PULITZER A DYLAN, LA PRIMA VOLTA PER UN CANTANTE ROCK
Il prestigioso premio all'autore di "Blowing in the wind" per lo straordinario impatto della sua opera sulla cultura americana
Non era mai accaduto che un musicista rock vincesse il premio Pulitzer, prestigioso riconoscimento americano per il giornalismo e le arti. E invece a Bob Dylan è stato assegnato il premio alla carriera. Come dice la motivazione ufficiale: per "il suo profondo impatto sulla musica popolare e la cultura americana attraverso composizioni liriche di straordinario potere potetico". Per l'autore di "Blowing in the wind", di "Mr Tambourine" e di tante altre canzoni famosissime è un altro, importantissimo riconoscimento al valore della sua musica.
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mercoledì 9 aprile 2008
PULITZER A DYLAN
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lunedì 7 aprile 2008
Windows 7
- TECNOLOGIA & SCIENZA
Il padrone di Microsoft interviene a un convegno e spiazza tutti
Il nuovo sistema operativo di Redmond era atteso per il 2010"Windows 7 forse arriva nel 2009"
Parla Bill Gates e... Vista traballaSarà un ambiente modulare, si potrà costruire secondo
le proprie esigenze. E guarderà molto al mondo "mobile"
di RICCARDO BAGNASCOIL NUOVO sistema operativo Microsoft, nome in codice Windows 7, potrebbe vedere la luce già "dal prossimo anno o giù di lì". A sostenerlo, orgoglioso e un po' spavaldo, è stato Bill Gates in persona, a margine di un seminario sul tema della filantropia organizzato dall'Inter-American Development Bank. Nemmeno il tempo di capire cosa intendesse il "re Mida di Internet", che sul Web si è subito scatenata la rincorsa alle immagini del nuovo gioiello made in Redmond, alle indiscrezioni e ai video disponibili.
LE IMMAGINI
Windows 7, un sistema modulare? L'ipotesi sul campo è che BigM possa mettere in vendita un pacchetto base del suo nuovo sistema operativo, al quale ogni utente potrà aggiungere servizi come navigazione, archivio immagini e altro, in base alle proprie esigenze e al proprio budget. Una decisione che andrebbe incontro alle esigenze di quegli utenti in cerca di soluzioni più flessibili e meno monolitiche. In linea con quanto il mercato sta proponendo da diversi mesi: computer più leggeri, meno potenti in qualche caso, ma estremamente maneggevoli e capaci di gestire i servizi base come posta, Web, instant messaging e pacchetti office, in ogni circostanza.
Funzionalità "touch-screen" evolute. Che lo stesso Bill Gates sia un appassionato sostenitore del "touch-screen" è ben noto. Cioè di quella particolare tecnologia che permette all'utente di interagire con il proprio computer o smart phone semplicemente toccando lo schermo. Tanto è vero che nel prossimo Windows 7 - ma sono voci non confermate dall'azienda - c'è chi sostiene ci si troverà davanti a un'evoluzione di Microsoft Surface, un nuovo prodotto lanciato ufficialmente in questi giorni dall'azienda di Seattle e che consentirà, grazie per l'appunto all'utilizzo di un grande schermo multi touch di posizionare oggetti, immagini, video e trasferire files solo grazie al tocco di una o più dita.Convergenza con il mondo mobile. Certo è, che il nuovo Windows 7 sarà sviluppato con un occhio di riguardo al mondo "mobile". Un mercato, quello degli smart phone e dei prodotti informatici sempre più piccoli, multiuso e costantemente connessi a Internet, per cui Microsoft ha già annunciato alcune novità, proprio con Windows 7: la possibilità di effettuare un roaming senza interruzioni tra le differenti tecnologie wireless (Wi-Fi, WWAN, WiMax, etc.), ovvero di non perdere mai la connessione; la stessa tecnologia "touch-screen"; così come il miglioramento delle funzionalità di risparmio energetico.
I tormenti di Windows Vista. E' certo che l'annuncio sorpresa di Bill Gates su l'imminente uscita di Windows 7 suona come il canto del cigno per Windows Vista, il sistema operativo di Microsoft attualmente in commercio lanciato appena 14 mesi fa. Malgrado i ripetuti sforzi tecnologici e commerciali di Redmond, il sostituto di Windows Xp non sembra aver raggiunto i risultati che Bill Gates & Co si aspettavano. A confermarlo il recentissimo report della Forrester Research sull'adozione dei sistemi operativi nell'ambito delle imprese. Risultato? In base alle risposte di 50mila utenti e 2300 grandi aziende Windows Vista ha perso terreno: la flessione di quasi quattro punti (dal 98,6 per cento di gennaio 2007, al 94,9 per cento di dicembre dello stesso anno), sostiene la società di ricerca, è da imputare in primo luogo ai sistemi operativi Apple. E se Apple entusiasma soprattutto le aziende più piccole, avverte l'autore della ricerca, non va meglio nelle grandi aziende: qui i dipartimenti IT sembrano snobbare Vista e preferire l'intramontabile Windows Xp.
Per il momento, salvo conferme ufficiali, Windows 7 è tuttavia previsto per l'inizio del 2010: l'ipotesi più probabile, infatti, è che la dichiarazione di Gates si riferisse alla versione di test per gli sviluppatori del nuovo sistema. I giorni per Windows Vista sembrano però contati: nell'arco di 24 ore, infatti, tra l'annuncio di un nuovo Windows 7, ovvero il suo successore, e quello in cui Microsoft estende di almeno due anni il termine ultimo per la vendita di Windows XP, ovvero il suo predecessore, Vista risulta schiacciato fra i due, e dal proprio insuccesso.
(7 aprile 2008)
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domenica 6 aprile 2008
Samuel Stento
Ho scoperto girando in rete un artista del disegno davvero originale. Si chiama Samuel Stento e questo è il link per visitare il suo sito : http://www.samuelstento.com/. Fateci una visita ne vale davvero la pena. Nick
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TRAVAGLIO RISPONDE A BERLUSCONI AD ANNO ZERO
Antonino Caponnetto : http://www.antoninocaponnetto.it/ , dopo l'omicidio di Borsellino e poi di Falcone ( la strage di Capaci)lo disse chiaramente : " è tutto finito, è tutto finito..." Che altro aggiungere ? Solo che chi applaude questo assurdo individuo, o e ignaro di tutto, o è pazzo, o è in malafede. Io propenso per quest'ultima cosa. nicksbar.blogspot.com
La cosa più allucinante è che io dovrei essere, molto probabilmente, rappresentato da costui ( visto almeno i sondaggi). Viva l'Italia, L'italia che lavora, l'Italia che si dispera e l'Italia che s'innamora.L'Italia con gli occhi asciutti nella notte triste, viva l'Italia,l'Italia che RESISTE !
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venerdì 4 aprile 2008
Napoli COMICON 2008
Magenta
24/27aprile 01/04/2008Dalla presentazione dell'evento:
Rosso è il colore della decima edizione di Napoli COMICON, il Salone internazionale del Fumetto che si
svolgerà quest’anno dal 24 al 27 aprile 2008, per la prima volta in quattro giorni, come di consueto nella
straordinaria location del Castel Sant’Elmo di Napoli.
Anche quest’anno, il Salone si articolerà sui due piani del Castello:
nello spazio degli Ambulacri al primo piano con l’Area Mercato, l'Auditorium, le Sale Video, la Sala
Incontri, l’Area PRO e tanto altro;
e nello spazio del Carcere Alto, al secondo piano, interamente dedicato alle mostre principali del Salone e
che saranno visitabili, alla chiusura del Salone, fino al 23 maggio.
Napoli COMICON, infatti, da 6 anni ormai fa parte della programmazione ufficiale del Castel Sant’Elmo /
Polo Museale di Napoli e nasce con il patrocinio della Regione Campania, della Provincia e del Comune di
Napoli ed è promosso dalla stessa Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano.
Dopo nove edizioni di elevato livello culturale e di crescente successo sul piano nazionale ed
internazionale, Napoli COMICON ha cambiato data collocandosi dopo il Festival International de la
Bande Dessinée di Angoulême (gennaio) e subito dopo il Salò Internacional del Còmic di Barcellona
(aprile), due storici festival europei con i quali le collaborazioni e le sinergie di Napoli COMICON si fanno
di anno in anno più intense e proficue. Quest’anno, inoltre, il Salone di Napoli riprende la proficua
collaborazione con il Comic Salon di Erlangen (maggio), importante festival tedesco del settore, e inizia a
collaborare anche con il Festival internazionale di Amadora (ottobre) in Portogallo. Si amplia in questo
modo la già solida rete di collaborazioni internazionali del Salone di Napoli.
Il tema centrale del Salone è cambiato. Dopo aver esplorato le maggiori aree geografiche fumettisticamente
rilevanti, dall’anno scorso è stato lanciato un nuovo ciclo che ha come linea guida la sequenza cromatica
della stampa tipografica, che per gli addetti ai lavori si cela dietro la sigla CMYK: Ciano, Magenta, Giallo e
Nero, i quattro toni da mescolare per ottenere la migliore stampa a colori. Partiti l’anno scorso con il Ciano,
che rimanda al colore primario del Blu, il 2008 è l’anno del Magenta e della sua declinazione principale, il
Rosso, con tutti i richiami, le metafore ed i simbolismi che questo elemento cromatico evoca. Rosso come il
fuoco e il sangue, come l’erotismo, come la passione, come la grande stagione politica del ‘68 di cui ricorre
il quarantennale.
Il sito ufficiale
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giovedì 3 aprile 2008
mercoledì 2 aprile 2008
I Pescatori - dal film Il Postino con M. Troisi
Questa Clip è tratta dal Film IL POSTINO, che vedeva come interprete principale il compianto Massimo Troisi e che vedeva anche l'interpretazione straordinaria, nei panni del poeta cileno Pablo Neruda, il grande attore francese Philippe Noiret. Ho deciso di pubblicare la clip sul Blog perché in questi giorni mi trovo indeciso a chi dare il mio voto, così ancora una volta, il grande Cinema mi ha aperto un finestra sull'orizzonte e ora so a chi votare ( anche se in verità, lo scetticismo sul quadro generale non è scomparso del tutto). Un Nick meno indeciso.
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martedì 1 aprile 2008
Art Spiegelman
Spiegelman "Americani
puritani e pornografi"
Un nuovo album dall’autore di Maus "Non è da leggere seduti alla toilette"
SYLVAIN CYPEL
NEW YORK
Ama enormemente questa frase di Miles Davis: «Prima suono, poi vi spiego...». L’autore di Maus - questo straordinario racconto allegorico della Shoah che ha al centro la deportazione di suo padre ad Aushwitz - pubblica ora Breakdowns, un nuovo fumetto costruito intorno a disegni giovanili, con un’introduzione disegnata e una postfazione scritta. Lui preferirebbe che i lettori cominciassero con il leggere questa sua nuova opera appena presentata al Salon du livre di Parigi.
In realtà Art Spiegelman vorrebbe davvero soltanto «spiegare».Breakdowns è «difficile, complicato». Teme che i lettori restino disorientati. È un fumetto «distruttivo», maturato in un’epoca (1972-77) in cui, sprofondato nelle sue ricerche, pubblicava soltanto su riviste underground. Vi si ritrovano le ossessioni della giovinezza che non l’hanno mai lasciato e che Maus, la sua opera più narrativa, nascondeva anche se solo in parte. Cos’è un artista? Cos’è il pensiero, la memoria, la percezione? Che relazioni ci sono tra loro? «Nel fumetto c’è più pensiero che inchiostro», afferma.
Ci riceve nel suo studio di Manhattan. «Esco poco. Non si può più fumare da nessuna parte!». Dice che il divieto di fumo, che ormai si estende anche nei condomini, è dovuto al puritanesimo americano. Negli Anni 70 aveva pubblicato Prince Rooster, un libro per ragazzi basato su una favola hassidica del Rabbi Nachman di Breslavia. Numerosi editori glielo avevano rifiutato perché l’eroe vi compariva nudo. Le librerie lo esponevano soltanto nella sezione riservata agli adulti. Il corto circuito puritanesimo-pornografia, spiega Art Spiegelman, è una specialità anglosassone. «La nostra cultura popolare è situata grosso modo tra i seni di Janet Jackson e il clitoride di Paris Hilton», dice. «Ma far vedere un pene in un fumetto, no, non si può! Eppure siamo costretti ad ascoltare polemiche aberranti sulle cellule staminali o Darwin».
Breakdowns, il fumetto come esperienza artistica e autobiografica per quest’uomo di 60 anni. Non una storia ma frammenti, schizzi, strizzatine d’occhio. Le scintille volano per ritornare all’essenziale. E di colpo, su un palco consacrato a una disputa infantile e apparentemente anodina, si ritrova adulto. Il commento di un disegno: «Nel 1968 mia madre si è uccisa. Senza lasciare una parola. È strano il modo in cui funziona lo spirito... Avevo dimenticato il suo suicidio...». Come suo padre, anche lei era sopravvissuta ad Auschwitz.
Non anticiperemo niente della nuova opera. Se ne avrebbe a male. Bisogna lasciare che il lettore «innanzitutto possa leggere» come lui è diventato disegnatore: le sue aspettative, le frustrazioni, gli exploit concettuali. Vi si ritrovano anche gli abbozzi di Maus, pubblicati nella rivista Funny Animals. Art è felice che questo libro sia pubblicato, per far vedere che Spiegelman non è Maus. Ma al tempo stesso non cerca di disfarsene: «Sono 13 anni della mia vita». Maus era dentro di lui prima e continua a esserci.
Spiegelman ci parla di Israele, dove ha avuto «le maggiori difficoltà» con questo fumetto. Il libro è stato tradotto in 30 lingue, compreso il pashtun afghano. Ma solo il primo volume è apparso in Israele. «Ho avuto dei problemi con l’editore», spiega. «C’è una visione specifica israeliana dell’Olocausto. Ora, Maus è l’opera di un ebreo della diaspora. Parlare di Shoah senza evocare Israele, a loro non sembrava possibile». Lui stesso negli Stati Uniti è considerato un anti-israeliano. È una questione che lo annoia.
«Io sono a-sionista, che è come dire agnostico. Sono a favore dell’esistenza di Israele, ma questo Stato ha commesso e commette dei crimini contro la popolazione della zona. Non è il solo. Ma cosa volete? Essendo ebreo dovrei essere meno critico verso Israele che nei riguardi del mio paese?». Nel 2002, dopo aver sbattuto la porta del New Yorker, la rivista in cui lavorava da più di 10 anni e della quale aveva costruito l’identità grafica più corrosiva. Perché? «Per protesta contro l’asservimento dei media» al potere e alla verità di Stato americana dopo l’11 settembre. Sua moglie, francese, ne è tuttora l’art director.
Preferisce però tornare velocemente alle riflessioni intorno a Breakdwns. «In fondo, i primi fumetti sono stati le vetrate delle cattedrali». La costrizione dello spazio in pagina fa sì che i fumetti siano più simili all’architettura che alla letteratura o al cinema, dove invece si può dare all’opera il ritmo preferito. Lui ha voluto liberarsi da questa schiavitù. «È successo con mio padre. Non sono mai riuscito a fargli raccontare la sua vita in modo lineare. Parlava di Aushwitz e passava a un episodio del 1950, per poi tornare al ghetto e alla deportazione...». Racconto, memoria, frammento, struttura: è su questo insieme che Art Spiegelman lavora. «Mio padre mi ha insegnato come riempire una valigia al massimo. Era indispensabile per scappare dai nazisti. E così mi ha insegnato a dare una struttura ai fumetti». Su una striscia nessuno spazio è inutile. Breakdowns è incredibilmente denso di riferimenti, in senso vero e nascosto.
Lui che rivendica la sua origine nella cultura popolare non accetta alcuna concessione. «Ho voluto realizzare dei fumetti da leggere con un segnalibro, non seduti alla toilette. Se Claude Lanzman avesse voluto fare un film per il grande pubblico, Shoah durerebbe 80 minuti. Invece dura 9 ore ed è un’opera immensa, senza una sola immagine d’archivio». Questo gli sembra fondamentale.
Art Spiegelman sta lavorando a due progetti, un libro per bambini e le vetrate per una scuola newyorkese di belle arti: «Essere artisti significa dare forma a ciò che si pensa, che si sa e si sente». Noi prendiamo.
© Le Monde
Nazisti gatti, ebrei topi
Spiegelman deve la sua fama principalmente a un’unica opera, Maus, un romanzo (auto)biografico in fumetti pubblicato tra il 1973 ed il 1991, dove si narra la storia del padre, Vladek Spiegelman, un ebreo polacco sopravvissuto alla Shoah.
Maus usa la forma di fumetto allegorico (i nazisti sono gatti, gli ebrei topi, ecc...) per dare corpo all'essenza della narrazione spogliandola degli elementi di identificazione e lasciando l'essenza della dimensione tragica. Di questo romanzo - che nel 1992 gli ha fruttato uno speciale premio Pulitzer - Umberto Eco ha detto: «È una storia splendida; ti prende e non ti lascia più».
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Addio a Dave Stevens
FUMETTI: ADDIO A DAVE STEVENS, CREO' IL SUPEREROE ROCKETEER
New York, 30 mar. - (Adnkronos) - L'artista americano Dave Stevens, celebre per aver creato il fumetto dei "The Rocketeer" e che ha rilanciato il mito di Bettie Page, regina delle prime pin-up, e' morto all'Emanuel Medical Center di Turlock, in California, per complicazioni legate alla leucemia. Aveva 52 anni. L'annuncio della scomparsa, avvenuta nei giorni scorsi, e' stato pubblicato oggi dal ''New York Times''.
Considerato uno dei migliori fumettisti della sua generazione, Stevens ha legato il suo nome principalmente a Rocketeer, il supereroe protagonista dell'omonima serie pubblicata per la prima volta nel 1982, vero e proprio atto di amore nei confronti degli eroi a fumetti pulp degli anni Venti e Trenta e delle pin-up, a partire dalla bomba sexy Page. La carriera professionale di Dave Stevens, al tempo stesso disegnatore e sceneggiatore, inizia nel 1975 come inchiostratore di Russ Manning sulla striscia giornaliera di Tarzan, che lui stesso' realizzo' per tre anni. Sette anni piu' tardi Stevens pubblica il primo episodio di ''The Rocketeer'' in appendice alla collana Starslayer di Mike Grell.
Le avventure del supereoe Rocketeer, disegnate con uno stile che ricorda le copertine delle riviste pulp della prima meta' del XX secolo, appare in racconti brevi dal 1982 fino al 1995 e nel 1991 diventa un film prodotto dalla Disney, interpretato da Billy Campbell. ''The Rocketeer'' e' stato anche un albo di grande successo con 25 numeri pubblicati.
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