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Sono nato e vivo in una città che odio e amo : Napoli

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venerdì 1 febbraio 2008

Non fate baciare i bambini dalla pubblicità *


Leggevo sul "Venerdi di Repubblica" la rubrica di Michela Mirabella intitolata Trafiletto .L'articolo mi è sembrato molto interessante.Lo riporto qui sul blog. A mio giudizio parla di un argomento e di una riflessione che tutti i genitori dovrebbero fare nei confronti dei loro figli ( dato che sono i diretti responsabili della loro crescita) e su come educarli:tenendoli il più lontano possibile dalle insidie degli adulti e dalla pubblicità televisive e non - che poi sono una diretta diramazione -affaristica speculativa -di quest'ultimi che per spillare soldi alle famiglie fanno leva sui bambini che per riflesso, condizionano i loro genitori facendo leva sul senso di colpa.Nick

<< Non mi baciate>> era il mio bavaglino preferito per quel divieto che tentava di difendermi dalle salivazioni all'aglio e dagli aliti fumosi dei passanti pronti ad effusioni esorbitanti. Ricordo (o lo credo) che non capivo gli adulti che non riuscivano a capire me e il mio desiderio di essere considerato una persona completa,vera,uguale alle altre. Piccola di età,ma completa di tutto,compresa la voglia di essere rispettato e lasciato in pace con il mio compito durissimo di crescere e di capire il mondo. Una faticaccia,come tutti sanno. Nel mio caso,ancora in corso. Per questo guardo con curiosità e rispetto i bambini a cui non mi riesce di rivolgere le abituali attenzioni vezzeggiative fatte di ninnoli lessicali.di vocine,di suoni onomatopeici. Sono piccoli,mica cretini. I bambini sono persone serie che si annoiano molto degli adulti che li trattano come bestioline deficienti. Salvo,poi, a costringerli,come adulti,nel circo del consumismo: la partecipazione dei bambini alle pubblicità passa dilagante, a svolgere il compito di pressione degli acquirenti. Bimbi arruolati per interpretare il ruolo consolatorio dello spendere e, soprattutto,spandere con l'arma dell'innocenza e la malleveria della loro naturale bellezza. Non fateli baciare dal mercato. * di Michela Mirabella

giovedì 31 gennaio 2008

Mantova Comics & Games 2008


Mantova Comics & Games 2008
Il primo fumetto che ho iniziato a leggere è stato "l'Uomo Ragno"della Editoriale Corno.
Avevo più o meno l'età che ora ha mio figlio. Ricordo ancora oggi l'emozione che mi suscitavano quelle pagine dell'eroe più famoso dei comics. Allora non aveva la popolarità di adesso e le storie erano un po più ingenue. I disegnatori della Marvel Comics erano per me l'equivalente che ora hanno i disegnatori giapponesi con i loro "manga" sulle nuove generazioni. A mio figlio sono comunque riuscito a trasmettergli anche la passione per Spiderman. Intendiamoci, non è che segua i supereroi come quando ero un giovanotto, ma il bambino che ancora coltivo (faticosamente) va ancora a sbirciare negli albi che ogni 15 giorni compra a suo figlio. Il logo e l'indirizzo che vedete sopra è preso dal retro di copertina dell'ultimo numero del "testa di ragnatela", ora edito dalla Panini Comics . Cliccando sul link potrete visitare il sito web della manifestazione fumettistica. Nick

AssociazioneLasTangata


AssociazioneLasTangata
Il mio amico A. Ferrara mi ha lasciato un opuscoletto che pubblicizza una serata di tango argentino. L'ospite d'onore è la persona raffigurata nell'immagine di cui sopra. Confesso di non essere un esperto di questa materia, anche se le rare volte che ho assistito ad una danza sono rimasto affascinato dalla bravura e dalla passione con cui i ballerini partecipano alla realizzazione delle coreografie e del danzare sulle note dei musicisti , fra cui il grande Astor Piazzolla. . Per chi volesse approfondire : http://lastangatatango.blogspot.com/

La situazione sul fronte spazzatura peggiora

Per approfondire le notizie relative a quello che succede in Italia e a Napoli

Cliccare sul link "Il Napoli" potrete scaricare un file in pdf contenente l'edizione giornaliera. Nick








mercoledì 30 gennaio 2008

Se la suona e se la canta

I giudici della I sezione penale del Tribunale di Milano hanno prosciolto il leader di Forza Italia, accogliendo la tesi della difesa: "I fatti non sono più previsti come reato". I magistrati hanno applicato una legge varata dal governo di centrodestra. Come dire : "se la suona e se la canta". "Poi dice che uno si butta a sinistra", come diceva il principe Antonio de Curtis. Nei cinque anni di governo questo signore ha risolto tutti (o quasi) i suoi guai con la giustizia, facendosi le famose leggi "Ad Personam". E' quella della depenalizzazione del falso in bilancio, cade ora proprio a fagiolo.Meditate gente, meditate. Nick

Real Albergo dei Poveri

Vorrei segnalare l'importanza che questo edificio ha per la Storia della mia città e per lo sviluppo sociale ed economico che avrebbe sullo sviluppo di Napoli e sui cittadini che vivono nei dintorni dell'imponente edificio, una volta che questi potesse essere finito e messo in funzione. Purtroppo debbo anche segnalare che i lavori vanno molto a rilento ( e ti pareva ) e la messa in funzione si prevede lontana. E' a mio giudizio una grave pecca che l'amministrazione comunale deve provvedere a sanare al più presto. Ma , anche in questo caso sono diventato piuttosto scettico. Un Nick che si guarda intorno e non riesce a vedere un briciolo di speranza. Passerà ? Speriamo...

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'esterno

Il Real Albergo dei Poveri (anche Palazzo Fuga e, nell'uso popolare, Reclusorio o Serraglio) è il maggiore palazzo monumentale di Napoli ed una delle più grandi costruzioni settecentesche (le sue dimensioni superano quelle della Reggia di Caserta[citazione necessaria]).

Risale alla metà del Settecento. Nel 1751 Ferdinando Fuga venne chiamato a Napoli, nell'ambito del programma di rinnovamento edilizio del nuovo re Carlo III di Borbone, con l'incarico di progettare il gigantesco Albergo dei Poveri, un edificio tipicamente illuminista, dalla facciata lunga ben 354 metri e la superficie utile di circa 103.000 metri quadrati. L'opera rimase incompiuta; nonostante la sua attuale mole, l'edificio è solo una parte di quello che avrebbe dovuto essere una volta terminati i lavori.

Il palazzo, attualmente, è in fase di recupero. I restauri sono stati affidati, giusta gara europea, dal Comune di Napoli, proprietario, ad un gruppo internazionale di professionisti guidati dallo strutturista romano Prof. Ing. Giorgio Croci e dallo specialista francese Arch. Didier Repellin. Fra i membri del gruppo architetti di livello europeo del calibro di Paolo Rocchi, Pascal Prunet, Francesca Brancaccio, Nicolas Detry. Fra i consulenti il Prof. Elio Giangreco ed il Prof. Giovanni Carbonara. I progetti e i lavori di restauro, in ossequio ai principi del restauro critico, mirano al recupero filologico delle parti perdute o danneggiate che sono individuabili ed alla proposta di nuovo materiali e nuove tecnologie laddove la conoscenza non è più recuperabile, in nome di principi semplici di eco-compatibilità e sostenibilità. L'attuale copertura in c.a. viene ad esempio sostituita da una copertura con pannelli solari, i materiali originari come tufo, mattoni, calce sono reimpiegati, si restaurano gli antichi infissi in legno, si recuperano le acque di pioggia attraverso un sistema di cisterne.

Indice

Progetto e funzione [modifica]

Il progetto prevedeva l'edificazione di una struttura capace di accogliere circa ottomila tra poveri, diseredati, sbandati e immigrati di tutto il Regno. Nell'ospizio gli ospiti erano divisi in quattro categorie: uomini, donne, ragazzi e ragazze. Il progetto originario prevedeva un complesso edilizio molto più grande di quello attuale. Doveva estendersi su una vasta superficie con un prospetto di 600 metri di lunghezza e una larghezza di 135 metri e comprendere cinque grossi cortili; in quello centrale era prevista l'edificazione di una chiesa con pianta stellare a sei bracci.

Storia

Nelle scuole – officine del Real Albergo dei Poveri, vennero ospitati anche gli orfani maschi della Santa Casa dell'Annunziata. Lo scopo di questa caritatevole reggia dei poveri fu quello di assicurare ai meno fortunati mezzi di sussistenza e l'insegnamento di un mestiere. Nel 1838, nelle sale dell'Albergo trovò posto una scuola che sarebbe poi diventata in breve tempo famosa: la Scuola di Musica che fornì per vari anni suonatori provetti alle compagnie militari. In essa si avvicendarono insegnanti notissimi, tra i quali Raffaele Caravaglios. Sorse anche una scuola per sordomuti, ma col mutare dei tempi, l'Albergo dei Poveri perse la sua primitiva impronta. Nel corso degli anni si avvicendarono nei suoi locali un Centro di Rieducazione per Minorenni, un Tribunale competente a giudicare le cause riguardanti i minori di diciotto anni, un cinema, officine meccaniche, una palestra, un distaccamento dei Vigili del fuoco e l'Archivio di Stato civile.

In seguito al terremoto del 1980 un'ala dell'edificio ancora adibita ad ospizio crollò. Nel crollo persero la vita alcune anziane donne e due persone che le assistevano. Attualmente sono in corso lavori per il recupero del momunento.

Esterno

Questo gigantesco edificio, benché incompiuto, si estende su di una superficie di 103.000 metri quadri, ha una facciata lunga 354 metri intervallata da lesene e caratterizzata da cinque ordini di finestre e tre marcapiani con timpano centrale. Monumentale è la scalinata a doppia rampa dell’ingresso.

Interno

Il cortile è occupato dal corpo a croce di Sant'Andrea costituito da un solo piano che sarebbe dovuto essere la base della grande chiesa a pianta stellare con sei bracci. Gli spazi sono per lo più di dimensioni grandiose.

lunedì 28 gennaio 2008

Ligabue ci prova con il Fumetto

Questa mattina mi sono recato dalla mia edicola di fiducia per comprare il “Corriere della Sera”. Nel numero di oggi davano in regalo il primo numero di una collana di fumetti in formato Extra dedicato al mondo dei paperi della Disney, disegnati dal grande Carl Barks. Nello sfogliare il quotidiano, ho trovato la notizia che vi propongo sul blog. Mi sembra interessante. Vedremo se il “Liga” nazionale riuscirà anche in questa impresa. Buona lettura.Nick.

Alla vigilia di una nuova raccolta discografica e aspettando il via del tour europeo

Liga a fumetti, il rocker cerca altre strade

«Non c'è un mondo fantastico ma gli italiani sono stanchi di un Paese che litiga su tutto»

DAL NOSTRO INVIATO
CORREGGIO - E poi?
«E poi cosa?».
Musica, cinema, romanzi, poesie. E adesso anche i fumetti...
«Come dire, non ci facciamo mancare nulla». Altro che vita da mediano! Luciano Ligabue sembra più un attaccante, uno che riempie i polmoni d'aria e scatta in avanti con la voglia di centrare ancora una volta lo specchio della porta.

DiFo e Natura

Dopo i 14 concerti dello scorso inverno e la registrazione del best of «Primo tempo» (400mila copie vendute, con l'inedito «Niente paura» da tre mesi al vertice della classifica Music Control), Liga avrebbe potuto tirare un po' il fiato in attesa dei prossimi impegni: la pubblicazione della seconda parte del best of (in uscita a maggio) e la partenza del tour (europeo e italiano).
Macché, niente riposo: l'idea di tradurre in immagini il suo romanzo «La neve se ne frega » era una proposta troppo allettante per lasciarsela scappare. Soprattutto per uno come Luciano che da ragazzino si è nutrito di pane e fumetti.
«Per la verità mi sarebbe piaciuto trasformare il libro in un film. Ma innanzi tutto sarebbe stato necessario un budget hollywoodiano, e poi in Italia non esiste una location capace di poter restituire l'atmosfera del libro», racconta Luciano in un momento di relax nella sede del sito internet «Ligachannel » a Correggio.

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Nel suo romanzo, i due protagonisti DiFo e Natura vivono in un futuro dove qualcuno ha creato il migliore dei mondi possibili. Eppure alla fine prevale la «nostalgia per l'uomo così com'è, per il mondo come noi lo soffriamo, lo conosciamo e non sappiamo cambiarlo». Di questi tempi, non le sembra che il messaggio sia un po' azzardato?
«Confesso che è un romanzo ambizioso, forse anche pretenzioso. Ho immaginato un modello di vita in cui sparisse anche la più piccola traccia di alibi per l'infelicità. Malgrado queste condizioni ideali, però, l'ombra dell'insoddisfazione si allunga inesorabile su DiFo e Natura».
Morale?
«Non c'è un giardino dell'Eden. Ognuno di noi è unico e irripetibile e la felicità in assoluto non esiste. Si può invece costruire la propria felicità».
In che modo?
«Guardandosi dentro e cercando di camminare in quella direzione che ti sembra giusta, senza per questo calpestare i piedi agli altri. In questo modo, forse, si riuscirebbero a creare le condizioni per la tanto sbandierata tolleranza».
Quella che sarebbe mancata nello «scontro» Sapienza-Benedetto XVI?
«Beh, lì la faccenda è come la si intende».
Cioè?
«Se l'invito rivolto al Papa era del tipo: "Sua Eminenza, venga alla Sapienza e parliamo del rapporto fede-scienza" è un conto. Se invece Ratzinger voleva andare all'Università con la certezza di trovarsi di fronte un uditorio tranquillo, allora il discorso è completamente diverso».
E lei che idea s'è fatto?
«Che il Vaticano è diventato la vittima ed ha portato a casa un bel punto».
Insomma, come lei canta in «Buonanotte all'Italia», il nostro è un Paese diviso «fra sanpietri e madonne, fra progresso e peccato ».
«Buttata lì così sembra che sia una canzone di denuncia. E invece non lo è: è solo una lettera d'amore, magari amara, spedita all'Italia ».
Vabbé, sarà anche come dice lei, ma con il terremoto politico che si è verificato in questi giorni la strofa «Buonanotte all'Italia con gli sfregi nel cuore e le flebo attaccate, da chi ha tutto il potere e la guarda distratto» non suona terribilmente d'attualità?
«D'accordo, allora mettiamola in questo modo: io penso che gli italiani siano stanchi».
Di che cosa?
«Dei conflitti che si vedono ovunque. Dalle battaglie nei consigli comunali fino ai litigi per la nomina di questo o quell'altro alla guida di una Asl».
Ogni riferimento a fatti e personaggi è puramente casuale?
«Parlo in generale. È facile sparare sui politici. La verità è che la classe dirigente ha una bella patata bollente tra le mani. Non si riesce a governare un popolo che di base è fondamentalmente anarchico e in più vive in uno Stato dove la divisione tra regioni è ancora molto forte».
Cos'è, una difesa d'ufficio per Prodi?
«Non sono certo un mistero le mie simpatie per la sinistra. E poi non mi va di fare discorsi da bar: per me i politici non sono tutti uguali. Prodi ha il senso dello Stato, ha un grande rispetto per le istituzioni e non credo che metta al primo posto gli interessi personali. Lui sì che ha fatto di tutto per fare il mediano. Purtroppo non aveva gli strumenti per mandare avanti la sua squadra».
A proposito di «istituzioni» italiane: Sanremo è alle porte e le solite polemiche intorno al festival non si sono fatte attendere. Jovanotti però lo difende.
«Ha ragione. Anch'io credo che Sanremo sia una sorta di istituzione tutta nostra da tutelare».
Ma che lei non ha mai «sostenuto » in modo concreto...
«Provengo da una vecchia scuola e sono riuscito ad evitarlo. Ho avuto tante offerte, ma se posso scegliere preferisco non andare: la roba della gara non c'entra nulla con la mia musica. Soffrirei troppo per un giudizio pronunciato dopo appena cinque minuti d'ascolto ».
E mentre i suoi «colleghi» sfileranno sul palco di Sanremo, lei si dedicherà alla registrazione della seconda parte del best of: anche in questo cofanetto ci saranno due inediti come in «Primo tempo»?
«Chissà, forse anche qualcuno in più».
C'è da giurarci che non mancheranno note agro-dolci alla Ligabue.
«Che ci posso fare, di natura sono tendenzialmente malinconico. Una delle nuove canzoni, ad esempio, racconta di un sentimento tormentato per l'assenza di una persona ».
E ancora una volta «L'amore conta».

domenica 27 gennaio 2008

Notizie dalla mia città

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L'ordigno bellico, risalente alla seconda guerra mondiale, trovato nell'area del cantiere della metropolitana di piazza Municipio, è stato disinnescato. Sono, pertanto, rimossi i divieti di circolazione stradale e pedonale in vigore nell'area ed è cessato l'allarme per la popolazione residente nella zona.
La bomba, ormai disinnescata, sarà trasportata da un mezzo dell'esercito in una cava abbandonata di Marano, dove sarà fatta brillare.

sabato 26 gennaio 2008

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Il tradimento di Napoli


Sull'"Espresso" di questa settimana - N 4 anno LIV, c'è la consueta rubrica di Giorgio Bocca dal titolo "L'ANTITALIANO". Il giornalista milanese ritorna sulla questione della spazzatura napoletana. Il titolo dell'articolo è "IL TRADIMENTO DI NAPOLI". Se avete la possibilità di poterlo leggere per intero, fatelo! Credo che sia un resoconto completo, non solo del problema della "Munnezza", ma anche di tutti noi napoletani e non. Cercherò in questo post di riassumere i punti più importanti: Bocca fa un'analisi spietata; a Napoli la politica si è spartita i soldi dell'emergenza e della raccolta differenziata, distribuendo queste risorse ( che dovevano servire a lanciare la raccolta differenziata e la messa in opera dei termovalorizzatori ) tra i funzionari di partito e i loro lacchè. I cittadini napoletani che si oppongono agli inceneritori sono anche gli stessi che vivono in un sistema sociale che, di fatto, è anarchico e senza regole. Quindi delle due l'una, o cambiamo la mentalità e incominciamo a comportarci come se fossimo in un "paese civile" o da questa situazione non ne usciremo MAI ! la camorra che versa i rifiuti nocivi nei terreni agricoli, i politici che rubano le risorse e che si spartiscono i posti di potere, sono lo specchio di un popolo ( e mi fa male dirlo) che per lunghissimo tempo a fatto credere che i suoi vizzi fossero scambiati per virtù. Permettendo ai furbi e intrallazzatori di fare quello che volevano. "Napoli addà cagnà" ! e soprattutto i napoletani, incominciando a riflettere su noi stessi e soprattutto sul futuro dei nostri figli altrimenti la mondezza umana e materiale ci/li seppellirà. Bocca finisce l'articolo dicendo che la Svizzera può sembrare anche un paese noioso, ma è la base del comportamento civile. Nick

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