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sabato 8 novembre 2008

Libri, canzoni, film e spettacoli tv Il dominio della copia ora è di tutti

 

Il libro di Ernesto Assante "Copio, dunque sono" sulla lunga
battaglia per il controllo della riproduzione e per il copyright

Libri, canzoni, film e spettacoli tv Il dominio della copia ora è di tutti

I RADIOHEAD hanno distribuito il loro ultimo album attraverso Internet, senza una casa discografica alle spalle. "Copio, dunque sono" segue lo stesso percorso. Un libro che viene pubblicato senza un editore, direttamente dall'autore, sfruttando le possibilità che oggi Internet offre, attraverso un sito di editoria on line che si chiama "Ilmiolibro.it". Niente editore, niente distribuzione tradizionale, il dominio della copia completamente nelle mani dell'autore, che decide non solo il contenuto del libro, ma anche la sua forma e il prezzo, e lo mette in distribuzione solo attraverso la rete. "Copio, dunque sono" è un libro"on demand" che può essere acquistato solo sul sito di "Ilmiolibro.it" e che ogni acquirente riceve direttamente a casa. Non ci sono copie stampate in precedenza, ogni libro viene stampato solo nel momento in cui viene richiesto da chi lo vuole acquistare. Non ci sono resi, non ci sono copie che vanno al macero, non ci sono copie che circolano nelle librerie. Ma è un libro vero e proprio, per chi ama i libri e non pensa che possano essere sostituiti dai file digitali.
"Copio, dunque sono" è un libro che parla di come il dominio della copia non sia più nelle mani degli editori, dei discografici, dei produttori, dei distributori. Ed è un libro che vive completamente questa realtà. Il copyright è dell'autore, che è anche responsabile della pubblicazione ed è editore di se stesso. "Copio, dunque sono", dimostra che il dominio della copia è passato nelle mani degli autori.

***
E' una storia lunga quella che Assante racconta in questo volume, una storia affascinante, quella del dominio della copia. Del potere di copiare le cose. Anzi, non le cose, ma i pensieri, i testi, le immagini, i suoni, tutte quelle cose che rendono la nostra vita più bella, più appassionante, più ricca, libri, dischi, film, spettacoli televisivi, poesie, canzoni, fotografie.
Quello per il "dominio della copia" e sul diritto d'autore è un campo di battaglia vero e proprio, sul quale ci sono stati, nel corso degli anni, grandissimi scontri, molti dei quali tuttora in corso. Non tanto sul principio fondamentale, quello per il quale l'autore è proprietario di tutti i diritti sulla propria opera e quindi li può cedere a terzi per pubblicarla, copiarla, stamparla, distribuirla, principio che è giustamente rimasto immutato. Quanto sui diritti degli utenti che, una volta acquisita legalmente una copia, possono farne determinati utilizzi e non altri, e sulle possibilità di realizzare delle copie. Ogni volta che nuove tecnologie di copia sono arrivate nelle mani del pubblico le battaglie si sono moltiplicate, da quella dell'industria discografica, negli anni Ottanta, contro le audiocassette che servivano per ascoltare le canzoni copiate sui walkman, a quelle delle industrie cinematografiche negli anni Novanta per limitare i danni dopo l'avvento dei videoregistratori, da quelle degli editori contro l'uso delle fotocopie dei libri, a quelle delle aziende che producono videogiochi contro le copie su cd, fino ad oggi, con i casi più recenti, quello di produttori televisivi come la Viacom contro YouTube, e quello degli editori contro Google, per la riproduzione di parti di libri.
E' sul fronte della musica che gli scontri si sono fatti più vivaci negli ultimi anni, soprattutto da quando, con l'avvento di Internet, copiare e distribuire canzoni non è stata più un attività tecnologicamente limitata alle case discografiche.
Le case discografiche hanno controllato il mercato della musica registrata fino a quando erano in grado di dominare le copie, fino a quando erano gli unici in grado di mettere in vendita copie di dischi, fino a quando c'era il vinile. Poi hanno perso un po' del loro potere quando è arrivata la radio, un altro pezzo, molto più grande, quando sono arrivati il registratore, le cassette, il walkman. Quindi lo hanno perso del tutto quando sono arrivati i computer, i file mp3, i masterizzatori. E quando tutto è diventato più semplice con Internet. La digitalizzazione dei contenuti, audio, video, testi, ha messo nelle nostre mani il potere di copiare i contenuti stessi. Si possono copiare film, che prima era impossibile copiare, si possono copiare libri, che prima era impossibile copiare, si possono copiare i cd e tutta la musica che contengono. Il dominio della copia è passato nelle nostre mani.

domenica 19 ottobre 2008

Tumore alla prostata, dall'Italia uno studio per sconfiggerlo

Ecco una belle notizia che propongo volentieri;

Ricerca su Nature Medicine: individuati due geni che, se si deteriorano
ne provocano l'aggressività. Reintrodotti fanno morire le cellule malate

Garaci (Iss): "Siamo più vicini ad una terapia per curarne gli stadi avanzati"

Tumore alla prostata, dall'Italia uno studio per sconfiggerlo

ROMA - Il segreto dell'aggressività del tumore alla prostata è nascosto in due piccoli geni contenuti nel cromosoma 13. Normalmente frenano lo sviluppo del cancro, ma se si deteriorano o si perdono il tumore cresce in modo incontrollato. Se invece vengono reintrodotti nelle cellule malate, le fanno morire. A scoprire l'importanza di queste due molecole, microRna-15a e microRna-16 - che suggerisce ora una nuova via per arrivare ad una cura - è stato un gruppo di ricercatori italiani in un lavoro coordinato dall'Istituto superiore di sanità, in collaborazione con l'équipe di urologia dell'ospedale San Giovanni Bosco di Torino e l'Istituto oncologico del Mediterraneo di Catania, con i fondi dell'accordo Italia-Usa e dell'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc).
Nello studio, pubblicato su Nature Medicine, gli scienziati hanno utilizzato 40 campioni di tessuto tumorale, concentrandosi sul ruolo dei due micro-Rna. Poi, in una fase successiva, hanno tentato una strada che si basa sulla ingegneria genetica, per cercare una terapia efficace, che ora fa ben sperare. E non nascondono il loro entusiasmo: secondo il presidente dell'Iss Enrico Garaci "grazie a questa ricerca siamo molto vicini ad una terapia contro gli stadi avanzati del cancro alla prostata".
La svolta è rappresentata proprio dalla comprensione della funzione chiave esercitata dai due geni: "Se i due microRna-15a e microRna-16 vengono reintrodotti nelle cellule tumorali che li hanno perduti, queste cellule smettono di crescere e vengono distrutte" ha spiegato Ruggero De Maria, direttore del dipartimento di Ematologia, Oncologia e Medicina Molecolare dell'Iss, che ha guidato lo studio insieme a Desiré Bonci. Per i ricercatori, somministrando queste due molecole, si può arrivare ad una cura, come è stato dimostrato in esperimenti di laboratorio su animali. "La possibilità di curare tumori aggressivi della prostata tramite la somministrazione di questi piccoli micro-Rna è stata confermata in test su animali di laboratorio, e con questo bagaglio di conoscenze il cancro della prostata potrà essere sconfitto", dice ancora De Maria.

Ora gli scienziati si stanno concentrando sul passo successivo, quello per mettere a punto il modo migliore per reintrodurre questi micro-Rna nelle cellule; poi si passerà ai test sull'uomo.
In Italia ogni anno vengono diagnosticati circa 44.000 nuovi casi di tumore alla prostata che sono destinati ad aumentare, considerando il progressivo invecchiamento della popolazione. Negli ultimi quindici anni il dosaggio dell'antigene prostatico specifico (PSA) ha aumentato considerevolmente le diagnosi precoci e le possibilità di guarigione, ma il cancro alla prostata rappresenta ancora oggi la seconda causa di morte da tumore nell'uomo dopo il carcinoma del polmone.
(19 ottobre 2008)

lunedì 8 settembre 2008

La camorra a mezzo stampa e Saviano sfida i legali dei boss

Lo scrittore chiude il Festival di Mantova
con una denuncia su crimine e informazione

di FRANCESCO ERBANI

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Roberto Saviano al Festival di Mantova

MANTOVA - "Ognuno di voi lettori fa paura". Fa paura ai poteri camorristi che lui racconta. La voce di Roberto Saviano scende sul silenzio della platea del Teatro Sociale di Mantova, pieno fino all'ultimo posto. "Oggi sono 695 giorni che vivo sotto scorta. 11.120 ore. Non prendo treni, non salgo in macchina. Ho il sogno di una casa. Ma a Napoli l'ho cercata in via Luca Giordano, via Solimena, via Cimarosa. Niente. A Posillipo hanno chiesto un appartamento per me i carabinieri. Avevano risposto sì. Quando hanno visto che ero io, hanno detto: l'abbiamo affittata un'ora fa".
Gli accessi del teatro sono controllati, agenti in borghese camminano fra le poltrone, quattro di loro stazionano sul palco. In platea - dice Saviano - anche gli avvocati dei boss che in aula lessero una lettera di minacce allo scrittore, al giudice Raffaele Cantone e a Rosaria Capacchione, giornalista del Mattino.
Le parole di Saviano raccontano la camorra a mezzo stampa, disegnano lo spazio stretto di una narrazione alla quale è impedito il movimento libero e che è costretta a esprimersi in uno stato di limitazione che è l'antitesi del narrare e in fin dei conti della letteratura. Ed è a questo valore simbolico che si sono richiamati gli organizzatori del Festival mantovano chiedendo allo scrittore campano di chiudere la dodicesima edizione. Saviano è arrivato a Mantova con la sua scorta, "la mia falange", lasciando fino all'ultimo in sospeso gli organizzatori che hanno potuto comunicare la sua presenza solo venerdì mattina. Ottocento i biglietti venduti, svaniti nel giro di un'ora. Fuori al teatro si assiepa una folla silenziosa e ordinata.
Saviano, camicia bianca e jeans, racconta come certa stampa locale si sia fatta megafono della camorra, con i suoi titoli e le allusioni, Pochi giorni dopo l'omicidio di don Peppe Diana, Il Corriere di Caserta titola "Don Peppe Diana era un camorrista": sono le parole di un boss, compaiono fra virgolette, ma per il giornale hanno un crisma di verità. Quando viene arrestato, l'assassino del sacerdote, De Falco, viene definito "boss playboy" e segue un pezzo sulle doti amatorie di altri camorristi. Quando è sequestrato il piccolo Tommaso Onofri, il giornale Cronache di Napoli titola: "Tommaso, il dolore dei boss". Qualche giorno dopo viene trovato il corpo di Tommaso. Titolo su Cronache di Napoli: "Tommaso è morto: l'ira dei padrini".

Quando viene catturato un cugino di Francesco Schiavone, il titolo suona: "Cicciariello arrestato con l'amante". Il boss Prestieri viene dipinto come appassionato d'arte. Si racconta la passione di capoclan per la poesia e la narrativa. Un killer vince un premio letterario.

Un altro titolo: "Sandokan a Berlusconi: i pentiti sono contro di noi". "Ma noi chi?", si chiede Saviano. E prova a rispondere. "Io sono un imprenditore, dice di sé Sandokan, e mi rivolgo al numero uno degli imprenditori, perché i pentiti non sono altro che concorrenti sleali".
Le parole dette e scritte, rilanciate dai titoli. I ragazzi di Casal di Principe che recitano, come una cantilena: "Gomorra è pieno di favole, sono solo favole". Dalla carta stampata alla tv. Sullo schermo parte un video. La sorella di uno Schiavone, in un programma Mediaset, senza apparire fa sentire la sua voce a proposito di Saviano: "Ma cosa gli abbiamo fatto noi di Casale, gli abbiamo violentato la fidanzata?". Lo scrittore alza il viso dallo schermo: "Chi di voi dopo queste parole può dire che non è successo niente? Questa notte pensate se qualcuno viene da voi e dice queste parole, domandatevi se la vostra vita d'improvviso non diventa un pericolo per chi vi sta vicino".
Gli avvocati dei boss che in aula hanno letto la lettera dei boss "sono qui in platea", dice Saviano. "Sono contento che vengano tutte le volte che parlo in pubblico. I vostri assistiti fateli venire direttamente, o pensate che io abbia paura? Ce lo diciamo sempre io e i miei ragazzi: noi non facciamo paura perché non abbiamo paura. È la letteratura che li terrorizza. Sono i lettori che fanno paura". La gente applaude in piedi, a lungo. Saviano si siede, le mani sul viso.
Il festival si chiude con un bilancio a tinte rosee. Cinquantasettemila biglietti staccati. Ventitremila presenze agli appuntamenti gratuiti. Totale: ottantamila sono le persone che hanno frequentato da mercoledì pomeriggio a ieri i 225 incontri della dodicesima edizione del Festivaletteratura, un dieci per cento in più rispetto alla precedente. Eppure non sono le quantità gli elementi che più soddisfano gli organizzatori.
Mantova consolida la sua formula, in qualche modo la intensifica. Ieri mattina Gillo Dorfles, presentando il suo Horror pleni e parlando del conformismo, ha detto che esiste un conformismo positivo, molto minoritario, e un conformismo negativo, di gran lunga maggioritario. "Il Festivaletteratura è una forma di conformismo positivo", ha detto l'anziano studioso di estetica, architettura e design. È molto simile a sé stesso ogni anno che passa, sempre più orientato a raccogliere pubblici diversi, ad allargare i confini dell'idea di letteratura e correttamente inserito in un contesto urbano che attribuisce molto senso ai racconti, alle riflessioni e ai dibattiti. La sua formula, autori che raccontano e si raccontano, viene ripetuta.
Jonathan Safran Foer, una delle poche star di questa edizione (insieme a Daniel Pennac, Hans Magnus Enzensberger, Carlos Fuentes e Scott Turow), ha animato un incontro molto frizzante con Gad Lerner, che si è chiuso con la lettura, commossa, dell'ultima pagina di Molto forte, incredibilmente vicino da parte di Lella Costa.
Il giovanissimo scrittore americano si è messo all'estremità di una tastiera che poi ha fatto suonare le note di Ezio Raimondi, il quale ha raccontato come la lettura sia il modo migliore per incontrare l'altro; o di Boris Pahor, che ha narrato la storia di un sopravvissuto dalla Necropoli (questo il titolo del suo libro) dei campi di sterminio; passando per Paolo Giordano, Diego De Silva e Valeria Parrella, che ieri hanno messo a confronto le loro idee di Napoli, emerse anche nell'incontro che Marco Rossi-Doria, il maestro di strada, ha avuto con Eraldo Affinati. Letteratura e narrazioni sono state il perno dell'incontro di Alberto Arbasino, autore di L'ingegnere in blu, un ritratto di Carlo Emilio Gadda. Poi la letteratura ha lasciato il posto alla matematica, alla filosofia, all'architettura e alle performances - i comizi, ad esempio, lettura di testi del passato per la voce di scrittori contemporanei.
Il Festival si è radicato nella città e lascia un sedimento che dura tutto l'anno: il libro scelto per una serie di letture di qui alla prossima edizione è Amore e ginnastica di Edmondo De Amicis. Il testimone passa alla tredicesima edizione.

CALCIO a Napoli: curve chiuse fino a fine ottobre

E` arrivata l`attesa stangata ai tifosi partenopei dopo i fatti di violenza a Roma nella prima giornata. Il giudice sportivo, infatti, ha voluto punire `gli atti di violenza commessi nello stadio Olimpico` come si legge nel comunicato ufficiale. I fatti avvenuti in citta` invece non possono essere giudicati dalla giustizia sportiva. Nell`incontro terminato 1-1, si legge sempre nella comunicazione del giudice, `all`inizio del secondo tempo, preceduto dallo scoppio di forte intensita` di petardi nella zona antistante, faceva ingresso nello stadio un folto gruppo di sostenitori del Napoli che, a stento, venivano `accompagnati` dalle Forze dell`Ordine nel settore loro riservato`.

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Quinsi e` stato incriminato il `lancio di oggetti vari bottigliette, monete e cosi` via, di bengala accesi e di petardi contro gli addetti alla sicurezza della societa` ospitante e nel settore occupato dalla tifoseria avversaria, scagliandosi contro le vetrate divisorie, una delle quali veniva danneggiata`. Viene inoltre specificato che sono rimasti contusi nei scontri sette agenti di polizia e tre carabinieri. Il giudice ha atribuito quindi la colpa `delle violenze commesse a ben noti gruppuscoli facinorosi annidati nel mondo del `tifo organizzato` e per questo ha deciso di chiudere la curva A e la B del San Paolo fino al 31 ottobre. Il Napoli dovra` quindi giocare con le curve chiuse le partite interne contro Fiorentina (14/9), Palermo (24/9), Juventus (19/10) e Reggina (29/10).

lunedì 21 luglio 2008

I veleni del Nord scaricati in Campania

 

Indagati 50 imprenditori titolari di aziende in Lombardia, Liguria, Toscana, Lazio. La Procura di Napoli sta per spedire gli avvisi di garanzia

di Irene de Arcangelis

Sono quasi pronti, rappresentano il secondo importante passo nell´inchiesta sul disastro ambientale tra Napoli e Caserta, provocato dal patto d´acciaio tra clan dei Casalesi, imprenditori del Nord che sversavano abusivamente evadendo il fisco e titolari di ditte per lo smaltimento della Campania. Rifiuti normali e speciali, spesso tossici. Stanno per partire oltre cinquanta avvisi di garanzia con la stessa accusa verso il Centro e il Nord Italia. Verso quelle regioni dove hanno sede vari tipi di ditte chiamate in causa dall´imprenditore pentito Gaetano Vassallo. Anche se il suo elenco non è completo. Le indagini coordinate dall´Antimafia stanno ricostruendo una ragnatela di interessi e rapporti d´affari illeciti ben più fitta.
Racconta il collaboratore di giustizia Dario De Simone agli inquirenti: «Furono convogliati grossi quantitativi di rifiuti provenienti dal Nord Italia. Per esempio ricordo la grande consistenza di rifiuti provenienti dall´area bresciana, da Firenze, da Prato, da Santa Croce sull´Arno, da Lucca e da Viareggio. Poi accadde che vennero fatte delle grosse buche per l´estrazione di inerti da asservire ai lavori stradali in zona. Si trattava di buche di alcuni milioni di metri cubi che l´organizzazione ritenne opportuno utilizzare come discarica, proprio per proseguire nell´affare rifiuti che si era rivelato molto lucroso. Arrivavano oltre cento camion di rifiuti al giorno... ».
Quei cento camion al giorno arrivavano dal Nord Italia. E l´elenco delle ditte che Gaetano Vassallo fornisce agli inquirenti è parziale. Ma preciso. Parla di una ditta di Lucca (che scarica "pulper" di cartiera, un rifiuto speciale) e di una di Candidino di Capannoni (Lucca) che dava duemila euro mensili alla camorra soltanto per avere la disponibilità della discarica anche senza utilizzarla. Da una ditta di Montecatini Terme arrivano i rifiuti: il trasporto è gestito da un impiegato del Comune toscano di Lamporecchio. Comincia a scaricare nelle discariche abusive dal 1988 una ditta di Capannoli (Lucca), seguita a ruota da una di Pisa e da una di La Spezia. Ma i rifiuti arrivano anche da Velletri (Roma) e Cisterna di Latina (Latina), da Nettuno e da Torre del Lago (Lucca), Viareggio. Vetro e plastica da Milano.

Città da cui partiva solo una percentuale dei rifiuti dal Nord. Cui vanno aggiunti quelli individuati da squadra mobile di Caserta (vice questore Silvana Giusti) e Guardia di Finanza (capitano Alessio Bifarini) durante le indagini. E cui vanno sommati gran parte dei Comuni della zona tra Giugliano e la provincia di Caserta. Amministrazioni locali che sversavano in accordo e complicità con il clan dei Casalesi. Infine l´elenco delle ditte della Campania, province di Napoli, Caserta e Salerno. Fino all´emergenza anche per le discariche abusive sature.
Spiega Gaetano Vassallo: «Una volta colmate le discariche i rifiuti venivano interrati ovunque. In questi casi gli imprenditori venivano sostanzialmente by-passati, ma talora ci veniva richiesto di concedere l´uso dei nostri timbri in modo da coprire e giustificare lo smaltimento dei produttori di rifiuti del Nord Italia». Ci sono anche i rifiuti speciali di una azienda di coloranti e affini della provincia di Savona. «Furono smaltiti nella mia discarica - racconta il pentito Vassallo - per circa seimila quintali. I rifiuti sono stati interrati. Trattai questo carico in modo separato rispetto agli accordi con i clan».

(20 luglio 2008)

domenica 20 luglio 2008

Google Earth lancia nuova versione ecco la prima città a 3 dimensioni

E' Nanaimo, cittadina canadese già nota come la "più mappata del mondo"
Per gli amministratori locali è soprattutto una scommessa turistica

 

di MIRKO PEDDIS

Google Earth lancia nuova versione ecco la prima città a 3 dimensioni

Nanaimo su Google Earth

TORONTO - Google Earth supera se stesso e lancia sul web la prima città completamente tridimensionale. E' Nanaimo, cittadina di 78.000 abitanti nell'Isola di Vancouver. Il sito utilizzato in tutto il mondo per osservare dall'alto ogni porzione terrestre ha scelto la località della British Columbia per promuovere la nuova versione tridimensionale del suo software.
La città a tre dimensioni. La collaborazione tra Google e Nanaimo ha origini antiche: la città canadese, infatti, registrava già un numero record di servizi digitali messi a disposizione dei cittadini grazie all'uso intenso e creativo di Google Maps. Dalla gestione dei parchi al catasto, dal cimitero ai vigili del fuoco. Nanaimo era già accessibile on line a tal punto che la rivista Time l'aveva definita la capitale di Google Earth. E la sua fama digitale, messa in discussione solo da quella San Francisco, è destinata ora a crescere con la versione 4.3 del software.
Nel 2009 il primo aggiornamento. Prima città a inviare a Google i dettagli della sua mappa elettronica, comprese fognature, fotografie aeree dei palazzi e immagini di tutti gli edifici commerciali, Nanaimo ha fornito persino la posizione in tempo reale dei veicoli dei vigili del fuoco chiamati per le emergenze. E poichè il centro della città e i suoi grattacieli, come tutte le città del mondo, sono in costante evoluzione, per il 2009 è già previsto un nuovo aggiornamento dei dati.
I servizi. Fra i tanti servizi proposti dal portale earth.nanaimo.ca, ci sono negozi, ristoranti, autofficine. E' inoltre possibile reperire online i dati catastali di tutte le proprietà della città, documentarsi sulla storia dei quartieri e addirittura visitare virtualmente il cimitero tramite un capillare sistema di Gps.

Una scommessa turistica. La prima città completamente tridimensionale è anche una scommessa turistica: partendo dal presupposto che più informazione la gente ha, più sarà interessata a visitare la città. Per Kristensen, capo dell'ufficio tecnologico di Nanaimo ha dichiarato: "Abbiamo dato a Google anche le mappe delle nostre fondamenta. Siamo probabilmente i primi ad averlo fatto e pensiamo che la nostra sinergia col motore di ricerca più usato al mondo possa essere molto utile allo sviluppo del turismo".
Un esempio da seguire. I risultati, a quanto pare, iniziano a vedersi: Vancouver ha già reso disponibili su Google Maps i tracciati del suo sistema di trasporto pubblico e presto sarà la prima provincia canadese a pubblicare in rete i suoi archivi. Tramite il motore di ricerca sarà infatti possibile accedere alla lista completa dei parchi della zona, conoscere i nomi delle foreste e l'ubicazione dei ponti, individuare rapidamente i percorsi delle linee elettriche e disporre della mappa dettagliata di riserve minerali, di gas e di carbone.

giovedì 17 luglio 2008

Italia: boom dei domini Internet

I domini .it, che identificano il nostro paese sulla rete, hanno raggiunto a fine giugno quota 1,5 milioni.

Lo ha reso noto l’Istituto di informatica e telematica del Cnr di Pisa (Iit-Cnr) che, attraverso il Registro del ccTLD .it gestisce le registrazioni dei nuovi domini.

 

Il record delle registrazioni si è avuto a maggio, con 30.243 nuovi domini, ma comunque dall’inizio dell’anno i nuovi domini non sono mai scesi al di sotto dei 25 mila al mese.

Il Registro italiano, grazie al ritmo intrapreso nel corso di quest’anno, ha raggiunto così il quinto posto in Europa e il settimo nel mondo.

“Le cifre a nostra disposizione confermano l’Italia come quinta realtà del panorama Internet europeo e al settimo posto nella classifica mondiale. Questi risultati evidenziano che il mercato dei domini italiani è in salute e rappresentano un forte segnale di come Internet sia un fenomeno radicato nella nostra società”, ha commentato Domenico Laforenza, neo-direttore dell’Iit-Cnr e responsabile del Registro dei domini Internet .it.

“Siamo comunque determinati a migliorare il servizio, adottando il sistema di registrazione ‘sincrono’, che significa burocrazia ridotta al minimo e verifica dei risultati in tempo reale”, ha aggiunto.

Il progetto, che andrà a regime nel 2009, sarà accompagnato da un’inedita campagna di comunicazione che si propone di diffondere la cultura di Internet in Italia proprio tramite i domini .it.

Un obiettivo ambizioso che non ha precedenti nel nostro Paese, “ma è nostra convinzione che la promozione dei domini italiani sia determinante per uno sviluppo della cultura informatica che, se accompagnata da serie iniziative sul fronte delle infrastrutture di rete, può rappresentare un volano importante per l’economia dell’intero Paese”, ha sottolineato ancora il direttore dell’Iit-Cnr. “Nella nuova stagione del Registro e, più in generale, di tutto l’Istituto di ricerca pisano, c’è un’intensa attività focalizzata sull’Internet del futuro: uno dei capisaldi della strategia messa in atto dal Dipartimento delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni del Cnr. La sicurezza informatica, le ‘reti ovunque’, il calcolo ad alte prestazioni saranno i cardini di un’attività di ricerca che promette di incidere in maniera sempre più significativa nella nostra vita quotidiana”.

Con oltre 150 unità di personale impiegato e circa 10 milioni di euro di fatturato annuo, l’Iit-Cnr promuoverà attività di alta formazione, anche in collaborazione con le università e i poli d’eccellenza pisani, e il trasferimento tecnologico.

“Crediamo nella capacità di fare sistema, rafforzando la collaborazione con gli altri istituti del Cnr, gli enti pubblici e le associazioni che rappresentano il tessuto produttivo locale e nazionale”.

“Non meno importanti saranno quelle attività che, a livello internazionale, coinvolgono a pieno titolo soprattutto il Registro: e tra le prime questioni da affrontare, la ‘liberalizzazione’ dei top level domain Internet annunciata dall’Internet corporation for assigned names and numbers (Icann) impone un’attenta riflessione”, conclude Laforenza. (a.t)

Festival del Cinema di Locarno

Festival del Cinema di Locarno: ecco l'edizione 08giovedì 17 luglio 2008 19.17
Il presidente del Festival del Film di Locarno Marco Solari e il direttore artistico Frédéric Maire hanno presentato la 61esima edizione del festival svizzero, che si terrà dal 6 agosto al 16.
Durante la presentazione del programma, Maire ha definito "impertinente" la manifestazione che, pur volendo equilibrare la presenza europea e quella americana, il cinema d'autore e il cinema "spettacolare, di genere", sceglie affermando la propria autonomia.
Protagonista della Retrospettiva 2008 sarà Nanni Moretti, che, sottolinea Maire, la Svizzera vede per il suo valore artistico prima che come controverso personaggio della scena culturale e politica.
Nonostante gli italiani abbiano scelto di non presentarsi ai festival nazionali in segno di protesta per i cambiamenti della Finanziaria 2008, a Locarno solo tre film rappresenteranno il nostro paese: Mar Nero, nell'ambito del Concorso Internazionale, opera prima di Federico Bondi, Beket di Davide Manuli e Napoli Piazza Municipio di Bruno Oliviero nella sezione Cineasti del Presente. Molti italiani sono invece presenti nella programmazione di Ici&Allieurs, sezione non competitiva dedicata a film documentari e di finzione che offrano uno sguardo privilegiato sulla nostra epoca. Ospite di Piazza Grande sarà anche Alessandro Baricco, con l'opera prima Lezione 21.
Unica presenza italiana della Giuria del Concorso Internazionale è Paolo Sorrentino, autore di Il divo, che affiancherà nella selezione il regista svizzero Dani Levy, il regista giapponese Masahiro Kobayashi, la produttrice messicana Bertha Navarro, l'attrice francese Rachida Brakni e il regista serbo Goran Paskaljevic. Prenderà parte alla Giuria del Concorso Cineasti del Presente l'attore e regista italiano Corso Salani.
Una selezione delle pellicole provenienti dal festival di Locarno sarà presentata a Milano durante il consueto appuntamento, Panoramica, tra lunedì 8 e venerdì 12 settembre, e a Roma, nei giardini Piazza Vittorio, nell'ambito de I Grandi Festival, dal 31 agosto al 5 settembre.

mercoledì 9 luglio 2008

Internet, i big dell'informatica uniti contro la mega-falla della sicurezza

 

Il problema riguarda il DNS e mette a rischio phishing tutti gli utenti della rete
Microsoft, Cisco, Sun hanno trovato insieme la soluzione diffusa in questi giorni

 

Internet, i big dell'informatica uniti contro la mega-falla della sicurezza

ROMA - Una grave falla, in grado di mettere a serio rischio la sicurezza della rete a tutte le latitudini, è stata scoperta quasi per caso, spingendo i big dell'informatica - fra cui Microsoft, Sun Microsystem e Cisco - a mettere da parte ogni rivalità per cercare insieme una soluzione. La "pezza" arriva questa settimana, sotto forma di patch, appunto, una correzione diffusa su larga scala per minimizzare i rischi di irregolarità e azioni fraudolente ai danni degli utenti mondiali di internet.
Il problema è emerso sei mesi fa e riguarda il DNS (Domain Name System), il sistema centrale che mette in relazione gli indirizzi dei siti e le pagine immagazzinate nei server, attraverso una stringa di numeri simile in qualche modo ad un numero di telefono. (es. 193.110.128.200)
Il mega-buco avrebbe permesso a pirati informatici di ridirigere qualsiasi indirizzo verso un altro, a loro scelta, controllando così il traffico mondiale, col rischio concreto di un proliferare di phishing (truffe online) e di furto di dati bancari e di altre informazioni private e sensibili.
La soluzione, assicurano le compagnie informatiche, è in fase di diffusione in questi giorni alle aziende e agli internauti, sotto forma di aggiornamento automatico dei sistemi operativi.
Ad accorgersi del problema è stato uno specialista in sistemi di sicurezza per la rete, Dan Kaminsky, della IO Active, che ha dichiarato alla France Presse: "Nessuna operazione di sicurezza di una tale portata è mai stata realizzata prima". Kaminsky ha anche messo in piedi un sito per permettere ai navigatori della rete di controllare se sono a rischio falla.

Invece di vendere alle aziende la sua scoperta, come spesso succede, in una collaborazione senza precedenti - viste le potenziali conseguenze del 'baco' - Kaminsky ha incontrato a marzo altri 16 ricercatori da tutto il mondo al campus della Microsoft a Redmond e tutti insieme hanno cercato una soluzione al problema.
"Sono incappato nella falla per caso, mentre guardavo qualcosa che non aveva niente a che fare con la sicurezza" racconta Kaminsky. Sui dettagli rimane volutamente vago per non fornire possibili armi a malintenzionati, ma ammette che il "problema riguarda tutto il mondo, di certo non solo Microsoft e Cisco". E per la prima volta, i big dell'informatica hanno deciso di lanciare insieme una diffusione di massa del correttivo su tutte le piattaforme informatiche, per mettere al sicuro il numero maggiore possibile di utenti.
(9 luglio 2008)

Pino Daniele e Napoli, un coro di felicità

 

L´entusiasmo dei 40mila in piazza Plebiscito. Fischi a Gigi D´Alessio

di Gino Castaldo

Una cosa è certa, Pino Daniele canta ancora Napul´è mille culure, ventisette anni dopo averlo fatto la prima volta in questa stessa piazza del Plebiscito, simbolo dell´incrocio urbanistico borbonico-cattolico del ventre della città. È la realtà che ora è cambiata. Il sole, il mare, certo, ma il paesaggio è dominato dai colori cupi dell´immondizia e del degrado. Ma i cantanti servono anche a questo: a far rinascere i colori, la voglia di riscatto tra le macerie. La più bella e celebrata canzone di Pino Daniele la cantano tutti insieme, come una languida "we´re the world" partenopea in questa serata dal sapore catartico per Napoli: il protagonista, il pubblico e poi Nino D´Angelo, gli Avion Travel, Giorgia, Irene Grandi, Chiara Civello e perfino Gigi D´Alessio fischiato dalla piazza (dove a un certo punto è apparso lo striscione, presto fatto levare, "ho pagato 25 euro per un camorrista") fin dalla presentazione dal palco di Milly Carlucci, lì per la discutibile diretta su RaiUno (canzoni interrotte per gli ospiti, per leggere un comunicato del presidente Berlusconi, per la pubblicità...).
Gli artisti sono sul palco tutti insieme - cosa insolita per l´ambiente musicale partenopeo, storicamente minato da invidie - per Napoli. Pino con la sua vecchia favolosa band, quella con James Senese, Tony Esposito, Rino Zurzolo, Joe Amoruso e Tullio De Piscopo a cantare Je so´ pazzo, Yes I know my way... e poi i musicisti che lo hanno accompagnato in trent´anni di canzoni. Nino D´Angelo divide il palco con D´Alessio, e soprattutto D´Alessio lo divide con Pino Daniele, dopo essersi mandati a quel paese per anni. «Che vuol dire essere diversi?», ha dichiarato Daniele «ho messo da parte il mio sessantottismo, e poi adesso per Napoli è il momento di mandare messaggi diversi. Gigi è uno che ha fatto la sua strada, in direzione pop, alla fine è come Eros Ramazzotti». Gigi D´Alessio è gongolante. Per lui è una vittoria sul campo, malgrado i sonori dissensi del pubblico: «Prima di tutto era Pino che parlava male di me, e io mi limitavo a reagire. Non avrei mai potuto dire che la sua musica non mi piaceva.

Sarebbe stata una bugia. Poi quando ci si incontra cambia tutto, ci siamo divertiti a suonare insieme. Sì, lo so, su quel palco mi vedono come un intruso, sono come l´Aids, da evitare. Ma non m´importa. È un momento bellissimo». Dunque un idillio. Tanto da affidare proprio a D´Alessio la rogna della serata, ovvero la canzone 'O scarrafone, con quel contestato verso: "questa lega è una vergogna". «Intanto c´è stata anche la Lega del sud» ha scherzato Pino Daniele, «e poi io ho già dato. Ho perso la causa con Bossi è ho pagato 40.000 euro, quindi la faccio cantare a D´Alessio». Il quale conferma e si dice imbarazzato sul fatto di cantare quel verso: «Del resto la canzone è di Pino, non posso mica cambiarla. La responsabilità è sua».
Sorrisi e gentilezze, dunque, nonostante le critiche di Daniele al Comune di Napoli («e non a Bassolino», ha precisato) in riferimento agli spostamenti di sede del concerto. Una minuzia.
La piazza con i suoi 40mila entusiasti spettatori è bella, emozionante, tranquilla anche se le avvisaglie della mattina davano segnali diversi. Disoccupati organizzati, riuniti in varie sigle, avevano occupato il palco, bloccato una linea della metropolitana... È finita con dieci arresti, una trentina di denunce a piede libero. Ben ottomila spettatori hanno chiesto il rimborso del biglietto quando si è scoperto che il concerto era spostato a piazza Plebiscito dove di solito si va senza biglietto. E saggiamente l´organizzazione ha lasciato entrare a piccoli gruppi quelli rimasti fuori (almeno 10mila, oltre i 30mila paganti, compresi quelli che hanno versato 50 lattine per un ticket per la sensibilizzazione sulla raccolta differenziata) per non avere vuoti imbarazzanti e nè problemi di ordine pubblico. La diretta Rai esigeva un certo decoro.

(09 luglio 2008)

martedì 8 luglio 2008

Artisti e Artigiani prenotatevi nella nuova Galleria virtuale

Vedi Opportunita'La nuova Galleria virtuale è visibilita' nel mondo

Il "Concorso Nazionale di Fotografia Vittorio Bachelet", nasce il 1 Marzo 1980, in un Quartiere di Roma, promosso da Fabrizio Fratangeli con gli amici della prima ora, Andrea, Roberto, e poi tutti gli altri che succedutisi nel tempo, come Giovanni Storchi, e dal 1987 i Volontari dell'Associazione "Nuova Era" di Roma, hanno offerto il loro contributo in questi anni.
Il "Concorso Nazionale di Fotografia Vittorio Bachelet" può essere considerato come una manifestazione ricca di significati o come un'iniziativa priva di senso. Dipende da molteplici fattori quali la motivazione di chi organizza, la sensibilità di chi partecipa, l'ambiente sociale nel quale si svolge, l'oggetto prescelto, il fine ultimo sovente inconscio, l'entusiasmo e la disponibilità di chi lo rende possibile.
Il "Concorso Nazionale di Fotografia Vittorio Bachelet" non deve comunque essere, solo l'esibizione di fotografie belle o brutte che siano, ma deve poter evidenziare i "fotografi" in quanto esseri umani con il loro mondo intimistico e il singolare modo di guardare ciò che li circonda continuando a rimanere incantati, e testimoni del tempo che viviamo, attraverso un linguaggio universale che è quello dell'Arte Fotografica.
Nel 1998 accogliendo una proposta di Luca Pagni e Lucio Valerio Pini, promotori del  "Comitato per la Promozione della Fotografia C.P.F." Fabrizio Fratangeli ha richiesto ed ottenuto l'intitolazione di un intero gruppo toponomastico alla Fotografia e ai fotografi: Tina Modotti, Louis Da Guerre, Giacomo Brogi, Giacomo Caneva,Giorgio Summer, Lorenzo Suscipj, nel Quartiere Ardeatino. L'iniziativa è stata ufficializzata nel corso del Concorso Bachelet. 
Il promotore dell'iniziativa, Fabrizio Fratangeli, dopo il cammino di volontariato vincenziano, promuove il 14 luglio del 1987 in Roma, un'organizzazione di volontariato non governativa ma di cooperazione solidale, chiamata "Nuova Era", e, proprio nel contesto di questo programma, è conferito, annualmente (dal 1990), il Premio Solidarietà " Vittorio Bachelet", a persone, gruppi, organizzazioni umanitarie, che si distinguono nella promozione della pace, della dignità umana e della verità.
Questo ha cercato di essere il "Concorso Nazionale di Fotografia Vittorio Bachelet" giunto alla edizione 29, con Patrocinio FIAF n° 2008 Q (valido statistica F.I.A.F.), con foto da inviarsi entro il 18 Novembre 2008, compilando i moduli di partecipazione scaricabili da http://www.photographers.it/articoli/bachelet.htm
Di particolare interesse il tema fisso di quest’anno “La bellezza della vita, nonostante tutto” Nonostante gli handicap, le brutture e le difficoltà della vita è possibile coglierne la bellezza…
Nel corso della CERIMONIA DI PREMIAZIONE prevista Sabato 6 Dicembre 2008 ore 17,30 presso Aula Magna C.E,I.S. (Centro Italiano di Solidarietà) Via Attilio Ambrosini, 129 - Roma saranno presenti tra gli altri Susanna Agnelli, Presidente di Telethon, che riceverà il Premio Solidarietà 2008

Annita Garibaldi Jallet,  pronipote dell'Eroe dei due mondi e Vicepresidente A.N.V.R.G. a cui sarà presentato il nuovo toponimo "Alessandro Pavia: Fotografo dei Mille (n.1826 - m. 1889)" voluto dal C.P.F. Comitato per la Promozione della Fotografia, di Luca Pagni e Lucio Valerio Pini, e promosso da Fabrizio Fratangeli, già Delegato alla Cultura nel Municipio XI del Comune di Roma.
Links http://www.circolifiaflazio.it/experiences.html - http://www.fiaf-net.it/home/nazionali.php

CINEMA/'INVISIBILI' SU OPERAI THYSSEN VINCE 'SOCIAL CINEMA AWARD'

 
Il docu-film di Luca Nanni tratto da inchiesta di Ezio Mauro
postato 1 giorno fa da APCOM
ARTICOLI A TEMA

Roma, 6 lug. (Apcom) - Il docu-film 'Invisibili' di Luca Nannini per RaiSat Extra sulla tragedia della Thyssen di Torino ha vinto il 'Social Cinema Award', assegnato dall'Accademia Internazionale Arte Ischia alle produzioni cinematografiche e televisive dagli alti contenuti nell'ambito del 'Social Cinema Forum - Respecting Human Rights'.

Tratto dall'inchiesta giornalistica del direttore del quotidiano 'La Repubblica' Ezio Mauro, il programma è costruito attraverso la trasposizione drammaturgica dei fatti realmente accaduti nell'acciaieria torinese il 5 e il 6 dicembre dello scorso anno. Il video, che prende spunto dalla lettura teatrale che Paola Cortellesi, Claudio Gioè e Valerio Mastrandrea hanno recentemente interpretato all'Ambra Jovinelli di Roma, si propone di ricordare le vittime di quella tragedia: Antonio Schiavone, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Bruno Santino, Rocco Marzo, Giuseppe Demasi.

"'Invisibili' è un contributo straordinario, un grande docu-film che coniuga televisione di servizio e performance artistiche. E' importante ricordare - spiega Giancarlo Carriero, presidente dell'Accademia - che pochi giorni fa, con una petizione, 80 parlamentari hanno chiesto alla Rai di trasmettere questo straordinario programma sulle reti generaliste proprio come contributo alle iniziative di sensibilizzazione sul tema delle morti bianche".

L'evasione record dei cantieri edili

 

È Napoli l´inferno del fisco. Case, cifre truccate: i costruttori non dichiarano i ricavi. Negozi, solo 4 scontrini su 10. Offensiva della Finanza: controlli ai mutui di chi compra e i bilanci di chi vende
 
Cinquecento napoletani hanno ricevuto dalla Finanza un questionario, altri un invito in caserma. Giorni di ansia. Ma i timori sono svaniti subito: ufficiali cortesi, qualche domanda sull´acquisto della casa, quasi sempre la prima. Ma anche sul tipo di mutuo, sulla banca scelta e perché, su eventuali assegni posticipati e girati alle imprese.

Incontri brevi e solite parole: una formalità, grazie e arrivederci. È invece cominciata nella provincia di Napoli una nuova strategia per scoprire l´evasione fiscale in Italia. Sotto tiro i costruttori: quando vendono gli immobili, dichiarano correttamente le cifre? Solo uno su 31. La proiezione indica quindi solo il tre per cento di dichiarazioni fedeli. Passano per il cemento le vie del nero.

La Finanza ha un reparto speciale a Roma. Studia progetti. Questo si chiama "Domus". Gli ufficiali dell´Intelligence hanno carpito delle incongruenze. E indicano le imprese edili napoletane obiettivi interessanti. C´è un divario troppo ampio per non insospettire i finanzieri: la terza provincia in Italia per numero di imprese (263.940) è la quart´ultima per "densità imprenditoriale". Cioè, sono moltissime ma producono pochissimo, possibile? O dichiarano di produrre meno per evadere il fisco?

Il colonnello Giuseppe Bottillo, comandante provinciale di Napoli, ha fatto partire l´indagine dalle banche. Chi ha contratto un mutuo, e per quale somma. Acquisiti i dati, arricchiti da questionario o colloqui, la Finanza li ha confrontati con quelli delle imprese edili. Tra il mutuo per la casa e la dichiarazione di vendita nei bilanci dell´impresa c´è quasi sempre una differenza del 25-30 per cento. Il costruttore dichiara meno, quindi. Evade. Risparmia Iva e Irap.

L´evasione finora accertata è di 69 milioni di euro, quasi 140 miliardi di lire. Quella contestata ad una sola impresa di Frattamaggiore è di 5,7 milioni. I gruppi che hanno redatto i primi verbali sono in provincia. Una classifica provvisoria indica i centri più trasgressivi: Giugliano, Acerra, Frattaminore e Frattamaggiore, Marano, Sant´Antimo, Afragola. Il generale Vito Bardi, comandante regionale, li ha trasmessi a Roma. Un successo per il suo comando. Ha già esteso le verifiche a tutta la Campania.

Sono stati scelti i mutui per la prima casa, perché considerati i più trasparenti. Consentono un recupero del 19 per cento di interessi passivi, se l´acquirente non vende in cinque anni l´immobile. Conviene dichiarare tutta la cifra. Per trenta imprese, vi sono almeno 500 contratti da esaminare con i controlli incrociati. Questa operazione ha già messo in allarme molti operatori economici. Rischiano abbastanza. «L´Erario recupera subito le imposte sul reddito e l´Iva su tale differenza», spiegano gli esperti. La legge (244/2007) consente alla Finanza di proporre alla magistratura il sequestro dei beni per una somma equivalente. Un sequestro preventivo.

L´offensiva fiscale non si ferma ai cantieri edili, controllati anche dopo le gara d´appalto vinte con forti ribassi. È fondato pensare che abbia lavoratori in nero e basse condizioni di sicurezza nel lavoro. È quasi pronto un allarmante dossier. La esasperata concorrenza induce anche altre imprese a far peggio, a violare etica e sicurezza per non uscire dal mercato. Nel 2008, i gruppi territoriali di Napoli 1, Giugliano, Torre Annunziata hanno infittito i controlli degli scontrini e delle ricevute fiscali. Sono in regola quattro su 10. La media riguarda la provincia, in città sono minori le violazioni. I negozianti rischiano la chiusura alla quarta contestazione in cinque anni. Ogni mese, almeno quattro sospendono l´attività.

Accade anche l´inverso. C´è chi emette più scontrini, chi simula una maggiore produzione o vendita per giustificare maggiori ricavi. È frequente il riciclaggio di danaro sporco, i soldi di estorsioni e traffici di droga sono ripuliti da bar, negozi, ristoranti. Cinque tra i più eleganti, sul lungomare e a Mergellina, sono stati l´inverno scorso perquisiti e sequestrati. Collegati alla camorra. Per non pagare più soldi al fisco, il riciclaggio spinge ad altri reati: gonfiare le spese ufficiali, con false fatture. L´Italia scopre a Napoli il suo inferno fiscale.

giovedì 3 luglio 2008

 

Jervolino220 L'incredibile non conosce confini. Perché le notizie sullo spreco nel Comune di Napoli superano ogni decenza. L'ultima riguarda le spese per i telefonini. Secondo l'ex assessore Donata Rizzo D'Abundo le bollette lo scorso anno sono arrivate a 600 mila euro. E quest'anno la situazione non è migliorata. In quattro mesi soltanto i 60 cellulari assegnati ai consiglieri comunali hanno consumato 57 mila euro di telefonate: una cifra sorprendente. Sindaco e assessori - che si ritiene abbiano una quantità maggiore di conversazioni legate al loro incarico - in due mesi ne hanno spesi soltanto 4.600, con una nota di merito sulla sobrietà personale di Rosa Russo Iervolino che si è fermata a 203 euro. Tra i consiglieri ci sono dei maratoneti del telefonino. Enzo Russo del Pd risulta avere fatto pagare 7.500 euro in due giorni: una cifra che non si riesce a spiegare e che l'interessato si è detto pronto a rimborsare. Il record stagionale è di Andrea Santoro di An: circa 9.000 euro di cellulare a carico del municipi in quattro mesi. Leonardo Impegno  (Pd) lo segue con 7983, terzo Umberto Minopoli (Fi) con 4387. Ci sono anche casi virtuosi, o forse semplicemente normali: Massimo Paolucci (Pd) e Stanislao Lanzotti (Udc), che restano sui 10 euro al mese. Un segno di speranza in una palude che affonda la credibilità delle istituzioni.

venerdì 27 giugno 2008

Bjork & Sigur Ros in diretta Web

Un concerto tutto islandese e tutto ambientalista, sabato sera sul sito di NatGeo Music, in diretta da Reykjavik.

Lei è uno dei personaggi più stravaganti, creativi e influenti degli ultimi quindici anni.

Loro sono uno dei gruppi più apprezzati apparsi sulla scena musicale alternativa del Terzo Millennio. Entrambi arrivano dall'Islanda e proprio nella capitale della madre patria suoneranno domani sera, in un concerto gratuito organizzato per difendere il paesaggio naturale del paese dal crescente sfruttamento industriale. Il doppio show di Bjork e Sigur Ros si chiamerà "Náttúra concert", si svolgerà ai Giardini Botanici di Laugavegur, vicino al centro di Reykjavik e sarà trasmesso in diretta video sul sito di NatGeo Music, il canale "musicale" del network National Geographic. Il Webcast durerà tre ore e l'orario di inizio è fissato alle 19.00 GMT (le 21.00 in Italia).
Nelle prossime settimane Bjork e i Sigur Ros saranno anche protagonisti di alcuni concerti nel nostro paese. La camaleontica signora Gudmundsdottir sarà il 25 luglio all'Auditorium Parco della Musica di Roma e il 28 luglio all'Arena di Verona. I Sigur Ros suoneranno invece l'11 luglio a Firenze (Giardino di Boboli), il 12 a Roma (sempre all'Auditorium Parco della Musica) e il 13 a Milano (Arena Civica).

Ragazzi, attenti alle “trappole” di internet

Manca un’adeguata cultura sul corretto utilizzo e sulla prevenzione. L'allarme è stato lanciato da Telefono Azzurro che nel corso di un convegno realizzato il 26 giugno a Roma ha diffuso i dati di un'indagine a campione che evidenzia l'ampio uso tra i minori delle nuove tecnologie: il 33,6% dei bambini si collega ad internet senza il controllo di un adulto.

Giovani e computer: più che un rapporto in crescita si potrebbe ormai definire una sorta di “osmosi”. Il 93,3% degli adolescenti e l'82,2% dei bambini afferma infatti di utilizzare ormai il pc al pari di uno strumento familiare. L’utilizzo massiccio del computer non è tuttavia accompagnato da un’adeguata cultura sul corretto utilizzo e sulla prevenzione di “trappole” o insidie che soprattutto internet spesso presenta durante il suo utilizzo. Anche perché il 33,6% dei bambini si collega ad internet senza il controllo di un adulto. L'allarme è stato lanciato da Telefono Azzurro che nel corso di un convegno realizzato il 26 giugno a Roma ha diffuso i dati di un'indagine a campione che evidenzia l'ampia uso tra i minori delle nuove tecnologie.
Ebbene, internet, videotelefonini e videogiochi sono ormai compagni di vita della maggior parte dei nostri ragazzi. I numeri parlano chiaramente: il 48,2% dei bambini non nasconde di navigare in Rete per scaricare musica, il 52,6% cerca informazioni di proprio interesse, mentre il 40,2% lo utilizza per motivi di studio. Comunica tramite e-mail il 19,3, legge e scrive sui forum regolarmente il 16,5% e chatta il 15,9% dei bambini.
La maggioranza dei giovani navigatori (52,6%) comunica tramite la posta elettronica; il 48,9% comunica tramite chat, il 44,2% si intrattiene con i videogiochi; il 28,1% legge i blog , il 17,1% partecipa a giochi di ruolo, il 16,3% a forum. I ragazzi navigano per il 74,8% dei casi da soli.
Per arginare il fenomeno, durante l’incontro lo stesso Telefono Azzurro ha chiesto la protezione dei dati personali dei minori, sia durante le loro esperienze di navigazione online (così come nelle pronunce del Garante), sia quando sono oggetto di fatti di cronaca sul web e soprattutto un nuovo codice di autoregolamentazione degli operatori con una specifica attenzione al mondo dei videogiochi ed al web con l'adesione di tutti gli stati europei al sistema di classificazione dei videogiochi "Pegi".
Sarebbe poi auspicabile – sempre per Telefono Azzurro - la diffusione di una cultura dell'uso critico e consapevole della Rete, a partire dall'educazione e formazione di genitori, insegnanti ed educatori e con percorsi didattici elaborati con la scuola e nella scuola. L’associazione chiede anche che la Commissione Giustizia prenda in considerazione, contrariamente a quel che accade oggi, il reato di "pornografia minorile virtuale". Ma anche che la Commissione Europea prenda in esame la possibilità di cofinanziare tutti i servizi statali preposti alla raccolta di segnalazioni di contenuti on line illegali o potenzialmente dannosi.

mercoledì 25 giugno 2008

Napoli, tutti in coda in tangenziale continua la protesta di Chiaiano

 

Lunghe file di auto per la manifestazione contro l'apertura della discarica
"Solidarietà con Agnano e Bagnoli dove sarà realizzato l'inceneritore"

Nella notte una cinquantina di roghi di spazzatura in tutta la provincia


Napoli, tutti in coda in tangenziale continua la protesta di Chiaiano

La tangenziale di Napoli durante la manifestazione contro la discarica di Chiaiano

NAPOLI - Continuano le proteste contro la futura discarica di Chiaiano, mentre si registrano ancora roghi di rifiuti a Napoli e in provincia.

Un centinaio di auto condotte dai cittadini di Marano, Mugnano e Chiaiano sono entrate stamane nella tangenziale di Napoli, percorrendola a bassa velocità per circa 15 chilometri, creando enormi disagi agli altri automobilisti. La protesta è nata contro la decisione del governo di aprire al discarica in una delle 13 cave di Chiaiano.

Il corteo era composto da 139 auto "tante quanti - ha spiegato Antonio, uno dei componenti del comitato - sono gli autocompattatori che ogni giorno passeranno da Chiaiano e Marano", per recarsi alla cava. Le vetture sono entrate dallo svincolo di Arco Felice, alle porte di Napoli hanno percorso una quindicina di chilometri scortate dalla polizia stradale poi, senza mai lasciare l'autostrada cittadina, hanno imboccato lo svincolo dell'Arenella ed hanno compiuto il percorso all'inverso.

Il 'muro' di auto era scortato, in testa e in coda, dalla polizia stradale. Le altre auto sono state tenute ad una distanza di circa 7-800 metri dalle vetture condotte dai manifestanti. La protesta ha avuto inizio alle ore 10,30 e secondo quanto riferito dalla Tangenziale di Napoli spa, si è conclusa alle ore 12,10.

"E' una forma di protesta - ha aggiunto il rappresentante del comitato - che è stata organizzata anche in segno di solidarietà con le popolazioni di Agnano e Bagnoli dove sarà realizzato l'inceneritore. Con noi oggi anche rappresentanti delle amministrazioni comunali toccate dalla discarica, a dimostrazione della forte unità della protesta".

Ieri alcuni rappresentanti dei comitati del 'no' avevano occupato la sede della ottava municipalità, che per oggi pomeriggio ha convocato un consiglio straordinario. Sempre nella giornata di ieri, la Camera ha approvato il decreto sui rifiuti: le misure contenute vanno dalla superprocura al rimborso da parte della Campania di parte dei soldi spesi per l'emergenza le misure contenute.

Intanto si segnalano ancora roghi di spazzatura: una cinquantina di interventi dei pompieri sono stati effettuati nel corso della notte a Napoli e in provincia. Un lavoro, quello dei vigili del fuoco, sul fronte degli incendi di rifiuti che va avanti ormai da tempo con una media di interventi che spesso supera i 100 nel corso delle 24 ore, considerato che molti roghi di spazzatura vengono appiccati anche in pieno giorno.

(25 giugno 2008)

sabato 21 giugno 2008

Ribaltoni napoletani / Salto a destra per Pino Daniele?

Ribaltoni napoletani / Salto a destra per Pino Daniele?
Ribaltoni napoletani / Salto a destra per Pino Daniele?

Prima il plauso alla Lega di Umberto Bossi, poi il lancio della campagna per la raccolta differenziata dei rifiuti a braccetto con il ministro Stefania Prestigiacomo, infine l’invito al neomelodico Gigi D’Alessio a duettare con lui in concerto. Cosa sta succedendo a Pino Daniele? In tanti se lo stanno chiedendo in questi giorni a Napoli, meravigliati da alcune prese di posizione assunte nell’ultimo mese dal cantautore, che sembrano cozzare con le precedenti convinzioni politiche e musicali dell’artista. Il primo segnale di quello che qualcuno ha già ribattezzato come “ribaltone in salsa napoletana” è arrivato poche settimane fa. “La Lega sta dimostrando di essere un partito più maturo, più equilibrato”, ha dichiarato Pino Daniele lo scorso maggio in occasione della riunione del consiglio dei ministri tenutasi a Napoli. “Berlusconi magari l'ha fatto per propaganda – ha aggiunto - ma credo ci sia della buona fede da parte sua. Ha dato un segnale forte alla malavita: che questo governo vuole davvero cambiare le cose”. E sull’emergenza ‘monnezza’ ha commentato: “Linea dura, sulla questione dei rifiuti, significa che hanno preso delle decisioni e secondo me hanno fatto bene”. Parole sorprendenti dal momento che il cantautore più volte in passato aveva rilasciato dichiarazioni cariche di disprezzo nei confronti del centrodestra e soprattutto del Carroccio e del suo leader. “Questa Lega è una vergogna” cantava nel 1991 nel brano “'O Scarrafone” e dieci anni dopo, durante il festival di Sanremo del 2001, a proposito di una visita compiuta in quei giorni a Napoli dal Senatur, Daniele dichiarò: “Bossi che canta ‘Maruzzella’? È un uomo di m... Bossi mi fa schifo e Fini che applaude il suo intervento, quando fino a poco tempo non voleva prenderci neanche un caffè, mi fa ridere”. Per queste affermazioni giudicate diffamanti, il leader leghista querelò il cantautore che proprio di recente, dopo sette anni di battaglie legali, ha finito per perdere la causa processuale.

Ha destato meraviglia nella città partenopea, inoltre, anche l’immagine di Pino Daniele, ieri, a fianco di Stefania Prestigiacomo in occasione della presentazione del progetto “Napoli non è una carta sporca”. Titolo che allude al brano forse più famoso dedicato dal cantautore alla sua città, nel quale denunciava "Napule e' 'na carta sporca/e nisciuno se n'emporta". Daniele è stato scelto dal ministero dell’Ambiente per fare da testimonial nella campagna di sensibilizzazione dei cittadini sul tema della raccolta differenziata dei rifiuti. “Possibile? L'irriducibile cantore della Napoli del nuovo rinascimento accanto a un'esponente della destra che, attraverso l'emergenza, vuol chiudere con il bassolinismo?” si domanda stupito Antonio Fiore nell’editoriale di oggi sul Corriere del Mezzogiorno. Ma ai “ribaltoni” politici si aggiungono anche le “conversioni” artistiche. Sempre ieri, infatti, Pino Daniele ha annunciato che al grande concerto con cui celebrerà i 30 anni di carriera, che si terrà l’8 luglio in piazza del Plebiscito, ha invitato Gigi D’Alessio assieme al quale, ha specificato, canterà due pezzi.

Probabile, a questo punto, che l’atteso duetto canoro sancirà la fine dello scontro interno al mondo musicale partenopeo tra i sostenitori di Pino Daniele e dei testi aperti al sociale e alle denunce civili e i fan della canzone neomelodica che hanno in Gigi D'Alessio il loro guru. E le storiche stilettate verbali tra i due artisti? Acqua passata. “Come fa un artista che si applica nella musica a non farlo anche nel sociale?” dichiarò Daniele nel 2001 riferendosi a D’Alessio e aggiunse: “La Napoli di oggi è quella dei 99 Posse”. La risposta dell’autore neomelodico non tardò ad arrivare. “99 Posse più uno, Pino Daniele, uguale cento: che a Napoli è la toilette”, fu la stoccata di D’Alessio. E ancora nel 2005, dopo che Antonio Bassolino aveva speso parole d’affetto per D’Alessio, Pino Daniele commentò piccato: “Ora che Bassolino ha abbracciato Gigi D'Alessio in piazza Plebiscito io posso finalmente abbracciare Fini o Alemanno. Un sogno si avvera. Non ci sono più confini fra idee diverse”. Anche in questo caso la risposta di D’Alessio non tardò ad arrivare: “Facciamo parte della stessa casa discografica e, forse, io vendo qualche disco più di lui. Invece di parlare male di me, fai la musica, quella che hai sempre saputo fare, concentrati sui dischi e forse continuerai a vendere delle copie in più”.

venerdì 13 giugno 2008

X edizione per il NapoliFilmFestival

Milos Forman e Willem Dafoe tra le star che dal 6 al 16 giugno illumineranno Castel Sant’Elmo

Mario Monicelli, Milos Forman, Willem Dafoe (nella foto), Julien Temple, Toni Servillo, Alessandro Gassman. Sono loro gli ospiti della decima edizione del NapoliFilmFestival, la rassegna che si terrà dal 6 al 16 giugno al Castel Sant’Elmo. Una nuova sede che offrirà scenari di grande fascino alla kermesse cinematografica: le proiezioni si svolgeranno nel grande auditorium e in antiche sale del castello che per l’occasione si trasformeranno in moderni cinema e all’America Hall, la multisala sita a pochi metri dalla fortezza.

Diverse le novità dell’edizione 2008. Da quest’anno il NapoliFilmFestival, organizzato nell’ambito di VisioNa, la nuova annale delle arti visive a Napoli cominciata due mesi fa con Comicon, aprirà all’animazione ospitando un’anteprima di CartooNa.

Oltre ai concorsi Europa, Mediterraneo (lungometraggi di artisti della sponde europea e di quella nordafricana e mediorientale del bacino), Schermo Napoli Cortometraggi e Schermo Napoli Documentari (fiction o documentari girati a Napoli o diretti da registi napoletani), nasce la sezione Nuovo Cinema Italia, riservata alle produzioni italiane indipendenti e a basso budget che rischiano di non arrivare in sala. “Dopo il successo de “Il vento fa il suo giro” – spiega il direttore artistico del Mario Violinic’è un nuovo fenomeno nel nostro cinema indipendente: la proposta diretta in sala di film al di fuori dei listini delle normali case di distribuzione. Abbiamo creato quindi un’apposita vetrina che dia visibilità a questi film, offrendo inoltre al vincitore della sezione la stampa di cinque copie presso la Technicolor per favorirne la successiva diffusione nazionale”.

In programma le retrospettive che includono, oltre ai film dedicati agli ospiti, alcuni capolavori restaurati del nostro cinema. Un omaggio anche al compianto regista Cyrill Collard con la presentazione della versione integrale inedita in Italia di “Notti Selvagge”, tra le più dure e incisive denunce sul dramma dell’AIDS), e della videointervista “Hommage à Collard”.

Come sempre il NapoliFilmFestival dedicherà un ampio spazio alle filmografie di paesi lontani; quest’anno sarà la volta del Tibet, Di Cuba e dell’Africa nera.

Il NapoliFilmFestival estenderà la sua visione anche al teatro grazie alla collaborazione con il nuovo Napoli Teatro Festival Italia attraverso quattro percorsi cinematografici legati ad altrettanti spettacoli della rassegna teatrale, “Le Troiane”, “Medeè”, “Rendez-vouz chez Nino Rota” e “A causa mia”. Tra i film proposti “Le Troiane”, di Vittorio Cottafavi e tre diverse visioni di “Medea” nelle pellicole di Pier Paolo Pisolini, Lars Von Trier e Tonino De Bernardi, autore di “Medee Miracle”, inedito in Italia, con Isabelle Huppert.

 

Flatiron, il grattacielo d'acciaio raccontato in fotografia

Cultura


Il Flatiron tra la Fifth Avenue e Broadway
Sorge dal 1902 tra la Fifth Avenue e Broadway L'italiana Sorgente Group, nuova proprietaria dell'edificio, presenta domani a Roma il libro del sacerdote Peter Gwillim Kreitler che, in 15 anni di ricerca, ha raccolto 240 pagine di storia in scatti di una delle pietre miliari dell'architettura del XX secolo

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Roma, 11 giu. (Ign) - Raccontare con le immagini ill Flatiron, grattacielo di New York completamente costruito in acciaio che si erge dal 1902 tra la Fifth Avenue e la Broadway. E' quello che propone il libro di Peter Gwillim Kreitler, sacerdote episcopaliano, teologo, collezionista di foto e docente di Studi Ambientali, che in 240 pagine ha raccolto, dopo 15 anni di ricerche e di studi, testimonianze negli scatti di quello che oggi rappresenta una delle pietre miliari dell'architettura del XX secolo.

Il volume 'Flatiron. Il primo grattacielo in acciaio al mondo', presenta questa collezione fotografica organizzata in forma cronologica, con citazioni da fonti storiche e letterarie a fronte delle foto. Il risultato è una storia attraverso scatti e, allo stesso tempo, un saggio visivo del fotografare un lavoro di architettura tra i più famosi del mondo, "destinato – secondo Claudio Strinati, soprintendente speciale per il polo museale romano – a diventare un classico moderno. C’è chi vide in quell’edificio una specie di moderno Partenone che troneggia sulla città tumultuante garantendone stabilità e solennità e, in un certo senso, è un’impressione che permane ancora oggi e giustifica quella dimensione quasi classica che si percepisce bene nella forma e nei materiali dell’illustre edificio".

A presentare domani a Roma il libro sarà l'italiana Sorgente Group, nuova proprietaria della struttura newyorkese. Valter Mainetti, amministratore delegato del gruppo, ha voluto realizzare questa coproduzione editoriale con la Leonardo International per far conoscere a un ampio pubblico internazionale il grattacielo che, come spiega lui stesso, "non è solo un prezioso edificio in stile Beaux-Arts, ma è stato ed è tuttora una celebrità di New York. Fra i più fotografati edifici al mondo, il Flatiron deve la sua fortuna non solo alla particolare forma ad angolo acuto, che sembra modellata dal vento, imposta dalla sua collocazione all’incrocio tra 5th Avenue e la Broadway, ma soprattutto a quel fascino che emana e che trascende le sue caratteristiche estetiche e architettoniche".

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