I carabinieri del NOE hanno eseguito il 27 maggio 25 ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di dipendenti e funzionari del Commissariato ai rifiuti della regione Campania. I reati contestati sarebbero traffico illecito di rifiuti, falso ideologico e truffa ai danni dello Stato e l’indagine nata da un’intercettazione avrebbe come oggetto il trattamento improprio delle ecoballe frantumate e sversate in discarica.
Il Prefetto di Napoli Alessandro Pansa ha ricevuto un avviso di garanzia concernente un atto da lui firmato, riguardante alcune prescrizioni alle quali avrebbe dovuto attenersi Fibe s.p.a. La società Fibe del gruppo Impregilo che gestiva l’intero ciclo dei rifiuti in Campania è attualmente sotto inchiesta insieme al presidente della Regione Antonio Bassolino. Michele Greco, attuale dirigente della Regione Campania e precedentemente alla Protezione civile, risulta fra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare, così come resterà “confinata” ai domiciliari Marta De Gennaro, già vice del sottosegretario Guido Bertolaso e responsabile del settore sanità della Protezione civile.
La nuova inchiesta culminata con le ordinanze del 27 maggio, portata avanti dai PM Paolo Sirleo e Giuseppe Loviello che in precedenza avevano già rinviato a giudizio i vertici della società Impregilo e lo stesso presidente Bassolino, mette in luce in maniera impietosa le profonde connivenze che intercorrono fra quella multinazionale del malaffare che è la camorra, molti rappresentanti della classe politica campana e delle istituzioni, unitamente ad elementi di spicco dell’imprenditoria nostrana.
Non è facile comprendere (e forse non lo sarà mai) se sia stata la camorra a gestire la politica, le istituzioni e le società private, oppure viceversa sia stato il “carrozzone istituzionale” a gestire la camorra, ma dovrebbe essere ormai chiaro a tutti come l’emergenza dei rifiuti di Napoli sia stata ingenerata dall’operato di questo sodalizio criminale che proprio all’interno dell’emergenza ha costruito e continua a costruire profitti miliardari sulle spalle di tutti i cittadini italiani e in particolar modo di quelli campani che oltre a pagare il conto economico come tutti gli altri, hanno perso il diritto alla salute come le esperienze di chi vive nel “triangolo della morte” stanno tristemente a dimostrare.
Il parlamentare Italo Bocchino, capogruppo vicario del Pdl alla Camera, sembra invece vivere in un microcosmo costruito ad hoc dove le inchieste dei magistrati restano relegate nel novero della fantasia e la camorra, quella vera, è costituita dai cittadini napoletani che protestano, non perché si rifiutino di accettare di buon grado un futuro di tumori per sé stessi e per i loro figli, ma semplicemente in quanto “pagati” per farlo dalla camorra stessa. Bocchino in un’intervista resa al Giornale, a metà fra il delirio onirico e l’esercizio della più becera disinformazione, rende noto perfino il “tariffario camorrista” oltretutto superscontato dal momento che a suo dire basterebbero 20 euro per far bruciare un cassonetto, 50 euro per costituire un blocco stradale e 100 euro per un’intera giornata di protesta.
Non sappiamo quanti euro siano stati necessari per indurre il deputato Bocchino a gettare discredito sulle spalle dei cittadini napoletani che protestano, anche se probabilmente si è trattato di un conto abbastanza salato, ma siamo certi che questo fulgido esempio di uomo politico nostrano non si è mai avventurato fra le fila dei contestatori di Napoli per cercare la conferma delle sue parole. Avrebbe trovato uomini e donne che stanno difendendo con i denti il loro diritto ad avere un futuro e sono costretti a combattere “gratis” ogni giorno, non solo contro la camorra ma anche contro beceri politicanti senza arte né parte che ne sostengono l’operato dispensando a piene mani la disinformazione.
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mercoledì 28 maggio 2008
Politica, camorra e fantasia
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Il «pocho» Lavezzi diventa un fumetto Disney: su Topolino si chiama Asciughezzi
| Carlo Panaro, creatore del personaggio, : «Lavezzi è stato richiesto da tantissime lettere arrivate in redazione» - Vedi la striscia | |
| Carlo Panaro, creatore del personaggio, ha confessato che «Lavezzi è stato espressamente richiesto in base alle lettere giunte in redazione». Nel numero 2739 del giornale a fumetti più amato da grandi e piccini il «pocho», con la sua consueta casacca azzurra, è il protagonista di una nuova striscia, «A tutto calcio». Quattro spiritose vignette in cui «Asciughezzi» incontra la sua tifosa più accanita, Amelia, rivolgendole un voi molto partenopeo. «Mi fa piacere – risponde la caricatura del calciatore alle dichiarazioni di tifo della fattucchiera – però vorrei chiedervi un favore. Quando un avversario mi fa fallo, evitate di fargli un sortilegio». Vana preghiera, visti i numerosi rospi in casacca rossa presenti sul campo |
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X Factor - cronaca della finale. Vincono gli Aram Quartet
RaiDue Simona Ventura Talent show X Factor
Tra poco più di tre ore si chiuderà questa prima edizione di X Factor. A contendersi il contratto discografico con Sony Bmg del valore di 300.000 euro sono Tony Maiello per la squadra di Mara Maionchi, gli Aram Quartet per quella di Morgan, Giusy Ferreri ed Emanuale Dabbono per il team di Simona Ventura. Il sondaggio che vi abbiamo proposto ieri, vede nettamente in testa gli Aram Quartet con un’incredibile numero di preferenze, ben il 58% del totale. Al secondo posto, seppure con un distacco abissale, Giusy Ferreri.
Ecco gli inediti che ascolteremo questa sera: Tony interpreterà Mi togli il respiro, un pezzo scritto da Antonio Galbiati (già autore di Pausini e Ramazzotti) e Saverio Grandi; gli Aram Quartet porteranno sul palco Chi (Who), scritta da Morgan e Gaudi; per Giusy Ferreri un brano composto da Tiziano Ferro e Roberto Casalino dal titolo Non ti scorderai mai di me; infine, Emanuele Dabbono si esibirà in una propria canzone, Ci troveranno qui, arrangiata per l’occasione dal maestro Lucio Fabbri.
Nel corso della serata sarà ospite d’eccezione Irene Grandi, mentre in veste di inviati speciali troveremo Elio, Nicola Savino e Daniele Bossari.
Ore 21.03. Puntualissima, inizia la trasmissione ed entrano i tre giudici di X Factor e il conduttore Francesco Facchinetti. Stranamente sobrio stasera Morgan, vestitino regissenato e maschera di piume rosse invece per Simona Ventura. Entrano immediatamente anche i 4 finalisti di X Factor: Tony Maiello, Aram Quartet, Giusy Ferreri ed Emanuele Dabbono. L’emozione dev’essere tanta e si sente soprattutto nella voce un po’ tremolante del conduttore. Pubblicità.
Ore 21.13. Si ricomincia con una clip sui finalisti, che tra poco si scontreranno nella prima manche con i loro brani inediti. Al termine della prima manche ci sarà subito un eliminato. Francesco e i giudici ragionano su come sia più difficile far “arrivare al pubblico” una canzone inedita rispetto ai brani portati fino ad ora. Prima dell’inizio della gara entra in studio anche Elio, che per l’occasione si presenta con una parruccona e una barba che lo fanno sembrare Gesù. Colpa delle droghe che le rockstar sono costrette a prendere, dice. Ed è subito Elio show. L’ordine di entrata della prima manche sarà: Emanuele, Aram Quartet, Tony e Giusy.
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lunedì 26 maggio 2008
Anema e core - Video di Pino Daniele
Insieme ai fatti tristi e drammatici che stanno accadendo a Chiaiano, per contrasto ho deciso di pubblicare su questo blog anche il nuovo video di Pino Daniele "Anema e core" girato sul Jolli Hotel di Via Medina a Napoli. Spero che della mia città si possa al più presto parlare di cose come la Musica e l'Arte ( come il video che potete vedere qui) e non più di fatti come quelli legati alla spazzatura. Altrimenti cosa ci campiamo a fare ? ... mi rendo anche conto che non si può vivere girando la faccia dall'altra parte e fare finta di niente. Insomma il mio vuole essere solo un auspicio alla normalità: é forse chiedere troppo ? Nick
ANEMA E CORE
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Chiaiano, notte carica di tensione Il governo: "Via quelle barricate"
- CRONACA
-
Riunione tra sindaci della zona e prefetto. "Stato non entra da porta di servizio"
L'esecutivo: fermezza. Maroni: "No all'esercito". Veltroni: "Non si usi la forza"
Manifestanti divisi, forse in nottata la decisione. Domani arrivano i tecnici
Bertolaso a 'Porta a porta': "Entro l'estate stop ai treni in Germania e altre regioni"
Gli occhi, dopo la tregua sancita ieri, sono puntati sulla prefettura, dove è in corso l'incontro tra i sindaci dei comuni di Marano e di Mugnano, il presidente della ottava municipalità di Chiaiano e il prefetto Alessandro Pansa. Un incontro che è andato per le lunghe, facendo slittare già un paio di volte l'orario dell'assemblea di piazza.
La barricata. Il nodo è una barricata di cassonetti saldati tra loro, filo spinato e catene a piazza Titanic, la porta d'accesso di Chiaiano: se sarà ancora lì lo scontro con le forze dell'ordine e quindi con lo Stato, sarà molto difficilmente evitabile. E Bertolaso lancia un appello che ha contribuito a placare un po' gli animi: "Vi prego domani fateci entrare tranquillamente a Chiaiano. Siate diffidenti, ma lasciatemi lavorare: fra venti giorni tireremo le somme e sarà tutto trasparente".
Il governo e la fermezza. Il problema non è tanto quello di consentire a tecnici e macchinari di raggiungere il sito: quello lo faranno molto probabilmente da una strada secondaria, visto che per togliere tutti i blocchi messi lungo via Cupa di Cane serviranno almeno due giorni. Quanto perché il governo sull'emergenza rifiuti, e dunque anche su Chiaiano, ha messo la faccia.
Berlusconi: "Nessun cedimento". Il premier Berlusconi che anche oggi ha ribadito che non ci sarà "alcun cedimento", tanto che ad alcuni esponenti azzurri Berlusconi ha spiegato che "tra qualche giorno apriremo la gara privata per la costruzione di termovalorizzatori". In caso contrario verrebbe intaccata la linea decisionista che l'esecutivo ha gettato sul piatto in questo inizio di legislatura. E sarebbe un regalo troppo grande per tutti gli altri comuni dove dovranno essere realizzate le discariche previste dal decreto e che aspettano di vedere come va a finire la partita di Chiaiano.
"Lo Stato non entra dalla porta di servizio". I messaggi alla piazza sono stati dunque inviati in maniera netta: quella barricata deve essere rimossa. E l'arrivo a Napoli di quasi 1.500 uomini delle forze dell'ordine è forse il segnale più indicativo. "Lo Stato non entra dalla porta di servizio" ha detto chiaro e tondo il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, ai rappresentanti dei manifestanti. Concetti ribaditi oggi dal ministro della Difesa Ignazio La Russa.
Bertolaso ha evitato di affrontare direttamente l'argomento, ma ha ribadito che "domani mattina alle sette i tecnici entreranno nel sito". E da palazzo Salerno, dove oggi si è tenuta la prima riunione del tavolo dei tecnici, fanno filtrare che gli stessi rappresentanti indicati dai cittadini di Chiaiano hanno firmato il verbale in cui si ribadisce che verrà consentito l'accesso alla cava per effettuare tutte le analisi necessarie, come stabilito ieri.
Manifestanti divisi. Resta l'incertezza sulle barricate. Gli amministratori locali, dal sindaco di Marano a quello di Mugnano, hanno lanciato un appello ai cittadini chiedendo esplicitamente che si cominci a smobilitare. Ma gli stessi manifestanti sono tra loro divisi tra i duri e chi è disposto a dare fiducia alle istituzioni. Impossibile, per ora, prevedere come andrà a finire.
L'esercito. Intanto si dibatte sull'eventualità dell'utilizzo dell'esercito per il presidio di siti e impianti, le cosiddette 'aree di interesse strategico nazionale'. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha spiegato di non essere d'accordo con l'uso dell'esercito per funzioni di ordine pubblico. E anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha fatto sapere che le forze armate possono essere impiegate solo in ausilio e su richiesta del sottosegretario Bertolaso.
Veltroni. Contrario all'utilizzo dei militari anche il Pd che, comunque, è d'accordo con la determinazione del governo nel contrasto all'emergenza: "Bisogna cercare di evitare l'uso della forza il più possibile - ha sottolineato Walter Veltroni - e, insieme all'elemento della determinazione nel portare a compimento questo risultato, bisogna che ci sia qualcosa che attiene alla cultura, al senso del vivere civile, ad uno spirito di comunità, che se si rompe, finisce per creare solo conflitti tra quartieri, regioni, etnie. Ed è l'inizio della fine".
Iter del decreto. Da domani inizierà l'iter del decreto, contenente anche i siti individuati per le discariche (e dunque quella di Chiaiano, sul quale entro 20 giorni ci sarà il verdetto di idoneità), alla Camera. Il testo sarà assegnato alla commissione Ambiente e dovrebbe procedere speditamente per arrivare in Aula tra 10-15 giorni. E in commissione verranno sentiti al più presto, forse già giovedì il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e il sottosegretario Guido Bertolaso, che stasera ha parlato della situazione a 'Porta a porta'.
Bertolaso a 'Porta a porta'. "Entro l'estate cesserà il trasporto di rifiuti via treno in Germania, così come verso le altre regioni", ha annunciato il sottosegretario che ha anche parlato della realizzazione dei termovalorizzatori: "Oggi ho scritto al sindaco di Napoli chiedendogli di indicarmi un sito per realizzare il termovalorizzatore di Napoli: ha trenta giorni di tempo per decidere, poi bisogna cominciare i lavori". Quello di Salerno, ha spiegato, sarà pronto entro due anni-due anni e mezzo; per Santa Maria la Fossa c'è il progetto ed il terreno i lavori cominceranno entro il 2008; per quello di Acerra, ha aggiunto, "ho la tempistica ma non la dico, ma sarà una data che segnerà la svolta". Sul termovalorizzatore di Acerra ''ho le tempistiche, ma mi guardo bene dal dirle. Quando sarò sicuro dell'accensione del termovalorizzatore, lo dirò e sarà una data importante''.
Discariche. Il sottosegretario ha fatto un accenno anche alla discarica di Sant'Arcangelo Trimonte, in provincia di Benevento e quella di Savignano Irpino, in provincia di Avellino: "Saranno pronte entro la metà del prossimo mese", ha spiegato Bertolaso. "Per Terzigno - ha aggiunto - dobbiamo riprendere l'attività con la comunità locale. Per domani è previsto un incontro con il sindaco, ma Terzigno è un luogo sicuramente importante". Mentre per Valle della Masseria del re, sito accanto a quello di Macchia Soprana nel territorio di Serre e unico funzionante, Bertolaso ha detto che "sarà l'ultima opzione a cui si farà ricorso", anche perché "intendo rispettare l'accordo dei miei predecessori". "Entro fine anno - ha sottolineato - ogni provincia della Campania dovrà avere una sua discarica, evitando così malumori e proteste".
Allarme caldo. Il sottosegretario, infine, ha lanciato un allarme: con il caldo, ha detto, "i rischi sanitari ci sono". "Oggi - ha aggiunto - ci sono stati 31 gradi all'ombra, domani se ne prevedono 32, e il trend è destinato a non diminuire. Il problema sanitario c'è con i rifiuti che rimangono per strada".
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L'Italia che non va in Rete
La ricerca: in quattro anni il numero di navigatori è cresciuto del 7%
Boom di pc, videofonini,
fotocamere digitali.
Ma è lento l'aumento
nell'uso di Internet
Per unire l'Italia nella modernità tecnologica Giovani cinesi in un Internet point: i Paesi asiatici puntano molto sullo sviluppo della Rete e sul suo utilizzo da parte della popolazione (Reuters)
non basta ridurre il cosiddetto digital divide, il divario digitale che vede alcune zone del Paese infrastrutturalmente svantaggiate rispetto ad altre. Perché i consumatori italiani sono divisi anche culturalmente. E se da una parte c'è un'avanguardia attratta dalle nuove tecnologie della comunicazione, dall'altra c'è un'ampia retroguardia che delle tecnologie si fida poco, è indifferente o giudica i servizi offerti troppo complicati per essere veramente utili. Ecco, in sintesi, il risultato di una ricerca, Ict Monitor, realizzata dalla Between di François de Brabant e da Gipieffe sul rapporto tra gli italiani e la tecnologia.
Intendiamoci, la dotazione di strumenti hi-tech nelle nostre case è in forte crescita: dal 2004 al 2007, per esempio, il numero di lettori Dvd è raddoppiato, passando dal 36% al 72% e i computer, nello stesso periodo, sono aumentati dal 46% al 60%. Per non parlare di altri oggetti, che hanno segnato un vero e proprio boom: i telefonini non tradizionali (con fotocamera, videofonino, tivufonino, smartphone) sono quintuplicati: dal 12% al 63%; idem le macchine fotografiche digitali dal 19% al 50%, gli iPod e gli Mp3 dal 6% al 32%, i televisori a schermo piatto (plasma, cristalli liquidi, Hd ready o non Hd ready) dal 3,5% al 21%.
Ma il panorama cambia radicalmente se andiamo a vedere l'utilizzo dei servizi online e l'accesso alla banda larga (cioè l'Internet veloce). Qui i numeri sono molto meno entusiasmanti: il possesso di un collegamento a banda larga, che nel 2004 era prerogativa del 10% degli intervistati (2.500 interviste individuali), si è esteso al 29% del campione. A fronte di questa maggiore dotazione di rete, quelli che usano il web, da casa o dal luogo di lavoro, sono aumentati in quattro anni solo di 7 punti percentuali, passando dal 35% al 42%. Gli utenti di e-commerce, pur raddoppiati (dal 7% al 14%) sono ancora un'élite. E, soprattutto, sono soltanto il 6,7% gli italiani che utilizzano i servizi di banca online.
Si tratta di un quadro importante, nei suoi chiaroscuri, perché aiuta a rispondere alla domanda, anzi alla domandona che in questo periodo più intriga le aziende di Ict (le varie Telecom, Vodafone e Fastweb) così come i responsabili della politica industriale. La domanda riguarda la quantità e l'intensità di risorse economiche da dedicare allo sviluppo della rete a banda larga e ultra-larga per sviluppare nuovi servizi video fissi e mobili e dare al Paese un'infrastruttura avanzata. La posta in gioco è alta e alta è la scala degli investimenti richiesti. In Giappone, Corea del Sud e Singapore, i governi si sono impegnati in ambiziosi piani di cablatura con l'obiettivo di dare «100 megabit a tutti». Ma il Giappone e gli altri Paesi asiatici hanno una cultura e una pratica tecnologiche consolidate e diffuse (si può dire: hanno la tradizione della modernità) e rappresentano perciò mondi davvero lontani.
La via europea alla banda larga, per ragioni di cultura e di bilancio pubblico, è molto meno dirigista e più prudente. «Soprattutto — commenta de Brabant — è più legata al tema della competizione e del mercato, anche se con alcune importanti eccezioni: la Commissione Attali ha chiesto la banda ultralarga come servizio universale per il 2016 e Francesco Caio deve consegnare a settembre a Gordon Brown il piano a banda ultralarga per la Gran Bretagna». La posizione prevalente tra gli operatori, comunque, si può riassumere così: investiamo man mano che all'orizzonte si profila l'interesse del pubblico, cioè emerge un mercato. Prudenza più che giustificata, se si considerano dati come quelli di Ict Monitor sull'Italia.
Ma guardiamoli più da vicino, questi italiani tecno-diffidenti. Complessivamente, gli «arretrati», gli «indifferenti» e gli «ambivalenti» (come li chiama la ricerca) rappresentano quasi la metà del campione; e la loro distanza dalla tecnologia aumenta con l'avanzare dell'età e col ridursi del reddito e della scolarità. I più emotivamente avversi temono i rischi per la salute e il «bombardamento cognitivo». I più razionali (sempre nella fascia dei tecnofobi) lamentano — giustamente — l'eccessiva macchinosità che caratterizza ancora molti servizi online.
La semplicità, peraltro, è considerata un valore anche dall'altra metà del campione — quella tecnofila — composta dagli «affascinati», dagli «evoluti» e dai «trend setter»: vera e propria tecno-avanguardia — quest'ultima — che usa Internet, fa la spesa con l'e-commerce e usa i servizi di e-banking, ignorati dai più. Non è un caso che i servizi più apprezzati siano l'e-commerce per viaggiare (preferenza che accomuna vecchi e giovani, utenti di treni e utenti di aerei), le aste online (spettacolare anche in Italia il successo di eBay, che offre un servizio chiaro, certificato e utile), l'acquisto di biglietti per concerti e lo shopping di libri e Dvd. Male l'e-banking, dicevamo: solo il 6,7% degli italiani, secondo Ict Monitor, lo usa. Un po' perché gli utenti non si fidano, un po' perché le banche a quanto pare non lo spingono troppo. Eppure alcuni siti di online banking sono molto chiari, e, almeno per controllare i propri estratti conto o per fare bonifici, possono risparmiare al cliente la coda allo sportello. Pare sia frequente il caso di adulti che entrano una volta nel sito della banca con l'assistenza del figlio; ma, anziché riprovare da soli, rinunciano e tornano al tradizionale «salto in filiale».
Questo porta a concludere che per affermarsi la tecnologia deve sostituire un'abitudine radicata con un'abitudine più comoda: difficile pensare a processi «calati dall'alto». Da questo punto di vista una delle due tecnologie più amate dagli italiani è senza dubbio il telefonino. Ed è quindi prevedibile che la futura rivoluzione della banda larga avrà nel telefono cellulare e nella televisione (l'altra tecnologia prediletta) i suoi centri propulsori. Questo se parliamo di mercato. Un buon contributo dello Stato all'innovazione, invece, sarebbe quello di offrire servizi di e-government realmente efficaci all'insegna della semplicità: ma, come sappiamo, ciò presuppone un ridisegno della Pubblica amministrazione assai complesso, che è stato avviato ma è ben lontano dall'essere concluso. In un certo senso è il gatto che si morde la coda: se i contenuti dei servizi offerti migliorano, migliora anche la risposta del pubblico: e questo incoraggia gli investimenti in infrastrutture. Ma la qualità dei servizi dipende anche dalla potenza di banda. Grazie alla quale si può dare velocità di navigazione e qualità video molto alta. Sarebbe però sbagliato concentrare tutta l'attenzione sulle fibre ottiche e sulle autostrade del futuro: importante è avere le automobili da mettere in pista.
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Campania. J'accuse.
25 Maggio 2008
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“Signor Presidente della Repubblica Italiana,
permettetemi, grato, per la benevola accoglienza che un giorno avete fatto, di inviarmi la Vostra approvazione per la mia raccolta di testimonianze sul precariato, di dirvi che la Vostra stella, se felice fino ad ora, è minacciata dalla più offensiva ed inqualificabile delle macchie. Ma quale macchia di fango sul Vostro nome, stavo per dire sulla Repubblica che rappresentate, soltanto quell'abominevole affare della Campania!
Per ordine di un Consiglio dei ministri, la gestione criminale dello smaltimento dei rifiuti in Campania degli ultimi venti anni è stata trasformata in un problema di ordine pubblico, ignorando la verità e qualsiasi giustizia. È finita, l’Italia ha sulla guancia questa macchia, la Storia scriverà che sotto la Vostra presidenza non è stato punito questo crimine sociale. E poiché è stato osato, oserò anche io. La verità, la dirò io, la chiederò io, poiché ho promesso di dirla e di cercarla, se la giustizia, regolarmente osservata non la proclamasse interamente. Il mio dovere è di parlare, non voglio essere complice. Le mie notti sarebbero abitate dallo spirito delle persone innocenti che espiano colpe non loro. Ed è a Voi signor Presidente, che io griderò questa verità.
Per prima cosa, la verità sulle discariche dei rifiuti industriali delle aziende del nord Italia sepolte in discariche abusive dalla Camorra. La verità sull’aumento dei tumori nel triangolo della morte di Nola, Acerra e Marigliano. La verità sulle sostanze radioattive, sui rifiuti cancerogeni scaricati alla luce del sole, in modo incessante, con i camion, dove le autorità non potevano non sapere. Emma Marcegaglia stanzi un fondo della Confindustria per la bonifica a carico delle aziende che hanno inquinato la Campania, se così non fosse, sia lo Stato a ricercare i responsabili, a liquidare le loro aziende e destinare i proventi a un Commissariato sotto la Sua autorità.
Per seconda cosa, la verità sulle connivenze tra la Camorra e le istituzioni in Campania, sulla gestione dei politici che hanno devastato la Sua regione in questi anni, sulle assunzioni clientelari, sulle coperture di partito bipartisan, sulla mancata destituzione del Presidente della Regione Antonio Bassolino, sotto processo per il ruolo di commissario per l’emergenza rifiuti insieme a Pier Giorgio Romiti, ex amministratore delegato della Impregilo, e ad altri nomi eccellenti. La verità sulla mancata destituzione di Rosa Russo Jervolino, sindaco di Napoli, alla quale si può imputare, senza ombra di dubbio, una totale incapacità come amministratrice per l’emergenza rifiuti. La verità sulla mancata ricerca dei responsabili delle decine di società di smaltimento dei rifiuti, così vicini ai politici e per questo inamovibili. La verità sulla loro mancata sostituzione di fronte all’evidenza del disastro annunciato.
Per terza cosa, la verità sui fondi europei, sui miliardi di euro destinati alla Campania in questi molti anni. La verità sul loro ammontare, sulla loro destinazione, sul loro utilizzo, su chi li ha gestiti, sui depuratori non funzionanti e, forse, neppure avviati, sulle bonifiche dei siti inquinati mai portate a termine, sulle strutture inesistenti per la raccolta differenziata, sugli impianti per il riciclo di carta, vetro, plastica che dovrebbero esserci, ma non ci sono.
Solo dopo l’accertamento di queste verità, si potrà procedere a porre sotto segreto di Stato le discariche, a militarizzare la Campania, a inviare la Polizia contro i cittadini, anche a manganellarli, se necessario. Solo dopo l’accertamento di queste verità si potrà pretendere dai campani un comportamento rigoroso, ispirato alla correttezza civile senza alcuno sconto verso le Istituzioni e verso la propria coscienza. Solo dopo l’accertamento di queste verità, caro Presidente, solo dopo la cacciata dei primi responsabili politici dello sfascio, si potranno chiedere sacrifici ai cittadini, prima si devono porgere loro le scuse dello Stato che non ha saputo proteggerli e che oggi li criminalizza.
Quanto alla gente che accuso, non ho contro di loro né rancore né odio. Sono per me solo entità, spiriti di malcostume sociale. E l'atto che io compio non è che un mezzo per accelerare l'esplosione della verità e della giustizia. Ho soltanto una passione, quella della luce, in nome dell'umanità che ha tanto sofferto e che ha diritto alla felicità. La mia protesta infiammata non è che il grido della mia anima.
Vogliate gradire, signor Presidente, l'assicurazione del mio profondo rispetto.” Beppe Grillo
Lettera liberamente ispirata a "J'accuse" di Emile Zola.
----> Segui gli avvenimenti di Chiaiano su Meetup Napoli. Clicca.
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Scontri a Chiaiano
E' scoppiata nella notte la rabbia dei manifestanti di Chiaiano, quartiere di Napoli, individuato come sito per una discarica. La situazione è davvero delicata. Si contano già undici feriti e tre fermi. Un agente è rimasto ustionato da una molotov, un ragazzo è finito all'ospedale dopo essere caduto da un parapetto.
Su YouTube ci sono già tantissimi video (qualcuno potete vederlo in questo post) caricati dai manifestanti che si sono presentati con videocamere e videofonini.
"Lo sapevamo che non avrebbero risparmiato questa zona. L'inserimento di Chiaiano nella lista dei siti è un dispetto. Noi non arretreremo". Queste le parole dei presenti che per tutta la notte hanno tenuto testa alle forze dell'ordine. Gli scontri sono stati davvero duri e la situazione non è per nulla rientrata.
Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, in merito agli scontri tra polizia e manifestanti a Chiaiano ha detto: "Il mio augurio e invito è che la polizia usi il massimo di comprensione possibile e il minimo di forza, però è anche evidente una cosa, che i cittadini si devono rendere conto che la situazione è cambiata, adesso ci troviamo di fronte a una legge firmata dal presidente del consiglio e controfirmata dal presidente della Repubblica". Parole inutili dato che sono state lanciate bombe-carta e molotov verso la polizia schierata. Rimosso verso mezzogiorno l'autobus che bloccava gli accessi alla discarica.
Per seguire la situazione in tempo reale visitate Repubblica, Tgcom e Corriere.
Qui sotto il testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in merito ai siti prescelti:
Il decreto di misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza rifiuti in Campania è stato pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale n. 120 del 23 maggio. Il provvedimento, ora in vigore, prevede che lo stato di emergenza cessi il 31 dicembre 2009. Nel testo è contenuta la nomina del neo sottosegretario Guido Bertolaso e l'elenco delle 10 discariche da utilizzare per lo smaltimento dei rifiuti.
Si tratta di:
Sant'Arcangelo Trimonte (Bn) località Norecchie,
Savignano Irpino (Av) località Postarza,
Serre (Sa) località Macchia Soprana e Valle della Masseria,
Andretta (Av) località Pero Spaccone,
Terzigno (Na) località Pozzelle e Cava Vitiello,
Chiaiano (Na),
Caserta località Torrione (Cava Matroianni),
Santa Maria La Fossa (Ce) località Ferrandelle
Tag: Chiaiano, discariche, napoli, politica, polizia, rifiuti
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Discarica Chiaiano-Marano manifestazione pacifica bambini
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1. Flora, 2 giorni fa, ore 15:54
sono di Milano e non riesco a capire fino in fondo queste proteste/insurrezioni popolari anti-discarica o meglio anti-tutto. Anche da noi sono state fatte discariche, inceneritori e quant'altro e non erano certamente tecnologicamente avanzate come quelle che si dovranno realizzare in Campania (da noi ci sono da più di 20 anni). Anche qui ci sono state proteste (vedi Figino/Pero). E' ora di finirla con i boicottaggi che portano solo alla situazione che abbiamo tutti sotto gli occhi. Da qualche parte la "monnezza" va stoccata. Che se ne facciano una ragione!
2. Alieno, Ieri, ore 00:32
Il dissenso in un Paese civile e democratico è legittimo.
Ma questa roba non è dissenso, nè manifestazione di protesta.
Inutile mentire, questi dimostranti son tutto tranne che civili, democratici ed intenzionati a far valere i loro diritti in maniera civile. Un conto è cartellonistica, slogan, discorso, canto, ballo e quel che si vuole. Un conto è cercare lo scontro andando addosso alle forze dell'ordine: a qual scopo? Per manifestare non serve mica, nè per un dialogo serve il contatto così.
L'intento dunque è lo scontro e la polizia deve difendere democrazia, civiltà e Stato, affinchè siano ancora parole credibili, autorevoli.
Quegli pseudodismostranti son tutto, ma non quel che dicono di essere. Chiamateli fascisti o comunisti, violenti o furbetti provocatori, ma certo non han cultura civile nè civica e ci fanno vergognare.
Mi scuso con le forze dell'ordine costrette ad un lavoro ingrato da esercitare contro ingrati.
Alieno