traffico su internet nel 2000.

In un rapporto del novembre scorso, una società di ricerche del settore ha predetto che la richiesta di accesso degli utenti potrebbe superare l'offerta di accesso di Internet nel 2011 - l'anno di una possibile apocalisse digitale, il momento in cui il web potrebbe fermarsi. E' il titolo di una conferenza tecnologica in programma il mese prossimo a Boston: "La fine di Internet?" Ma secondo i più ottimisti l'aumento del volume e del tipo di traffico in rete è più una sfida che un preavviso di inevitabile catastrofe.


Che il traffico sia in vertiginosa crescita, è innegabile. Secondo una stima della Nemertes Research, l'uso di internet sale del 100 per cento o più all'anno. Una stima più prudente, fatta da Andrew Odlyzko, docente della University of Minnesota, afferma che il traffico globale sul web sta aumentando del 50 per cento all'anno, ma anche questo è un dato incredibilmente alto. Tuttavia anche la tecnologia necessaria a ospitare tale traffico cresce a un ritmo impressionante. I computer che trasmettono dati sono sempre più veloci, le fibre ottiche sono sempre migliori e il software sempre più intelligente. "La crescita del 50 per cento del volume di traffico corrisponde sostanzialmente al progresso della tecnologia in questo campo", osserva il professor Odlyzko.

Per chi scruta il futuro, due considerazioni sono importanti di fronte alle prospettive di Internet. Una è che il maggiore sforzo per amministrare un traffico più intenso e più "pesante" dovrà essere fatto a livello locale. Non tutti sanno che i timori su una congestione digitale non riguardano le grandi vie d'accesso del web, l'equivalente delle autostrade e superstrade, bensì le strade provinciali e urbane che devono portare quel traffico in ogni città e in ogni casa. E' in questo settore che i margini di miglioramento sono più ampi e i costi di trasmissione ancora relativamente troppo alti.

La seconda considerazione, che l'Italia farebbe bene a tenere presente, è che il network di comunicazione ad alta velocità è, e sarà sempre di più, la spia dorsale dell'innovazione economica e scientifica, creando nuovi business, posti di lavoro e mercati. I paesi che restano indietro in questo campo, pagheranno un prezzo in termini di declino economico. "La domanda che oggi ci dovremo porre", dice il professor Odlyzko all'Herald Tribune, "è da dove verrà il prossimo Google, YouTube, eBay o Amazon".

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