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Sono nato e vivo in una città che odio e amo : Napoli

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giovedì 3 aprile 2008

la vignetta di Altan

mercoledì 2 aprile 2008

I Pescatori - dal film Il Postino con M. Troisi

Questa Clip è tratta dal Film IL POSTINO, che vedeva come interprete principale il compianto Massimo Troisi e che vedeva anche l'interpretazione straordinaria, nei panni del poeta cileno Pablo Neruda, il grande attore francese Philippe Noiret. Ho deciso di pubblicare la clip sul Blog perché in questi giorni mi trovo indeciso a chi dare il mio voto, così ancora una volta, il grande Cinema mi ha aperto un finestra sull'orizzonte e ora so a chi votare ( anche se in verità, lo scetticismo sul quadro generale non è scomparso del tutto). Un Nick meno indeciso.

martedì 1 aprile 2008

Art Spiegelman

Spiegelman "Americani
puritani e pornografi"

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Un nuovo album dall’autore di Maus "Non è da leggere seduti alla toilette"

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SYLVAIN CYPEL

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clip_image005NEW YORK
Ama enormemente questa frase di Miles Davis: «Prima suono, poi vi spiego...». L’autore di Maus - questo straordinario racconto allegorico della Shoah che ha al centro la deportazione di suo padre ad Aushwitz - pubblica ora Breakdowns, un nuovo fumetto costruito intorno a disegni giovanili, con un’introduzione disegnata e una postfazione scritta. Lui preferirebbe che i lettori cominciassero con il leggere questa sua nuova opera appena presentata al Salon du livre di Parigi.
In realtà Art Spiegelman vorrebbe davvero soltanto «spiegare».Breakdowns è «difficile, complicato». Teme che i lettori restino disorientati. È un fumetto «distruttivo», maturato in un’epoca (1972-77) in cui, sprofondato nelle sue ricerche, pubblicava soltanto su riviste underground. Vi si ritrovano le ossessioni della giovinezza che non l’hanno mai lasciato e che Maus, la sua opera più narrativa, nascondeva anche se solo in parte. Cos’è un artista? Cos’è il pensiero, la memoria, la percezione? Che relazioni ci sono tra loro? «Nel fumetto c’è più pensiero che inchiostro», afferma.
Ci riceve nel suo studio di Manhattan. «Esco poco. Non si può più fumare da nessuna parte!». Dice che il divieto di fumo, che ormai si estende anche nei condomini, è dovuto al puritanesimo americano. Negli Anni 70 aveva pubblicato Prince Rooster, un libro per ragazzi basato su una favola hassidica del Rabbi Nachman di Breslavia. Numerosi editori glielo avevano rifiutato perché l’eroe vi compariva nudo. Le librerie lo esponevano soltanto nella sezione riservata agli adulti. Il corto circuito puritanesimo-pornografia, spiega Art Spiegelman, è una specialità anglosassone. «La nostra cultura popolare è situata grosso modo tra i seni di Janet Jackson e il clitoride di Paris Hilton», dice. «Ma far vedere un pene in un fumetto, no, non si può! Eppure siamo costretti ad ascoltare polemiche aberranti sulle cellule staminali o Darwin».
Breakdowns, il fumetto come esperienza artistica e autobiografica per quest’uomo di 60 anni. Non una storia ma frammenti, schizzi, strizzatine d’occhio. Le scintille volano per ritornare all’essenziale. E di colpo, su un palco consacrato a una disputa infantile e apparentemente anodina, si ritrova adulto. Il commento di un disegno: «Nel 1968 mia madre si è uccisa. Senza lasciare una parola. È strano il modo in cui funziona lo spirito... Avevo dimenticato il suo suicidio...». Come suo padre, anche lei era sopravvissuta ad Auschwitz.
Non anticiperemo niente della nuova opera. Se ne avrebbe a male. Bisogna lasciare che il lettore «innanzitutto possa leggere» come lui è diventato disegnatore: le sue aspettative, le frustrazioni, gli exploit concettuali. Vi si ritrovano anche gli abbozzi di Maus, pubblicati nella rivista Funny Animals. Art è felice che questo libro sia pubblicato, per far vedere che Spiegelman non è Maus. Ma al tempo stesso non cerca di disfarsene: «Sono 13 anni della mia vita». Maus era dentro di lui prima e continua a esserci.
Spiegelman ci parla di Israele, dove ha avuto «le maggiori difficoltà» con questo fumetto. Il libro è stato tradotto in 30 lingue, compreso il pashtun afghano. Ma solo il primo volume è apparso in Israele. «Ho avuto dei problemi con l’editore», spiega. «C’è una visione specifica israeliana dell’Olocausto. Ora, Maus è l’opera di un ebreo della diaspora. Parlare di Shoah senza evocare Israele, a loro non sembrava possibile». Lui stesso negli Stati Uniti è considerato un anti-israeliano. È una questione che lo annoia.
«Io sono a-sionista, che è come dire agnostico. Sono a favore dell’esistenza di Israele, ma questo Stato ha commesso e commette dei crimini contro la popolazione della zona. Non è il solo. Ma cosa volete? Essendo ebreo dovrei essere meno critico verso Israele che nei riguardi del mio paese?». Nel 2002, dopo aver sbattuto la porta del New Yorker, la rivista in cui lavorava da più di 10 anni e della quale aveva costruito l’identità grafica più corrosiva. Perché? «Per protesta contro l’asservimento dei media» al potere e alla verità di Stato americana dopo l’11 settembre. Sua moglie, francese, ne è tuttora l’art director.
Preferisce però tornare velocemente alle riflessioni intorno a Breakdwns. «In fondo, i primi fumetti sono stati le vetrate delle cattedrali». La costrizione dello spazio in pagina fa sì che i fumetti siano più simili all’architettura che alla letteratura o al cinema, dove invece si può dare all’opera il ritmo preferito. Lui ha voluto liberarsi da questa schiavitù. «È successo con mio padre. Non sono mai riuscito a fargli raccontare la sua vita in modo lineare. Parlava di Aushwitz e passava a un episodio del 1950, per poi tornare al ghetto e alla deportazione...». Racconto, memoria, frammento, struttura: è su questo insieme che Art Spiegelman lavora. «Mio padre mi ha insegnato come riempire una valigia al massimo. Era indispensabile per scappare dai nazisti. E così mi ha insegnato a dare una struttura ai fumetti». Su una striscia nessuno spazio è inutile. Breakdowns è incredibilmente denso di riferimenti, in senso vero e nascosto.
Lui che rivendica la sua origine nella cultura popolare non accetta alcuna concessione. «Ho voluto realizzare dei fumetti da leggere con un segnalibro, non seduti alla toilette. Se Claude Lanzman avesse voluto fare un film per il grande pubblico, Shoah durerebbe 80 minuti. Invece dura 9 ore ed è un’opera immensa, senza una sola immagine d’archivio». Questo gli sembra fondamentale.
Art Spiegelman sta lavorando a due progetti, un libro per bambini e le vetrate per una scuola newyorkese di belle arti: «Essere artisti significa dare forma a ciò che si pensa, che si sa e si sente». Noi prendiamo.
© Le Monde
Nazisti gatti, ebrei topi
Spiegelman deve la sua fama principalmente a un’unica opera, Maus, un romanzo (auto)biografico in fumetti pubblicato tra il 1973 ed il 1991, dove si narra la storia del padre, Vladek Spiegelman, un ebreo polacco sopravvissuto alla Shoah.
Maus usa la forma di fumetto allegorico (i nazisti sono gatti, gli ebrei topi, ecc...) per dare corpo all'essenza della narrazione spogliandola degli elementi di identificazione e lasciando l'essenza della dimensione tragica. Di questo romanzo - che nel 1992 gli ha fruttato uno speciale premio Pulitzer - Umberto Eco ha detto: «È una storia splendida; ti prende e non ti lascia più».

Addio a Dave Stevens

FUMETTI: ADDIO A DAVE STEVENS, CREO' IL SUPEREROE ROCKETEER

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New York, 30 mar. - (Adnkronos) - L'artista americano Dave Stevens, celebre per aver creato il fumetto dei "The Rocketeer" e che ha rilanciato il mito di Bettie Page, regina delle prime pin-up, e' morto all'Emanuel Medical Center di Turlock, in California, per complicazioni legate alla leucemia. Aveva 52 anni. L'annuncio della scomparsa, avvenuta nei giorni scorsi, e' stato pubblicato oggi dal ''New York Times''.
Considerato uno dei migliori fumettisti della sua generazione, Stevens ha legato il suo nome principalmente a Rocketeer, il supereroe protagonista dell'omonima serie pubblicata per la prima volta nel 1982, vero e proprio atto di amore nei confronti degli eroi a fumetti pulp degli anni Venti e Trenta e delle pin-up, a partire dalla bomba sexy Page. La carriera professionale di Dave Stevens, al tempo stesso disegnatore e sceneggiatore, inizia nel 1975 come inchiostratore di Russ Manning sulla striscia giornaliera di Tarzan, che lui stesso' realizzo' per tre anni. Sette anni piu' tardi Stevens pubblica il primo episodio di ''The Rocketeer'' in appendice alla collana Starslayer di Mike Grell.
Le avventure del supereoe Rocketeer, disegnate con uno stile che ricorda le copertine delle riviste pulp della prima meta' del XX secolo, appare in racconti brevi dal 1982 fino al 1995 e nel 1991 diventa un film prodotto dalla Disney, interpretato da Billy Campbell. ''The Rocketeer'' e' stato anche un albo di grande successo con 25 numeri pubblicati.

lunedì 31 marzo 2008

Premio XL

dieci anni di festival

Speciale Comicon

60 anni di Tex Willer, 40 anni dal ’68, 20 dalla morte di Paz. Sono molte le ricorrenze festeggiate quest’anno dal salone internazionale del fumetto (dal 24 aprile a Napoli), arrivato alla decima edizione. E poi ci siamo noi zombie di Xl...
PREMIO XL: VOTA IL FUMETTO MIGLIORE


Rosso è il sangue, rosse la passione e la rivoluzione. Rosso è il fuoco di Mattotti, l’erotismo di Pichard e quello più provocatorio di Wolinsky. Rosso è il colore attorno al quale ruotano mostre e ospiti del Salone Internazionale del Fumetto Napoli Comicon di quest’anno. «Siamo alla decima edizione, e raggiungere il traguardo dei dieci anni a Napoli è come aver superato i venticinque da qualsiasi altra parte», esordisce l’organizzatore Claudio Curcio, mentre fervono le attività per l’inaugurazione del 24 aprile a Castel Sant’Elmo. «Se inviti ospiti della parte opposta del mondo e ti senti rispondere “ma con la mondezza come facciamo?” capisci che stai facendo quasi un miracolo. Qui i bilanci delle istituzioni vengono chiusi a maggio-giugno, per cui il Comicon, che è ora, è un tuffo nel vuoto. Nessun contributo è certo. Ma questa difficoltà ci rende doppiamente soddisfatti. Quando ci siamo buttati in questa impresa eravamo un’associazione di appassionati che ruotava attorno a un negozio di fumetti. Dopo dieci anni ci ritroviamo tra le mani un festival che è un riferimento europeo».
Peculiarità fondamentale del Comicon è sempre stata la presenza di numerosi ospiti internazionali, tornati sempre con piacere per la gradevole atmosfera che circonda il Festival. «Lorenzo Mattotti fu il primo ospite d’onore nel ’98 e quest’anno torna con la mostra del suo capolavoro Fuochi. Torna Miguel Ángel Martín, anche lui ospite del primo Comicon e vincitore nel 2007 del premio XL». Tra gli ospiti statunitensi di quest’edizione Terry Moore, John Cassaday, creatore dell’epopea supereroistica Io sono Legione, e Frank Cho, celebre autore della saga di Liberty Meadows e dell’ultimo Iron Man.
«Ho un aneddoto su Cho», aggiunge Curcio. «C’è un ragazzino che ci chiama spesso e falsa anche la voce per non farsi riconoscere, per farci sempre la stessa domanda: “Avete mai pensato di invitare Frank Cho?”. Quest’anno lo abbiamo soddisfatto. Terry Moore invece venne a Napoli nel ’96, prima della nascita del Comicon, e fu ospite del negozio dal quale è partito tutto. Sarà bello rivedersi ora che il suo Stranger In Paradise è acclamato negli Stati Uniti».
Ma anche il “nostro” Alejandro Jodorowsky è un grande amico del Comicon. Ci sarà? «Certo, Alejandro è lo sceneggiatore di grandi capolavori del fumetto e torna dopo quattro anni, con un’importante mostra di tutti i suoi disegnatori, tra cui Juan Gimenez che sarà anch’egli presente al festival, coautore con lui della storica saga dei Metabaroni. Mi ricordo che salvammo Alejandro dalle pressioni di un suo lettore che voleva portarlo con sé per fargli operare una guarigione. Lo abbiamo tenuto nascosto, dopo che aveva cercato inutilmente di spiegargli che non è un santo guaritore». Rosso è anche il colore delle bandiere della stagione politica del ’68, al cui quarantennale il Comicon dedica la mostra di autori del progetto Futuro Anteriore, coordinato assieme al Centro Fumetto Andrea Pazienza.
«Anche questo ha una ricorrenza», ricorda Alino, altro organizzatore. «Sono venti anni dalla nascita del centro e dalla scomparsa del compianto Paz, a cui pure è dedicata una mostra. Mentre a festeggiare sessanta anni è Tex Willer, anche lui protagonista di un’esposizione». E di noi di IUK cosa ci dite? Visto che il tema è il rosso, vi forniremo un po’ di sangue grazie alla nostra mostra-installazione NecroComicon, che vedrà i personaggi di IUK defunti e “zombizzati”, come appaiono nei fumetti delle prossime pagine.
«Veramente voi siete l’unica nostra preoccupazione», aggiunge Claudio. «Lo scorso anno con le vostre follie pop e i vostri toys avete provocato le ire di Igort, altro amico del Festival. Quest’anno cosa ci aspetta? Intanto stigmatizziamo la storpiatura del nostro nome per questa operazione, che si annuncia di iattura visto il tema mortifero che avete scelto». Ti sbagli, sarà un onore per il Comicon. Lo scorso anno abbiamo presentato il progetto IUK, Italian Underground Komix, e quest’anno lo assassiniamo, sempre là da voi. Risorgerà come acronimo di International Urban Kulture. Come le formazioni politiche in Italia anche noi voltiamo le spalle alle nostre origini, cambiamo nome e simbolo, ma rimaniamo gli stessi. E mentre voi brinderete ai dieci anni il nostro NecroComicon griderà dal tunnel dell’orrore «ricordati che devi morire!», come il frate invasato nel film Non ci resta che piangere. «Eh sì, mo’ me lo segno!», mi rispondono in coro - come Massimo Troisi - i ragazzi del Comicon dall’altra parte della cornetta.

La Musica Del Cuore

Sono Silvia la moglie di Nick,ho deciso di parlarvi di lui, di dirvi che è una persona dai mille interessi intelligente simpatico e bellissimo. Ama la musica, la conosce tutta è un mostro. Ma non sa che LUI e SIMONE sono la musica più bella e armoniosa che io abbia mai ascoltato........................

Vi AMO

Silvia

domenica 30 marzo 2008

Simon's Cat - Ne combina una delle sue

Ecco un nuovo episodio del nostro "simpatico" gattino. Non so perchè, ma oltre ad avere lo stesso nome di mio figlio, ho la vaga impressione che abbia anche lo stesso carattere. Nick

Da Piazza Municipio a...

Quella di oggi è stata proprio una bella giornata di sole. Sono uscito verso le 11 del mattino da casa, armato della mia macchinetta fotografica e mi sono recato verso Piazza Municipio. Da Piazza Carlo III ho preso l'autobus n 201 che mi ha portato alla femato di via Medina. Una volta sceso dal mezzo pubblico ho proseguito a piedi da Piazza Municipio, Piazza Trieste e Trento, Piazza del Plebiscito, Via Chiaia e altre stradine e vicoletti interni. La giornata come ho detto sopra è stata davvero bella e con la mia HP da 4 MPX ho scattato diverse foto che volendo, potete ammirare cliccando sull'immagine di questo post. Nick

Da Piazza Municipio e per Via Chiaia - Napoli

giovedì 27 marzo 2008

Chi di spada ferisce...

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In questi giorni, sia in tv sia sui giornali nazionali ed internazionali, gli argomenti più trattati dalla stampa sono il caso Alitalia e “ la diossina nelle mozzarelle di bufala”.

Su quest’ultima questione, vorrei esporre alcuni punti di riflessione:

1) I contadini e gli allevatori di bufale, dov’erano, quando i camorristi versavano nelle loro terre i rifiuti tossici ( materiale proveniente soprattutto dalle industrie dell’Italia settentrionale) e soprattutto perché non hanno denunciato il tutto?

2) La magistratura e le forze dell’ordine, com’è che solo in questi ultimi tempi stanno indagando e controllando le terre e gli allevamenti di bufale e i caseifici, forse perché prima nessuno indagava o denunciava ?

3) I cronisti di radio tv e giornali, come mai si stanno occupando di tutto questo schifo, anche loro, solo in questi ultimi tempi, mentre sappiamo che il versamento andava avanti da almeno 15, 20 anni, prima perché non l’hanno segnalato con le loro inchieste come stanno facendo così alacremente adesso ?

4) I politici e gli amministratori locali, come mai hanno affidato alla camorra la gestione della raccolta dei rifiuti, non potevano affidarle a ditte non in odore di camorra, era troppo difficile ?

5) Chi ci assicura che la verdura e gli ortaggi che arrivano sulla nostra tavola siano sicuri ? perché non creare anche per questi prodotti, di vitale importanza un marchio di provenienza, prima di esserne contaminati ?

Ecco, mi piacerebbe che ci fosse qualcuno che potesse dare delle risposte a queste mie domande, che come normale cittadino mi sto ponendo ?

Pensiero finale (rivolto ai troppo furbi della mia regione): ricordatevi.

Chi di spada ferisce di spada perisce ! Meditate, SIGNORI CAMORRISTI e meditate, prima di compiere qualche altro scempio sulla salute dei nostri e anche dei vostri figli.

mercoledì 26 marzo 2008

Voodoo Chile

Ho realizzato questo "Video Comics" Composto dalle immagini, disegnate dall'Autore statunitense Bill Sienkiewicz, mentre la musica è di Jimi Hendrix. Il tutto è stato montato con il movie maker di Windows. Cosa ne pensate ?

Collezione Dylan Dog -in ottimo stato - Un vero affare by Nick

Contatta il 3313495073

Gioca con Felix

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