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Sono nato e vivo in una città che odio e amo : Napoli

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sabato 22 marzo 2008

Vai Mò 2008 Live
































Si intitolano «Acqua ’e rose», «O munn va», «L’ironia di sempre» e «Anima e cuore» i quattro inediti al centro di «Ricomincio da 30», il cofanetto di tre cd di Pino Daniele in uscita il 16 maggio. Un’operazione-kolossal che culminerà l’8 luglio nel megaconcerto allo stadio San Paolo di Napoli: «Vaimò live 2008» vedrà il mascalzone latino, come su disco, nuovamente al fianco della sua storica band del 1981, formata da Tullio De Piscopo alla batteria, Tony Esposito alle percussioni, James Senese al sax, Rino Zurzolo al basso e Joe Amoruso alle tastiere. Un ritorno alle origini - con dedica all’amico Troisi - per celebrare il trentennale di carriera dell’uomo in blues, sottolineato dalla decisione della Emi di ristampare, in versione rimasterizzata, i suoi primi tre album: «Terra mia» (1977), «Pino Daniele» (’79) e «Nero a metà» (’80). Un ritorno alle origini che, dicono i titoli di due degli inediti, è anche un ritorno alla scrittura in dialetto, innescato dalla colonna sonora del nuovo film di Alessandro Siani, «La seconda volta non si scorda mai», nelle sale dall’11 aprile. Anticipato dal singolo «Anima e cuore» nelle radio e in vendita nel formato digitale, «Ricomincio da 30» affiancherà agli inediti 46 brani del repertorio di Daniele, tra versioni originali e rinnovate. Ci saranno, tra l’altro, ««Napule è», «Che Dio ti benedica», «Yes I know my way», «’Na tazzulella ‘e cafè», «’O scarrafone», «Je so pazzo», «Anna verrà» e «Quando». All’origine dell’operazione un’idea di Daniele e del suo nuovo manager, Michele Torpedine. Il box è stato prodotto da Pino con Humberto Gatica (già alle spalle del successo di Celine Dion, Michael Bublé e Josh Groban). Al disco hanno collaborato anche Al Di Meola e Chiara Civello. Al supergruppo ritrovato del 1981 si uniranno l’8 luglio a Napoli ospiti internazionali e nazionali.

venerdì 21 marzo 2008



Buona Pasqua a tutti quelli che per caso o per libera volontà, capitano sul mio blog.
Auguri ! . Nick

giovedì 20 marzo 2008

Il boss scrisse: mai con gli ex comunisti come Veltroni

Da leggere su l'Espresso

"Caro Salvo, ti ringrazio per il pensiero e mi auguro che quando leggerai questa mia anche tu starai splendidamente bene". Inizia così la missiva che il boss della Stidda Salvatore Grassonelli, morto l'anno scorso suicida nel carcere di Secondigliano a Napoli, mandò nel gennaio 2003 all'amico Salvatore Madonia, boss di Cosa Nostra incarcerato nel carcere di massima sicurezza dell'Aquila.

Nella lettera, dopo i convenevoli, il padrino di Porto Empedocle spiega le sue nuove simpatie politiche: comunista come il padre, dice di aver cambiato idea dal lontano 1983. "Non posso dirti per lettera perché mi sono dimesso, un giorno se ci incontriamo te lo dirò...Mi dici che sei un comunista. Mi parli di garantismo. Beato te che sei così ottimista, io nell'ultimo decennio con le sinistre al potere non l'ho visto. Ti ricordo solo cosa disse Scalfaro: 'Io non ci sto'. Io non arrivo dove arriva Augusto, io mi sento un liberal democratico". Il messaggio sembra chiaro: non votare a sinistra, per nessun motivo.

Grassonelli attacca i leader, uno per uno. "Volevo ricordarti" scrive "che anche Veltroni ha detto di non essere mai stato comunista. Il signor D'Alema una volta nella trasmissione di 'Pinocchio' disse che lui non sarebbe mai andato a fare il presidente del Consiglio se non fosse stato eletto dal popolo. Dopo qualche mese, con un colpo di mano per non dire di Stato, eccolo presidente". Ce ne è per tutti: Rutelli e Mastella sono quelli "che hanno girato tutti i partiti", mentre al boss risulta incomprensibile come mai Giuliano Amato, "braccio destro di Craxi, è uscito illeso da Tangentopoli. Pensa bene chi sono i truffaldini".

Se il comunismo è stato "un'utopia" e dopo gli anni Sessanta non c'è stato "più bisogno di comunismo nel mondo", Grassonelli esaltava in un crescendo la sua inversione a U. "Ti faccio sapere che sto con Oriana Fallaci. Sto con l'Occidente. Viva l'America, compresi i nostri alleati. Sono per la globalizzazione. D'altronde i comunisti erano per l'Internazionale, oggi sono diventati no global. Chi sono i truffaldini?".

martedì 18 marzo 2008

Simon's Cat 'Let Me In!'

Girando su you tube ho scovato questo simpatico gattino, che guarda caso si chiama come mio figlio. E sotto sotto gli somiglia pure. Nick

domenica 16 marzo 2008

Quando il fumetto fa pensare

di MATTEO TONELLI


"Guerra, ironia e pregiudizi
Quando il fumetto fa pensare"
ROMA - Si parla di guerra. Sia di quelle moderne che di quelle del passato. Si sorride, si pensa. Tutto in punta di matita. Grapich novel, ovvero romanzi a fumetti. Dall'America che si interroga sulla guerra in Iraq e ne capisce l'assurdità, al massacro nel Ruanda. Dall'oggi all'antica Roma. Da Bush a Oliver Twist. Con un unico filo conduttore: il legame con il mondo reale, raffigurato in punta di matita.

Uno sberleffo alla guerra. Firmato da David Reees. Quelle strisce che dopo l'11 settembre iniziò a disegnare sul suo blog e che, nel giro di poco, divennero un fenomeno di culto. Umorismo tagliente, critica feroce all'amministrazione di Gorge W. Bush. Cinismo, parolacce e ironia. Leggere "E vai con la guerra" (Isbn Edizioni. Traduzione Guido Baldoni. Euro 13,50) è come leggere un trattato sul perché la guerra in Iraq è stata un fallimento. Divertendosi e apprezzando il ruvido cinismo di Rees: "Dichiarare guerra? E chi ha tempo di farlo quando ci sono così tante bombe da sganciare'". E via così. "Un'arma di derisione di massa" che non fa vittime. Ma fa ridere e pensare.

Quasi un'opera di riparazione quella di Will Eisner. Tocca alla penna di uno dei maestri del fumetto moderno, scomparso nel 2005, ridare giustizia alla figura di "Fagin l'ebreo" (Fandango Libri, 121 pagine. Trad. Andrea Plazzi. Euro 20), di cui Charles Dickens parla (in termini tutt'altro che lusinghieri) nel suo Oliver Twist. Colpito dal modo in cui lo scrittore raffigurò Fagin, critico verso quella caratterizzazione negativa data alla figura "dell'ebreo malvagio nei comportamenti", Eisner decise di dare vita a questa storia a fumetti. Una lezione contro il pregiudizio, per combattere "la diffamazione anche per immagini", per smentire quei luoghi comuni che sono e sono stati fonte di persecuzioni e vessazioni.

Intorno al 200 avanti Cristo, Roma si misura con l'esercito di Annibale. Che batte i legionari a Piacenza e a Canne. Decio è un giovane romano con tre fratelli impegnati in guerra. Due di loro moriranno sul Trebbia, Roma ha bisogno di tutti i suoi uomini per sventare la minaccia. Anche di Decio che passerà dai campi di grano al mattatoio di Canne. Cinquantamila romani caddero uccisi, altri cinquemila furono fatti prigionieri. Non Decio però, a cui il destino riserva altro. Nasce dalla scrittura dell'archeologo Giorgio Albertini e dalla matita di Giampiero Casertano questa graphic novel (Decio. Edizione ReNoir. 64 pagine. Euro 14). Casertano è la mano da cui hanno preso forma Ken Parker, Martin Myster e adesso Dylan Dog e che adesso fa vivere l'antica Roma. Tavole e tavole in cui la guerra è descritta per quello che realmente è. Dolore, morte e sofferenza. Nulla a che vedere con l'epica di 300 di Frank Miller. Qui più che il soldato c'è l'uomo. Con le sue debolezze.

Infine l'Africa. Quella delle pulizie etniche, dei conflitti dimenticati, delle migliaia di morti invisibili. C'è tutto questo in "Abc Africa. Guida pratica per un genocio" (Jean Philippe Stassen. Edizioni Becco Giallo. Euro 15). Aprile 1994 le truppe delle Nazioni Unite lasciano il Ruanda. E' l'inizio di un genocidio di proporzioni immani. Innocenti sterminati. Vicini di casa che si trasformano in carnefici. Con la comunità internazionale che resta a guardare.

Che Bella Classe di Governanti

Il nipote Alex mi manda questa mail ,ed io pubblico :

La scelta della data del 13 aprile per il voto in
> alternativa a quella
> del 6 di aprile può apparire casuale ma non lo è
> affatto:
> votando il 6 aprile, infatti, i parlamentari alla
> prima legislatura
> non rieletti non avrebbero maturato la pensione,
> votando invece come
> stabilito dal Consiglio dei Ministri il
>
> 13 aprile, ovvero una settimana dopo, acquisiranno
> la pensione''.
>
> ''E poi parlano di voler fare l'election day per
> ridurre i costi della
> politica.Ben altri saranno i costi di queste
> pensioni, non solo in
> meri termini quantitativi, ma anche per il messaggio
> dato al Paese,
> perché questo è il tipico esempio di come fatta la
> legge viene subito
> trovato l'inganno''.
>
>
> MORALE DELLA FAVOLA 300.000.000 DI COSTI PER QUESTA
> GENTACCIA CHE DOPO
> POCHISSIMI MESI SENZA FAR NULLA GIA' HANNO UNA
> PENSIONE DI PLATINO
> (7-10.000 euro al mese) ALLA FACCIA DEI PENSIONATI
> CHE DOPO UNA VITA
> DI LAVORO ADESSO PER MANGIARE RACCATTANO LA VERDURA
> RIMASTA A TERRA
> NEI MERCATI
>
>
> FATE GIRARE QUESTE INFORMAZIONI, TUTTI DEVONO SAPERE
>
> I TG CORROTTI E PREZZOLATI NON LO DICONO, I GIORNALI
> NEMMENO, SOLO
> INTERNET PERMETTE DI CONOSCERE QUESTA SCHIFEZZA..

NYC 2123 - Video Comics

Ho realizzato questo " Video Comics" con Il Movie Maker (che si trova di default su XP). La storia è ambientata in una New York del futuro ( è la prima di 6). Spero di essere stato abbastanza bravo, e soprattutto che vi sia piaciuta . Per il seguito delle puntate, rimando a visitare il blog delle prossime settimane. Nick

giovedì 13 marzo 2008

Ce la farà Internet a sopportare l'enorme traffico digitale ?













LONDRA
- E' l'incubo che corre sul web. L'idea che internet continui a gonfiarsi di traffico, informazioni, utenti, fino a scoppiare. La preoccupazione che la tecnologia per far marciare la rete non stia al passo della quantità di materiale che la percorre. "C'è il pericolo di un blackout del sistema?" è una domanda ricorrente fra gli addetti ai lavori, ripresa stamane dall'Herald Tribune, edizione internazionale del New York Times, e dal Daily Telegraph di Londra.

La minaccia, secondo gli esperti, proviene principalmente dalla ricchezza visiva delle comunicazioni e dell'intrattenimento "on line": video clip, film, network sociali, giochi di gruppo. Tutte quelle immagini in movimento, assai più delle parole e dei suoni, sono come dei fiumi in piena di bit digitali che attraversano le tubature e le autostrade della rete. Immagini che appesantiscono la "banda" su cui trasmette internet e che a un certo punto, ecco l'allarme, potrebbe intasarsi, spezzarsi, andare in tilt. Lo scorso anno, per fare un esempio, il traffico su YouTube, il sito di video acquistato da Google, ha consumato più banda larga dell'intero traffico su internet nel 2000.

In un rapporto del novembre scorso, una società di ricerche del settore ha predetto che la richiesta di accesso degli utenti potrebbe superare l'offerta di accesso di Internet nel 2011 - l'anno di una possibile apocalisse digitale, il momento in cui il web potrebbe fermarsi. E' il titolo di una conferenza tecnologica in programma il mese prossimo a Boston: "La fine di Internet?" Ma secondo i più ottimisti l'aumento del volume e del tipo di traffico in rete è più una sfida che un preavviso di inevitabile catastrofe.


Che il traffico sia in vertiginosa crescita, è innegabile. Secondo una stima della Nemertes Research, l'uso di internet sale del 100 per cento o più all'anno. Una stima più prudente, fatta da Andrew Odlyzko, docente della University of Minnesota, afferma che il traffico globale sul web sta aumentando del 50 per cento all'anno, ma anche questo è un dato incredibilmente alto. Tuttavia anche la tecnologia necessaria a ospitare tale traffico cresce a un ritmo impressionante. I computer che trasmettono dati sono sempre più veloci, le fibre ottiche sono sempre migliori e il software sempre più intelligente. "La crescita del 50 per cento del volume di traffico corrisponde sostanzialmente al progresso della tecnologia in questo campo", osserva il professor Odlyzko.

Per chi scruta il futuro, due considerazioni sono importanti di fronte alle prospettive di Internet. Una è che il maggiore sforzo per amministrare un traffico più intenso e più "pesante" dovrà essere fatto a livello locale. Non tutti sanno che i timori su una congestione digitale non riguardano le grandi vie d'accesso del web, l'equivalente delle autostrade e superstrade, bensì le strade provinciali e urbane che devono portare quel traffico in ogni città e in ogni casa. E' in questo settore che i margini di miglioramento sono più ampi e i costi di trasmissione ancora relativamente troppo alti.

La seconda considerazione, che l'Italia farebbe bene a tenere presente, è che il network di comunicazione ad alta velocità è, e sarà sempre di più, la spia dorsale dell'innovazione economica e scientifica, creando nuovi business, posti di lavoro e mercati. I paesi che restano indietro in questo campo, pagheranno un prezzo in termini di declino economico. "La domanda che oggi ci dovremo porre", dice il professor Odlyzko all'Herald Tribune, "è da dove verrà il prossimo Google, YouTube, eBay o Amazon".

mercoledì 12 marzo 2008

Alex Britti Milano

Alcuni giorni fa, giravo facevo zapping con il telecomando della TV, nell'intervallo della partita di Coppa dei Campioni Inter - Liverpool (vinta dal Liverpool per 1 rete a 0), sono incappato in una rete di videoclip musicali ( Credo che fosse All Music). Mi sono gustato la clip di Alex Britti, che in questo brano che propongo sul blog, ci dimostra di essere davvero un ottimo musicista. Peccato che non tutte le canzoni che propone sono all'altezza di questa che canta in questo filmato (se non sbaglio il testo dovrebbe essere di Maurizio Costanzo) e della sua bravura tecnica, che come si può vedere è notevole. Nick

Corrado Guzzanti - Don Pizzarro #01

A proposito della proposta di Giuliano Ferrara (con la supervisione di Ratzinger)di riformare la legge sull'aborto, ecco come Don Pizzarro (Alias Corrado Guzzanti) risponde al sudetto riformista. Ha ! Ha! Una risata lo seppellirà... Sperem. si sa le vie del signore... Nick

Collezione Dylan Dog -in ottimo stato - Un vero affare by Nick

Contatta il 3313495073

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