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Sono nato e vivo in una città che odio e amo : Napoli

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domenica 9 marzo 2008

Elezioni

Questa video intervista a Moni Ovadia fu fatta nel periodo delle precedenti elezioni governative. Molte cose sono successe d'allora ed è inutile stare qui a ripeterle, tanto tutti sanno come è andata a finire, ma una cosa è certa : molti concetti che Ovadia esprime in questa intervista sono ancora validi.Il nostro paese non può permettersi un governo che guardi solo alle leggi del mercato, dimenticandosi dei diritti di chi lavora e dei pensionati, come purtroppo sta già avvenendo. Il duopolio che vede il Berlusconismo e il Veltronismo ( che sono quasi la stessa cosa - e sottolineo "quasi"), sarebbe una vera iattura per gli italiani onesti e lavoratori. Dico a tutte le persone che vogliano difendere il pluralismo e la democrazia nel nostro paese, di pensare bene a chi votare. Per quando mi riquarda un pensiero già ce l'ho: No Passaran !

Programmi Elettorali



A proposito di programmi elettorali ed elezioni, ecco un bell'esempio di programma elettorale promosso da un politico del tutto speciale: Cetto La Qualunque.

P.S. Questo video è un po datato, ma ancora incredibilmente attuale. Nick

sabato 8 marzo 2008

8 Marzo























La festa dell'otto Marzo se fosse ricordata per quello che fu ideata veramente ( cioè il ricordo delle donne rimaste vittime nell'incendio di una fabbrica di New York- e questo giorno è rappresentativo di quel tragico incidente, per tutte le donne che sono rimaste vittime e che non avevano quei diritti che negli anni si sono faticosamente conquistate), non sarebbe questo triste spettacolo che è diventato, grazie al commercio e alla scarsa memoria che abbiamo. Poi, che bisogna "per forza" fare un gesto, come quello di portare le mimose, che tra l'altro sono allergico, è una cosa che mi urta fortemente. Per non parlare del fatto che trovo assolutamente ridicolo, che bisogna aspettare, appunto questo giorno per ricordarsi che alle nostre donne piace avere dal suo uomo un gesto carino. E per tutto l'anno che si fa ? ... ricordo che l'Italia ha un triste primato per quanto riquadra il maltrattamento e la violenza sul genere femminile, specie tra le mura domestiche. Sarebbe auspicabile, evitare questa festa, che più per le donne è per i fiorai e i dolciari, e sarebbe meglio distribuire nell'arco dell'anno, tutte le attenzioni che le nostre compagne meriterebbero. Volendo, poi, si potrebbe anche aprire un'altra pagina, che riguarderebbe il potere dell'uomo, che in passato ha avuto, e che oggi vorrebbe continuare ad avere sulle donne. Come ho già detto, nel corso della nostra storia le donne hanno dovuto lottare duramente per vedersi riconosciute i loro diritti, per cui ritengo che questa festa è solo una cartina di tornasole di una cultura maschilista, che si ricorda che esse esistono - ipocritamente- solo in questa occasione. Nick

Democrazia
















Venerdì, cioè ieri, sono andato ad assistere ad un dibattito di carattere seminariale sul "pericolo di una deriva della democrazia in Italia", proposto da una sezione del partito dei socialisti democratici di Napoli. L'invito mi è stato inviato per e-mail da un amico di vecchia data, che reputo una persona perbene, e quindi essendo io abbastanza scettico su questi dibattiti - per un mio personale scetticismo, non per altro-, ci sono andato per il rispetto che nutro per questo mio amico, che nell'occasione era anche il coordinatore del dibattito. Devo dire che ho avuto modo di assistere a qualcosa che mi ha fatto riflettere: Il problema che andiamo ad affrontare in questi giorni per la battaglia elettorale è piuttosto serio, e il fatto che questo duo partitismo possa convergere in una sorta di grande coalizione di centro, che tiene ai margini le altre voci delle cosiddette "minoranze politiche" è un fattore tutta'altro che da trascurare. L'impressione è che tutto sia stato organizzato dai cosiddetti "poteri forti", per poter tener lontano dalle scelte politiche e legislative tutti coloro che in qualche modo non fanno i loro interessi. Per altri versi, la reazione dei partiti più piccoli a questa "novità" elettorale che li tiene esclusi dai poteri decisionali, si può anche leggere come una sorta di rivalsa verso i due grandi partiti che di fatto li esclude e che li ritiene , per dirla terra terra : dei rompi coglioni. Il sottoscritto, personalmente ritiene che "i rompi coglioni" siano il sale della democrazia - a meno che non siano dei pazzi fanatici, ma questa è un'altra storia-. Morale: prima di andare a votare, riflettiamo bene sullo stato di democrazia nel nostro paese e dove andremo a finire se scegliamo male i nostri referenti. Il rischio serio di un " Nuovo Fascismo" è alle porte, sperando che una volta aperte non ci facciano sprofondare in un baratro ancora più profondo di quello che stiamo già vivendo, specie nel nostro martoriato Sud. Nick

venerdì 7 marzo 2008

Nokia Work's

Nel periodo che andava da settembre novembre del 2007, sul sito della Nokia ci fu un concorso per vincere un telefonino 76Si trattava di disegnare le cover del cellulare che state vedendo Questi wallpaper sono il prodotto di quel concorso. Inutile dire che è tutta farina del mio sacco, con un piccolo contributo di mia moglie mio figlio Volendo potete anche esprimere un giudizio... cliccate sull'immagine nel riquadro, vi condurrà sullo spazio di Picasa web album, dove potete"ammirare" la collezione autunno 2007 by Nick.

Nokia Works N 76 Art Design
P. S. come software per creare le cover, ho usato "Pixia" un programma freeware niente male.
Nick

giovedì 6 marzo 2008

Il segno misterioso

Questa notizia è arrivata tramite una e-mail inviatami da mio nipote Ale, trovo che sia una cosa divertente. Provate a seguire i consigli che il nipotino ci dice. Nick

Dopo i disegni nei campi di grano di Stonehenge in Scozia del 2002,
dopo i cerchi segnati nelle campagne italiane delle Marche nel 2006,
ecco l'ultimo 'misterioso' messaggio lasciato in Italia, nei pressi di
Gorizia

http://maps.google.it/

Copiate e incollate questo indirizzo:
Strada dei Campi, 34072 Gorizia
e cliccate 'cerca nella mappa'

Dopo, cliccate su 'SATELLITE' e zommate più vicino possibile!

lunedì 3 marzo 2008

Un Giorno In Pretura


Quella di oggi, per me è stata una giornata che per usare un eufemismo diremo "Kafkiana".
Sono stato chiamato come teste in un processo penale a carico di una persona di mia conoscenza (niente di grave, nel senso che si tratta di una questione di divorzio, e non altro). Il fatto è questo:
mi sono recato alla sezione penale del tribunale di Napoli che si trova nei nuovi edifici del centro direzionale, alle ore 9,00 del mattino, e ne sono usciti alle 19,10. Come dire... "Un giorno in pretura" per parafrasare la nota trasmissione televisiva. Solo che il giorno io l'ho passato nel vero senso della parola, e per poco non ci passavo anche la notte... Insomma, siccome non sapevo quando mi avessero chiamato per udirmi, e siccome dall'edificio una volta entrati non si può uscire se non a udienza conclusa, sono restato e mi sono adattato. Per prima cosa ho fatto colazione al bar, e con mia piacevole sorpresa il cappuccino l'ho pagato solo 50 centesimi (si trattano bene gli avvocati e i magistrati), più tardi sono salito per sincerarmi della mia posizione, ma la cosa era ancora lontana. Per non tirarla troppo per le lunghe. 1) ho fatto colazione, 2) Ho pranzato (sempre ad un prezzo modico - ho sbagliato tutto nella vita dovevo fare l'avvocato o il giudice -), 3) ho preso diverse volte il caffè, 4) ho incontrato mia cognata (avvocato anche'essa) e alla fine , come ho detto sopra, ne sono uscito sul tardi. Non sapevo se era tutto vero ho era solo un sogno, mi sembravo come Tom hanks che interpretava il ruolo di quel barbone che si trova a vivere la sua vita nell'aeroporto. Nick

domenica 2 marzo 2008

L'altra Napoli - La Cappella San Severo

Questo post di oggi è intitolata L'altra Napoli , ho pensato , che l'immagine della mia città in questo periodo è continuamente danneggiata dalle questione dei rifiuti e dai delitti della camorra, facendo dimenticare che la mia terra è ricca di storia e di cultura. E che quindi (nel mio piccolo creando dei post che rimandano, appunto all' "Altra Napoli"), spero di rendere più diversificato è più giusto quello che la mia regione e la mia città possono offrire a chi viene a visitarla, ma anche ai miei stessi concittadini che vedo e sento parlare ( mi ci metto pure io) male del nostro territorio, dimenticandoci molte volte le bellezze, l'arte, la cultura che ci offre. Voglio però sottolineare che dei fatti incresciosi continuerò ad occuparmene, perché va bene tutto, ma non mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi.
P.S:
Vorrei segnalare a chi è capitato sul blog, se nel caso volesse, può approfondire il tema in questione cliccando sull'immagine qui sotto, è possibile vederne ancora delle altre, mentre se lo si fa sul titolo del Post si può leggere un bella biografia del Conte di San Severo (da Wikipedia). Nick


CAPPELLA SAN SEVERO

Secondo la testimonianza dello storico Cesare d’Engenio (1624) la fondazione della cappella potrebbe fissarsi intorno al 1590, quando Giovan Francesco di Sangro duca di Torremaggiore, avendo fatto voto durante una grave malattia, fece costruire in una parte del giardino del suo palazzo una «piccola cappella» per venerare un’immagine della Vergine della Pietà. Nel 1608 Alessandro di Sangro, figlio di Giovan Francesco, ampliò l’ambiente primitivo «perché non era capace al concorso di molti, che la frequentavano per gli infiniti miracoli» e destinò la cappella, oltre che ai compiti di culto, a luogo di sepoltura per la sua famiglia.
Il periodo seicentesco è alquanto oscuro perché l’attuale sistemazione dell’ambiente, voluta da Raimondo di Sangro nel secolo successivo, scompaginò in gran parte l’assetto originario per far posto alle nuove opere da lui stesso coordinate. Non si conosce il nome dell’architetto che diresse l’edificazione della struttura originaria, ma probabilmente egli dovette seguire le idee del committente, poiché la semplicità della pianta rettangolare, priva di una vera e propria abside, e volta a dare il massimo risalto alle sculture celebrative ed alla decorazione, escludono un momento ideativo reale.
Ma un primitivo fasto seicentesco dovette esistere nella cappella in quanto Pompeo Sarnelli annotò nel 1697 che la cappella è «grandemente abbellita con lavori di finissimi marmi, intorno alla quale sono le Statue di molti personaggi di essa famiglia co’ loro elogi».
Qualcosa di questa decorazione rimane nel rivestimento in marmi policromi della parete di fondo, ai lati del grande altorilievo settecentesco.
Dei molti monumenti ricordati anche dal Celano nel 1692 ne restano solo quattro: quello di Paolo di Sangro posto dal figlio Giovan Francesco nel 1642 - attribuito con felice intuizione da Marina Picone a Giulio Mencaglia, e per il quale solo molti anni dopo è emerso il documento di conferma - è collocato nella prima cappellina della parete sinistra. Il suo ritratto a figura intera è da considerarsi uno degli esempi più insigni di ritrattistica seicentesca. L’effige con gli attributi militari in primo piano riflette lo spirito eroico di quella ampia parte della nobiltà napoletana che cercò glorie e onori al seguito degli eserciti spagnoli sui campi di battaglia di tuttoil mondo.
Vi è poi il Monumento ad un altro Paolo di Sangro (1569-1626), quarto principe di Sansevero, scultura attardata nei modi ancora cinquecenteschi, benché databile al secondo quarto del secolo XVII, posto nella prima cappella a destra. Il Monumento a Giovan Francesco Paolo di Sangro (1524-1604), fondatore della cappella, è collocato dopo quello del Mencaglia e fu voluto dal figlio Alessandro di Sangro, patriarca di Alessandria, il cui ritratto a mezzo busto freddamente stilizzato è posto nella parete sinistra del presbiterio.
A partire dal 1742 iniziano le vicende settecentesche della Cappella. Il principe Raimondo di Sangro (1710-1771) che da quell’anno fino alla morte sovrintese costantemente alle trasformazioni dell’ambiente, incarnò in pieno lo spirito del secolo di cui era figlio: singolare figura di uomo d’arme, letterato, sperimentatore, e alchimista dall’inappagata curiosità, fece fiorire, ancora in vita, numerose leggende sul suo personaggio.
Nel 1749 il pittore Francesco Maria Russo concluse il grande affresco della volta raffigurante la Gloria dello Spirito Santo, e la decorazione con finte architetture dove nelle vele sono inseriti medaglioni dipinti in monocromo verde che raffigurano sei Santi della famiglia.
Il Russo disegnò anche il monumento a Raimondo di Sangro posto all’imbocco della cavea sotterranea.
Tuttavia il maggiore interesse è destato dal gran numero di sculture eseguite da artisti napoletani e di altre regioni, che, caso forse unico nella città in quel momento, si travarono a lavorare affiancati in virtù delle scelte del Principe.
Ai lati del presbiterio, al centro del quale troneggia la vasta scenografia Deposizione di Francesco Celebrano, realizzata secondo il principio del quadro di marmo, sono collocati a sinistra La Pudicizia di Antonio Corradini, e a destra Il Disinganno di Francesco Queirolo. La prima scultura fu eseguita nel 1751 quando lo scultore, famoso in tutta Europa, giunse a Napoli ormai molto anziano (morirà infatti l’anno successivo). È stato notato come quest’opera per la sua sensualità si adatti più ad una «galleria» che non a rappresentare la principale virtù di Cecilia Gaetani, madre del principe, ma la fusione tra gusto profano e sacralità costituì la cifra di questo particolare periodo artistico.
La seconda scultura opera del genovese Francesco Queirolo è basata su un virtuosismo esecutivo stupefacente: un’autentica sfida alle difficoltà opposte dalla materia nella resa della rete che avvolge la figura maschile in atto di strapparla.
Va infine ricordata l’opera più celebre della cappella al punto da essere diventata un po’ il simbolo del monumento: il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino.
Fino al recente ritrovamento del bozzetto orginale si riteneva che la scultura, eseguita nel 1753, fosse stata realizzata su un modello del Corradini. La paternità dell’opera va quindi completamente riconosciuta allo scultore napoletano che, secondo i dettami del committente, la concepì per essere posta nella cavea illuminata dall’alto dalla lampade eterne inventate dal Principe, e non dove oggi la si ammira, al centro della navata. L’originaria destinazione orientò lo scultore verso una ricerca luministica tesa a rivelare le infinite serpeggianti pieghettature del sudano che ricopre il corpo abbandonato sui cuscini. In un fluttuare di luci ed ombre non è percepibile il distacco doloroso della morte, ma solo l’intima poesia dell’opera - sostenuta da una prodigiosa abilità tecnica che avrà modo di affiorare più volte nella lunga carriera dello scultore in quegli anni quasi agli esordi - nella quale vibra un precorrimento di languido romanticismo.
Sintomatico in proposito è il tentativo, fortunatamente fallito. di Antonio Canova, di acquistarla durante il suo soggiorno napoletano.

Scheda tratta da ‘Napoli città d’arte’
Edizione Electa Napoli (1986)


La Cappella San Severo


sabato 1 marzo 2008

Il Blog di Roberto Saviano



Il Blog di Roberto Saviano è un altro strumento narrativo dello scrittore campano per cercare di descrivere cosa succede nella mia tanto martoriata regione. E' il punto di vista di uno scrittore e giornalista (ora scrive una rubrica settimanale sull'Espresso), che non si ferma davanti alla minaccia della camorra (si ricorda che è sotto scorta armata), e questo è dovuto al fatto che il suo libro "Gomorra" ha avuto, come molti sanno, un enorme successo. Le minacce gli sono arrivate anche per le sue denunce nei confronti dei capo clan del "Clan dei Casalesi". Spero che la sua bravura di scrittore possa riversarsi anche sul blog ,è con questa sua iniziativa, far capire al mondo cosa succede e chi sono i colpevoli dello scempio che vediamo tutti i giorni davanti ai nostri occhi. Certamente non possiamo far cadere tutto sulle spalle di questo giovane e straordinario scrittore, anche il resto del giornalisti e dei vari intellettuali che tengono in sorte il nostro territorio devono fare la loro parte, e non lasciare assolutamente Saviano da solo. Nick

Paradisi artificiali | L'espresso | Multimedia


Una veduta notturna della città vecchia di Sana'a. Pier Paolo Pasolini fu tra i primi a battersi per la sua salvaguardia

Paradisi artificiali

Almeno metà della popolazione dello Yemen è dipendente da una droga, il qat. Che all'inizio stimola il desiderio sessuale e dà un senso di benessere. Ma alla lunga provoca impotenza o, peggio, il cancro. Nonostante gli allarmi, uomini e donne masticano questa erba. Che fa prosperare una perversa economia. Foto di Pablo Trincia. L'articolo
[26 febbraio 2008]

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